lunedì, novembre 23, 2009

Fuori dal teatrino

Mi dà sempre un po' fastidio parlare di queste cose. Preferisco farmi i fatti miei ed evitare perfino di ascoltare... E' che somatizzo troppo, ecco. E a sentire certe oscenità mi viene male alle orecchie. Tanto la tiritera la conosciamo già. La pagliacciata va avanti da anni. La star di turno, la star di destra in declino, utilizza l'argomento antislamico solo per fare audience e attirare le telecamere su di sè. Il suo mostruoso stipendio, pagato con le nostre tasse, aumenta solo se la sua presenza sul palcoscenico mediatico fa aumentare l'audience televisivo. Pertanto che la Santanchè dica o faccia una cosa, piuttosto che un'altra, non tange la comunità islamica italiana - ehm, se esiste - perchè qualsiasi cosa la tipa in questione dica o faccia è funzionale solo al termometro del suddetto mostruoso stipendio.
Il problema, come al solito, non è quello che dice la Santanchè - o quello che dicono Sbai, La Russa o fanno credere che abbia detto il mufti egiziano Tantawi, ma siamo noi. Il modo che abbiamo, noi, di reagire a teatrini che non ci riguardano di striscio, perchè sono fatti su di noi, ma non certo per noi. Che noi ci indignamo, reagiamo o restiamo indifferenti importa solo nella misura in cui accettiamo, noi stessi, di essere parte attiva del teatrino in cui le star politiche continuano a vedere alzarsi la temperatura del termometro della propria notorietà e del proprio mostruoso stipendio, pagato con le nostre tasse. Noi non ci guadagnamo comunque nulla a metterci in mezzo. E quindi perchè indignarci, scandalizzarci, arrabbiarci, farci venire l'ulcera gastrica o il sangue acido? Questa gente fa parte di un altro mondo, di un mondo che non ci riguarda e non ci appartiene, di un mondo che se ne infischia di noi e che ci usa soltanto.
Pertanto a me i brividi vengono non certo quando so che una Santanchè ha detto questo e quello in una trasmissione più o meno seguita, ma quando leggo sul blog di una mia sorella che la dinamica del teatrino mediatico è riuscita a tirarla dentro fino a indurla a deformare la verità  per abbassarsi al livello infimo in cui questa gente si colloca.
Perchè dobbiamo abbassarci a diventare strumenti mediaticamente manipolabili, perchè dobbiamo storpiare la nostra religione per giustificarci con chi non ha alcun interesse a conoscerla, la religione, perchè dobbiamo entrare anche noi a far parte del teatro dei burattini che si insultano in diretta, solo perchè è trendy e fa carismatico?
E' già molto difficile partecipare ad una trasmissione e riuscire a non farsi intortare dalle domande tendenziose e "anti-culturali" che vengono generalmente propinate, figuriamoci poi se ci mettiamo a fare "l'islam liberale" sui nostri blog, quello ci manca!
Diffondere e difendere l'islam non deve significare nasconderlo e storpiarlo per farlo piacere alla gente, ma presentarlo così com'è. Chi non lo ama, certo non inizierà ad apprezzarlo solo perchè noi decidiamo di farglielo sembrare più accettabile!
alhamdulillah alle 11:59 in: dibattito interno alla ummah
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lunedì, novembre 23, 2009

Dall'Egitto: sguardo sui media italiani (e racconti etnici)

Questa lettera racconta il punto di vista di una sorella italiana niqabata che oggi vive in Egitto con la sua famiglia. In realtà basterebbe estraniarsi per un attimo, anche solo con la mente, per accorgersi di quanta finzione c'è negli attuali sterilissimi dibattiti italiani a proposito di tutto ciò che riguarda i musulmani. E' che questi parlano di un mondo che non esiste e se lo raccontano (e ce lo raccontano)  talmente tanto bene che ormai, per tutti, perfino per noi, le baggianate che dicono possono addurre la pretesa di esser prese in considerazione e quindi, magari, contestate. Perchè dovremmo perder tempo a contestare l'assurdo, scusa?

Mia cara sorella Khadija, assalamu alaykum. In questi giorni, mi capita di scrivere ad ''amiche'' italiane, non musulmane, che ansiosissime mi chiedono cosa ne penso del burqa e cosa ne penso del crocifisso in classe. A volte mi sforzo quasi di tornare con la memoria a quando stavo a Milano. Giuro che ci provo, ma quello che vedo, riguardandomi indietro, mi mette un pelo di angoscia: mi vedo in casa anche per 3 o 4 mesi, con la sola mezz'ora d'aria come i carcerati, ad accompagnare i figli all'autobus della scuola sotto casa e andarli a prendere. La verita' e' che io sono sempre stata una che se ne frega del giudizio degli altri, che non si e' mai messa in un angolino, che risponde e replica, anche a nome di tutte quelle poverine che non capiscono insulti ed improperi che ti tirano quando esci per strada a Milano, anche solo a far la spesa, ma dopo 6 anni di questa vita, col niqab e gli insulti e gli sputi, dopo il 2001, ho deciso che sarei uscita solo per le cose davvero importanti e non delegabili a mio marito... per non farmi venire la gastrite! Ti immagini, italiana, musulmana con il niqab e pure la gastrite... Sono passati 4 anni e 3 mesi e non e' stato facile neanche qui all'inizio e tuttora a volte non e' facile, non certo per il niqab, ma per il fatto che per un’italiana precisina e raddrizzaquadri l'Egitto puo' essere snervante! Eppure mai come in questi giorni ringrazio Allah Altissimo, di essere qui e non piu' la'... Milano vista da qui sembra un formicaio impazzito, la follia estrema di quei filmati mandati a velocita' doppia o tripla!

alhamdulillah alle 10:55 in: dibattito interno alla ummah
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lunedì, novembre 23, 2009

Amina e le altre a "La vita in diretta"

Amina e altre sorelle a "La vita in diretta" del 13 novembre

 

Amina e famiglia a La vita in diretta del 21 ottobre

 

alhamdulillah alle 09:08 in: donne, occidente contemporaneo, storie di sorelle
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martedì, ottobre 27, 2009

Una rosa non è una rosa, non è (solo) una rosa...

“Vedi quel cespuglio pieno di rose? Che rosa sto guardando?". Io ne indicai una, e lui mi confermo': "E' giusto. Come hai fatto a scoprirlo?". Gli risposi: "Ma che ne so? Sarà stato per caso! Perché c'ho fortuna!". E lui: "Questa è la differenza tra voi e i musulmani: noi, quando accade ogni singolo avvenimento, pensiamo: E' stato per volere di Allah. Invece voi parlate della fortuna...".

La ritrovo su kelebek. E’ un’intervista datata pubblicata su un giornalino femminile islamico autoprodotto. Son passati più di otto anni. Leggo questa frase per la prima volta e sento un brivido. Mi ricordo, un brivido.
Leggi tutto.
alhamdulillah alle 11:46 in: orgoglio e pregiudizio, cultura e culture
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martedì, ottobre 27, 2009

La nostra anti-Santanche'

Anna Pighizzini è l'anti-Santanchè: è un'impiegata bergamasca che è diventata musulmana, ha sposato un condannato per terrorismo in Marocco e porta il velo con orgoglio. (Leggi tutto).
Quindi prima o poi anche alla sorella servira' una scorta, che' gia' vedo orde di leghisti brulicanti in cerca dell'abitazione famigerata dell'impiegata bergamasca col velo. Ma come osa, costei?  bah! Non c'e' piu' religione, guarda!

Per saperne di piu':
www.giustiziaperkassim.net
www.kassimlibero.splinder.com


alhamdulillah alle 00:14 in: donne, hejab, deportazioni, storie di sorelle, giustizia per kassim
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giovedì, ottobre 01, 2009

Non fa notizia? Youssef Nada fuori dalla Black List Onu

Tacciono i media italiani, da giorni cerco inutilmente l'informazione.
Eppure è stata pubblicata subito in Svizzera: Le Conseil de sécurité a retiré le nom de Yussef Nada de la liste  noire,  Silvia Cattori, 24.09.09, Youssef Nada fuori dalla Black List, Corriere del Ticino, 25.09.09.
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alhamdulillah alle 20:25 in: politica, occidente contemporaneo, giustizia per kassim
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mercoledì, settembre 23, 2009

Cronaca di una fitnah annunciata

Assalamu aleykum wa rahmatullahi wa barakatuhu
E dopo una giornata di festa, eccoci qui, ritornati alla realtà della Terra in cui viviamo, tra insulti, aggressioni, abusi di ogni sorta: l’ultima e forse più grottesca provocazione è stata la gazzarra messa in opera oggi da una seguace di Oriana Fallaci desiderosa di avvelenare ancor di più il clima già irrespirabile in cui vive la Comunità islamica in Italia.
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alhamdulillah alle 16:03 in: occidente contemporaneo
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martedì, settembre 22, 2009

Sposare un egiziano è quanto basta per farsi perquisire l'abitazione?

"Ho sempre pensato che se le forze dell’ordine sospettano di qualcuno per qualsiasi motivo, lo fanno a ragion veduta. Ho sempre pensato, poi, di non poter essere oggetto di sospetto da parte delle forze dell’ordine per via della mia vita ordinata e ordinaria, insieme a mio marito nella nostra casa a Perugia. Ma oggi in quella che se non fosse stato Ramadan sarebbe stata l’ora poco dopo il pranzo, ho dovuto ricredermi".
La voce è quella di Silvia.
Come è successo a molte, anche nel suo caso, i poliziotti sono entrati in casa cercando chissà cosa. La colpa?
Avere un marito arabo, ovvio.
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alhamdulillah alle 00:39 in: occidente contemporaneo
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martedì, settembre 01, 2009

Niqab e dintorni nell'antichità: rassegna d'immagini

burqa2 burqa3burqa10Da Oum Aicha del forum Al-Mujaddida , passando per ummusama-wordpress e ricollegandoci al contenuto del post niqabIII,una rassegna di documenti fotografici che testimoniano la continuità dell'utilizzo dell'abbigliamento islamico nel corso dei secoli.
alhamdulillah alle 00:24 in: donne, hejab, dello spirituale e del nikab, faq - il niqab
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