An-nisa: donne musulmane e società

Per favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi. Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.

24-25.05.2002 : Abou El-Kassim Britel subiva extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
Sono passati sei anni e Kassim è ancora ingiustamente detenuto in Marocco.
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martedì, settembre 26, 2006

Le Vie

La borsa che da’ di kimono, le scarpette nere tipo ballerina, ma con un fiore sopra, i capelli nerissimi e lisci, il kajal o qualcosa che da’ di kajal.

La mia amica di quando stavo male.

La mia amica di quando stavo bene.

La mia amica di quando non avevo la più pallida idea di un come e di un perché.

Mi racconta della sua scuola a Tokyo, mi dice che non può mettere il brillantino al naso e che dovrebbe indossare tutti i giorni il tayer. Mi racconta del viaggio in India, questa volta nel sud, della mail box che ad un certo punto è impazzita e non ne voleva più sapere di ricevere messaggi, del suo ragazzo giapponese.

Le racconto del lavoro, dell’esame andato male, delle difficoltà del restare, dell’Ucoii e del ramadan.

“Ma davvero nemmeno l’acqua?? Mica me lo ricordavo! Aiuto! Nemmeno l’acqua! Ma perché nemmeno l’acqua?”

E mi ricordo di quando ero io che stentavo a credere che lei, proprio lei, avesse deciso di alzarsi tutte le mattine un po’ prima, in modo che potesse recitare i mantra. Allora ero io la “miscredente” – ma perché fai tutto questo? – che proprio non riusciva a sentirla quella religione lì: il buddismo.

Lo yoga, la meditazione, la meditazione dinamica, il reiki, il sahaja yoga, il tai chi, lo sciamanesimo. M’interessava tutto. E m’immedesimavo. Ma non la vedevo questa Via.

Chissà come dev’esserle sembrato strano quando, tornata dal suo primo viaggio in India – quella volta dal nord – le hanno detto che ero “scappata di casa” per sposarmi con quel folle, indossare il niqab e farmi segregare in casa a vita.

Ho il vago sentore che mi abbia – come dire? – odiata.

 

postato da: alhamdulillah alle ore 07:36 | link | commenti (4)
categorie: islam e buddismo
sabato, gennaio 28, 2006

Perchè non fate come i buddisti?

 

Buddha era un contemplativo agnostico. In sostanza riteneva che l'esistenza di Dio non fosse verificabile in alcun modo. Tuttavia aveva notato che l'allontanamento dalle cose del mondo produce un benessere spirituale senza pari e così conduceva una vita modesta, meditando, digiunando e camminando molto di paese in paese, per mantenere il proprio stato di benessere interiore e non rischiare di attaccarsi al mondo, nella finalità di raggiungere l'illuminazione, uno stato percettivo superiore.
Apparentemente Buddha visse in un modo molto simile a quello del profeta Gesù, Cha Allah lo benedica, ma, dal punto di vista esoterico, le due strade verso la conoscenza dei mondi superiori ad un certo punto divergono.
L'agnostico, infatti, intraprende la via della conoscenza con finalità puramente egoistiche, mentre il credente ricerca la conoscenza con la finalità di trarne un beneficio universale.
Il buddismo, quindi, non può essere definito "religione", perchè non presuppone l'esistenza di una divinità superiore, perchè non ha una prospettiva escatologica, perchè non mira a conseguire finalità universali, tanto più che, nel corso dei millenni, questo movimento spirituale è diventato sempre più vicino ad una forma di credenza apotropaica, che non ha nulla a che fare con le teorie del suo fondatore.
Il parallelo islam-buddismo è un assurdo. Esiste invece un antitesi come nel binomio cristianesimo-ateismo. Quindi è fuori luogo pretendere che i musulmani vivano la loro religione come fanno i buddisti e cioè adeguando perfettamente la loro pratica alle esigenze della vita quotidiana contemporanea. E, qualche volta, qsto nn è possibile nemmeno ai buddisti.

postato da: alhamdulillah alle ore 12:04 | link | commenti (1)
categorie: islam e buddismo, cultura e culture