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An-nisa: donne musulmane e societàPer favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi.
Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.
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Giuro, non l' ho scritto io...
e neanche un altro musulmana/o, ma un cattolico, e molto intelligente, aggiungo (continua a leggere >>> )
Salam alaykum.
Cristologie
...A proposito di "siamo tutti fratelli, perchè crediamo in un solo Dio" consiglio vivamente la lettura di tre interessanti post che, anche se non sono di parte, paiono descrivere abbastanza analiticamente l'ottica islamica sulle tematiche cristologiche:
Il mito solare di Cristo (I)
Il mito solare di Cristo (II)
Il mito solare di Cristo (III)
e i post successivi.
Su Rubimasco.
Si consiglia vivamente anche la lettura di un post che potrebbe anche essere una premessa agli articoli di cui sopra.
Magari sì, possiamo pure sentirci fratelli, per l'amor di Dio, però, per favore, ad ognuno il suo.
Gesù è Dio?
As salam alaykum wa rahmatuLlah, sono molto contenta di presentare a chi fra voi non lo avesse già visto un bellissimo ed entusiasmante dibattito in video dello scomparso shaikh Ahmed Deedat, intitolato "Gesù è Dio?".
Deedat è stato un grande predicatore musulmano, conosceva a menadito sia il Sacro Corano che la Bibbia. Mi auguro che, come me, lo possiate trovare interessante ed istruttivo. Fra l' altro, come mi aveva detto la sorella Khadija, in un certo qual modo si ricollega all' argomento kufr trattato poc' anzi dalla sorella Aminah Umm Zakaria. Quindi buona visione, poi inshaLlah ci farete sapere le vostre impressioni!
Lo trovate
qui
Salam wa rahmatuLlah.
P.s.: per vederlo, è necessario scaricare il software gratuito Adobe flash player, che trovate qui.
Del kufr, dell'islam e di altre sfumature
Da "profana", vissuta in mezzo all'islam-spaghetti e a questo sicuramente moderno e italianissimo islam-concept, non so se per classismo o semplicemente a pelle, ho sempre concepito come due mondi assolutamente distinti il mondo del kufr e il mondo dell'islam. Quand'ero kafira, per me, ero kafira. Sia quand'ero cattolica, che quand'ero atea e pure quando tentavo di fare la pseudo-teosofa.
Era così, era il kufr: il mondo dell'incertezza, della confusione, dell'angoscia, dell'insoddisfazione, della ricerca reiterata e del cammino nebuloso.
Il mondo di chi non lo sa se Dio c'è oppure no e che "fisionomia" ha.
Poi, un giorno, si è accesa una lampadina di colpo. Ma, da quel giorno, non sono diventata più brava, più saggia e più buona. Anzi, ho continuato a sbagliare credendomi nel giusto, ho sbattuto i denti inutilmente contro l'impossibile ed ho lottato per cause che non mi appartenevano per niente e che non appartenevano nemmeno all'islam, credendo di fare tutto questo - appunto - per l'islam, per l'akhira e per piacere all'Unico, continuando a girare a tondo attorno a me stessa, senza muovermi di un passo.
Da quel giorno, però, ho iniziato a vedere il mondo con altri occhi, a sentire altri profumi, ad assaporare altri gusti ed ho "saputo" che tutto viene dall'Uno e che nell'Uno il tutto risiede e che non c'è altro Dio all'infuori di Dio e che il Messaggio del Sigillo dei Profeti è l'unico archetipico, l'unico nel quale mi ritrovo passo passo e l'unico attraverso il quale mi comprendo e mi sento in pace, a casa mia.
Mia mamma è mia mamma. E per me non è kafira perchè è cattolica o perchè va a messa, ma è kafira perchè prega Padre Pio e va in pellegrinaggio al suo santuario, così come io per lei sono un'apostata sflesciata, una figlia ribelle e pure un po' sconsiderata, che però, guardacaso, da qualche anno a questa parte ha trovato il suo centro e il suo equilibrio ed ha smesso di fare scemate, chissà com'è! Voglio bene alla mia mamma kafira e non smetterò mai di ringraziare - e Ringraziare - di avermi dato proprio lei, così kafira com'è, con i suoi valori inconsapevolmente islamici, con il suo pudore innato, la sua "casalinghitudine", il suo modo spudoratamente islamico di dedicarsi alla famiglia in modo pieno e totale, senza grilli per la testa e senza fronzoli. Bhè, ecco, se smettesse di pensare a Padre Pio e andasse al sodo, avvicinandosi a Dio in maniera diretta, sarebbe una musulmana tremila volte meglio di me che ancora fatico da morire a rispettare molte delle cose islamiche che lei, come kafira, ha sempre dato per scontate! Bhò! Davvero strana, 'sta vita!
E ce ne sono, sapete, di kuffar che mi stanno attorno che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. E tu te ne stai lì, ad osservarli vivere, a ricordarti di com'erano quando tu eri laggiù e ti dimenavi e non sapevi che pesci prendere e ti perdevi, mentre loro si perdevano solo a metà e per il resto restavano integri, fedeli, saldi e non tradivano quell'islam che nemmeno sapevano di praticare e non tradivano sè stessi.
Ci sono persone che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. A me piace chiamarli comunque kuffar, quasi per simpatia e per dovere, più nei loro confronti che nei confronti delle catalogazioni gratuite. Per una questione di onestà intellettuale.
Quando dico "kuffar" con disprezzo è un'altra cosa. E mi pare che si senta, tra i pixel, com'è.
Ci sono poi persone che camminano su un filo sottile: quelli che dicono di essere musulmani e dentro si dibattono e "vedono" solo a metà e quelli che "sono musulmano" non lo diranno mai, eppure nel loro cuore hanno fatto un patto al quale si mantengono fedeli, lontano dai nostri sguardi e dai nostri giudizi.
Meraviglia delle sfumature.
L'America ha bisogno dell'islam
Angelene McLaren è una giornalista originaria della Jamaica che vive a Detroit (USA) e che lavora per una rivista islamica del Wisconsin. Prolifica scrittrice ed esperta di pubbliche relazioni, ha lavorato per varie testate giornalistiche dopo aver ottenuto il Master in scienze della comunicazione e giornalismo. Ha pronunciato la Shahâdah nel 1995, assumendo il nome di Sumayyah bint Joan.
A fianco a questa testimonianza segnaliamo, su ummusama l'articolo riguardante Yvonne Ridley, una giornalista convertitasi all'islam dopo essere stata arrestata dai talebani, perchè sospettata di essere una spia. Con questa testimonianza Samayyah mette in evidenza come, anche in America, la questione islamica non abbia nulla a che vedere con lo "scontro di civiltà", ma dipenda piuttosto dal totale oblio dell'islam, da parte dei musulmani trapiantatisi in occidente.

Fin da quando ero bambina, ho sempre avuto un rapporto molto profondo con Allah (SWT). Sono stata allevata nella fede cattolica, con tutte le sue ambiguità, contraddizioni e confusione, ma io ho sempre fatto del mio meglio per concentrarmi sull'obbedienza a Dio (SWT), e non sugli insegnamenti della Chiesa, perché fin da piccola mi sembravano privi di qualsiasi buon senso. Negli anni della scuola superiore, presi coscientemente la decisione di applicarmi maggiormente nella conoscenza della religione. Andavo a messa ogni due giorni, poi ogni giorno; mi confessavo almeno una volta alla settimana, e cercavo di impegnarmi in tutte le pratiche di culto sulle quali il mio sacerdote insisteva tanto. Tutto ciò nello sforzo di sentirmi più vicina a Dio (SWT). La Chiesa non seppe rispondermi per ciò che riguardava le domande fondamentali della vita: chi sono io? Chi è Dio (SWT)? Perché io sono qui, e qual è la mia relazione con l'Essere Superiore Che ha creato l'universo? Come dovrei vivere la mia vita? Chi mi dovrebbe essere d'esempio e come lo dovrei imitare? Perché Dio (SWT) avrebbe avuto 'bisogno' di un figlio ad un certo punto, quando è sempre stato Unico in precedenza, creando tutto ciò che esiste da Solo?... Il mio sacerdote era incapace di sciogliere i miei dubbi, assicurandomi nel contempo che, se la mia fede fosse stata abbastanza forte, non ci sarebbe più stato bisogno di trovare un senso in tutte le cose... Ciò non poteva soddisfarmi, così, alla fine della scuola superiore, lasciai la Chiesa cattolica e mi misi alla ricerca della Retta Via, del Vero Credo, della Vera Religione. Investigai numerose religioni nello sforzo di liberarmi dal mio vuoto interiore. Praticai l'Induismo, il Taoismo, il Buddismo Zen e arrivai ad avvicinarmi alla setta "White Witchcraft". Molta gente troverà tutto ciò assurdo, ma dovete capire che io ero veramente alla ricerca di una "risposta", ma tutti questi percorsi lasciavano in me un vuoto che sembrava incolmabile. Poi, un giorno, mia sorella venne a trovarmi, e ciò che vidi mi sorprese enormemente. Entrò in casa indossando un abito lungo, coperta dalla testa ai piedi; un'enorme sciarpa opaca le nascondeva i capelli e scendeva a coprirle il seno, fino alla vita. Le chiesi come mai fosse vestita così, nel bel mezzo dell'estate e con la temperatura di 40 gradi, e lei mi rispose che era diventata Musulmana. Nonostante mi fossi interessata a così tante e diverse religioni, non avevo mai pensato di compiere una ricerca sull'Islam, principalmente perché non era facile per me reperire materiale informativo, e poi perché la mia mente era piena di stereotipi che mi impedivano di studiare serenamente questa Religione, quegli stessi stereotipi che oggi io ritrovo nelle altre persone e che sono così difficili da cancellare. Lasciai la mia famiglia e partii per l'università della California, sempre alla ricerca della vera Religione... Ad un certo punto, decisi semplicemente di vivere facendomi trascinare dalla corrente, senza pensare troppo... E in questo modo passarono due anni, durante i quali mi innamorai di un mio compagno di università e decisi di sposarlo. Vi era sempre qualcosa che "mi mancava", in un angolino della mia mente vi era sempre quella vocetta persistente a ricordarmi che la mia vita era disordinata, ma io facevo del mio meglio per ignorarla, fino ad una notte fatale... Proprio prima di lasciare la California per tornare a casa ed iniziare a costruire, insieme al mio fidanzato, una nuova vita insieme, feci il sogno più spaventoso di tutta la mia vita. In questo sogno vidi due uomini molto alti vestiti di bianco diritti in piedi al fondo del mio letto. Quando li vidi, pensai che fossero alieni o angeli, non ne ero sicura, ma certamente ne fui molto spaventata e feci tutto il possibile per scappare da loro, ma più cercavo di allontanarmi più li sentivo vicini. Alla fine, ci trovammo sulla cima di un'alta montagna, e sotto di noi vi era un mare rosso come il sangue e caldo come la lava. I due uomini mi indicarono il mare, e ciò che vidi resterà nella mia mente fino a che morirò. Il mare era pieno di persone nude, che venivano girate di qua e di là, come la carne quando viene arrostita, e gridavano: "Aiuto! aiuto!". E' necessario precisare che sentivo di avere gettato un'occhiata sull'Inferno, e ne ero terrorizzata. Raccontai al mio fidanzato questo sogno, ma egli si mise a ridere e mi disse che avevo un'immaginazione troppo sviluppata... Ma io non potevo accantonare la faccenda cos`in fretta. Quando tornai nel Michigan, scoprii che anche un'altra mia sorella e un mio cugino avevano abbracciato l'Islam durante la mia assenza. Ciò mi incuriosì, quindi chiesi a mia sorella di prestarmi qualche libro da leggere. Uno di questi libri era "La Descrizione dell'Inferno": tutto ciò che avevo visto nel mio sogno veniva raccontato nel testo. Ne fui molto colpita, così cominciai a leggere, e a leggere, a cercare libri e a porre domande, e più studiavo l'Islam, più la mia mente e il mio curoe mi dicevano che era questo ciò che avevo cercato per così tanto tempo. Possedevo da anni una copia del Corano, ma non lo avevo mai letto prima... Finalmente mi sedetti e cominciai a studiarlo... La mia mente ed il mio curoe si aprirono all'Islam, e capii che volevo convertirmi. Ma c'era un grosso problema: il mio fidanzato. Fu subito chiaro che lui non aveva nessuna intenzione di divenire Musulmano, dunque io dovevo scegliere tra lo sposare l'uomo che amavo o il percorrere la via che il mio cuore aveva riconosciuto come quella giusta... Allah (SWT) dice che se tu credi veramente in Lui (SWT) e nel Suo Messaggero (s), Egli (SWT) ti metterà alla prova. Questa era la mia "prova", e, nonostante il dolore che in quel momento provavo nel mio curoe, scelsi l'Islam piuttosto che il mio fidanzato. Ciò avveniva nel 1995. In seguito Allah l'Altissimo mi ricompensò e mi benedisse facendomi conoscere e sposare, tramite un amico del marito di mia sorella, un ottimo fratello Musulmano, che ama Allah Ta'ala e il Suo Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), e donandoci un meraviglioso bambino mashaAllah. Allah (SWT) dice che Egli (SWT) guiderà dalle tenebre alla Luce chiunque cerchi la Guida, ed io so che è ciò che Egli (SWT) ha fatto per me. I miei sforzi relativi alla Da'wah sono oggi concentrati negli scritti per le riviste islamiche "ISlamic Voice" e "Al-Jumuah". Lo stereotipo più comune con il quale mi trovo a confrontarmi è il mito secondo il quale, poiché indosso un hijab completo, non sarei educata né sofisticata e sarei "oppressa". Detesto questo pregiudizio. Ma quando parlo alle persone ed esse capiscono che posso fare un discorso coerente, dapprima restano stupite, ma poi comprendono il loro errore di valutazione. La maggior parte dei problemi deriva dal fatto che noi Musulmani non spendiamo abbastanza energie per spiegare chi siamo. Finché non prenderemo in mano il microfono per cominciare a spiegare alla gente cosa significhino "Islam" e "Musulmani", la gente continuerà a ragionare seguendo gli stessi stereotipi, basati sull'ignoranza. L'America ha bisogno dell'Islam. Questo Paese è così amorale, eppure la gente "cerca" la Verità. Il problema è che la maggior parte dei Musulmani che sono qui cercano il dunya (basso mondo), e non sono qui per la Da'wah (Appello all'Islam), e vediamo che alcuni Musulmani si comportano come i miscredenti. Perciò, finché i Musulmani non cominceranno ad amare veramente l'Islam e ad assumersi le proprie responsabilità verso il resto dell'umanità, le cose potranno solo peggiorare. Ma, a dispetto della nostra attuale apatia, l'Islam qui sta crescendo in modo esponenziale, e inshaAllah continuerà così.
"Ritornare" per ricominciare a pensare con la propria testa

Nel Nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Assalamu 'alaykum waRahmatullah waBarakatuHu.
Mi chiamo Mryam, scrivo questo testo per rendervi partecipi del mio cammino verso l'Islam. Comincerò raccontandovi del mio trascorso di Cristiana, in modo che possiate conoscere meglio le ragioni che mi hanno guidata. Ho passato la mia infanzia in un ambiente in cui la Religione (quella cattolica) era ancora un aspetto importante della vita: i miei nonni, con cui sono cresciuta, hanno cercato di indirizzarmi il più possibile verso la conoscenza della Bibbia, dei sacramenti e dell'amore verso il prossimo; ero ancora una bambina, ma già sentivo la necessità di seguire quegli insegnamenti che mi erano stati trasmessi con amore e mi facevano avvertire la presenza di Dio in ogni momento della giornata. Crescendo, ho continuato a frequentare la Chiesa e a cercare di essere una buona Cristiana, così come mi era stato insegnato. Avevo circa sedici o diciassette anni quando qualcosa ha iniziato a cambiare dentro di me: ero in un'età in cui ci si pongono tante domande, inizia a farsi spazio la ragione, allora si genera dentro tutto un senso di insoddisfazione per i "perché" a cui non si trova una risposta... Avevo un senso di vuoto dentro di me che non riuscivo a colmare: mi mancava qualcosa, ho iniziato a cercare, volevo riempire quell'abisso, ma non sapevo neanche da dove iniziare, né cosa cercare… Mi sono aperta con il moi parroco, pensavo che nessuno meglio di lui potesse aiutarmi a capire, ma il suo consiglio è stato quello di non ascoltare le "strane voci" che – secondo lui – mi avrebbero solo fatta allontanare dalla Fede!! Io, però, non riuscivo a capacitarmi: perché il Signore ci avrebbe dotati di intelligenza se poi è peccaminoso farne uso?? Le contraddizioni che non riuscivo a gestire mi condussero alla decisione di allontanarmi dalla Chiesa: non era quella la strada! Ho vagato per molto tempo nel vuoto alla ricerca della direzione. Qualche anno fa conobbi colui che poi è diventato mio marito, un buon Musulmano, parlava della sua Fede con molta fermezza. Ciò che mi colpì, però, furono in particolare queste sue parole: "L'Islam è una Religione che ama chi ama sapere; quando leggerai il Corano, vedrai, lì troverai le risposte che stai aspettando; Allah Ta'ala non chiede di soffocare la propria ragione, ma di usarla per studiare ciò che ha creato e per accrescere l'amore per Lui!". Com'era possibile? Mi era sempre stato detto che Fede e ragione stanno su due piani diversi e che se si vuole avere Fede si deve accantonare la ragione... Da quel momento ho iniziato ad approfondire le poche informazioni che avevo sull'Islam, ero semopre più entusiasmata dalle tante cose nuove che stavo scoprendo: avevo trovato una Religione che mi appagava, perché non mortificava la mia esigenza di avere una spiegazione logica per ogni cosa! Molto importante è stato l'incontro con una sorella di nome 'Aisha, che ha sempre saputo darmi il coraggio di superare i momenti di dubbio e debolezza sulla mia strada verso l'Islam, le devo molto. Ora sono Musulmana a tutti gli effetti, perché mi sono convertita, eseguo l'orazione e cerco di seguire il più possibile gli insegnamenti del Corano e della Shari'ah. Continuo a studiare l'Islam perché ci sono ancora molte cose che voglio imparare e applicare inshaAllah! Mi sto impegnando a fare della mia casa un ambiente in cui regni la Volontà di Allah l'Altissimo, anche se so che ho ancora tanta strada da fare in questo senso, ma so anche di essere nella direzione giusta, questo mi incoraggia a non demordere. Voglio concludere chiedendovi di rivolgere un pensiero alle persone (sono sicura che siano molte!!!) che, come è successo a me, si trovano senza una guida: molte di queste prendono a seguire dei falsi miti! A questo proposito, credo che l'Islam dovrebbe essere fatto conoscere di più; purtroppo l'idea che se ne ha è troppo ridotta e per molti versi deforme. Mi rendo conto che viviamo in un mondo avverso per chi ha da dire la Verità, ma mi rendo anche conto del fatto che sia necessario comunicarla a chi non la conosce ancora e la sta cercando, inshaAllah! Wassalam dalla vostra sorella Maryam
Rispetto, cultura, satira e festa multietnica
Generalmente i musulmani non festeggiano i compleanni, però mia figlia si era messa in testa di festeggiarlo, perchè è circondata da compleanni ed io avrei anche affittato un locale e invitato cristiani, musulmani e atei, indistintamente. A me sembrava normale. E visto che di musulmani ne incontro raramente, avrei approfittato anche per parlare un po' di islam, giacchè c'ero! Telefono, quindi, alla mia "amica non-musulmana", proprietaria di un locale dalle mie parti e le parlo della cosa. "E tu inviteresti anche le amichette di scuola di tua figlia??" Sì. "E pensi che verrebbero le mamme ad accompagnarle??" Probabilmente. "E pensi che le loro mamme si troverebbero bene in quell'ambiente?" Quale? "In mezzo a gente musulmana..." Scusa, ma io non sto tutti i giorni in mezzo a gente non-musulmana?? "Guarda che qui dicono che sono strana io, figurati per una cosa del genere come ti giudicherebbero!" Come? "E poi tu, tra tante religioni, ti sei andata a scegliere proprio la peggiore, ma piuttosto potevi rimanere cristiana, che almeno è un po' meglio..." Cosa?
Vabbè lo so che io sono esagerata e che ho reazioni stratosferiche, rispetto alla presupposta normalità. Ma...
Certo, sono una rompiscatole, anche un po' categorica, estremista e filo-salafita e con tendenze wahabite, magari sarò una chiusa e settaria ecchessennò mica prendi e diventi musulmana così e certo se fossi stata una moderna, aperta e di larghe vedute non mi sarei mica interessata di questa roba da antichi, no? Però se una è atea e non ha mai aperto - kessoio - un Vangelo, mica i Veda o il Corano, una pagina di un Vecchio Testamento, se una va avanti nella convinzione che sì, l'uomo deriva dalla scimmia, perchè lo ha detto uno che si chiamava Darwin - ke religione è?? - se una non sa nemmeno che anche un certo Ghoethe aveva delle teorie scientifiche, in base alle quali si dimostra - più che scientificamente - che l'uomo non può derivare dalla scimmia, se una manda i propri figli a catechismo, pur essendo atea, per non essere giudicata male dalla collettività, se una non è in grado di assumersi la responsabilità del proprio pensiero, se una è proprio ignorante, sia della propria cultura che di quella degli altri, in base a quale criterio dovrebbe arrogarsi il diritto di dire quale visione del mondo sia meglio e quale sia peggio?
Io non le ho mai detto di essere migliore di lei perchè ho passato anni e anni a cercare una strada spirituale e a leggere, a capire e a vivere. Però in quel momento non ho potuto fare a meno di constare la bassezza d'animo e la tracotanza in cui versa lo spirito del mondo contemporaneo.
Quindi: la festa multietnica non si fa.
Morale: solo chi è troppo ignorante per confrontarsi si arroga il diritto di bandire "l'altro" e, nella sua cecità, sostiene la propria superiorità e la superiorità della propria civiltà, che, in fondo, nemmeno conosce.
Non avere valori e non avere cultura, spesso, induce a condannare, calpestare e sbeffeggiare i valori e la cultura dell'altro.
Attualmente si tende a giudicare questo totale appiattimento dell'anima come "civiltà". La mia "amica-non-musumana" è convinta che tra noi sia lei quella civile e progredita, quella "libera". Lei che vive condizionata dal giudizio degli altri, lei che vive ignorando la scienza, la religione e il rispetto.
Allo stesso modo non ci si rende conto dell'affronto che si è compiuto nei confronti di tutti i musulmani con queste stupide vignette: credono di star facendo della satira, ma fare satira significa fare cultura, non tentare di appiattire il mondo intero in un unico minestrone annacquato!!
Nicea-373

E kissà perché poi noi si fa sempre la figura di quelle acide da morire, ke c’hanno sempre da ridire su tutto… Mia madre nn fa che chiederselo: perché mi faccio tutti questi problemi e perché nn posso vivere tranquillamente come gli altri e accettare le tradizioni così come sono. In fondo non è che natale c’entri poi molto col cattolicesimo e capodanno poi… lo festeggiano anche in Afganistan, pensa tu! E io le dico che a me nn importa niente di chi festeggia cosa e che sono feste che sconsiglio vivamente anche a lei, come cristiana e si ricomincia dall’editto di Costantino (313) ke, trasformando la religione cristiana in “religione di Stato”, ne attutì gli spigoli e la carica sovversiva e dal Concilio di Nicea (373), ke istituì la trinità e il natale, per mettere d’accordo pagani e cristiani di Roma e dintorni, ke all’epoca era un bel pezzo di mondo. Nacque il calendario, con un santo al giorno per sostituire tutte le divinità pagane, nacquero il natale e il capodanno in corrispondenza delle feste per il solstizio d’inverno e la pasqua per perpetuare le feste del solstizio di primavera e così la vera religione dei primi seguaci di Gesù – ke la pace sia su di lui - si trasformò in istituzione politica e strumento di potere e venne improvvisamente snaturata. E lei mi chiede come sia mai possibile ke ci siano al mondo persone che conoscono la storia meglio di me, laureati, ricercatori, storici illustri ke, pur sapendo queste cose, continuano a festeggiare il natale, senza che quello ke sanno influisca minimamente su quello che fanno… Le dico che me lo chiedo anch’io e poi si ricomincia da capo, un’altra volta.
Mia figlia è già convinta che Babbo Natale esiste. Gli scrive le letterine. Prima o poi scoprirà come funzionano le cose riguardanti Babbo Natale, la Befana e tutte queste figure nate dall’invenzione umana. Allora sarà molto difficile spiegarle che ci sono esseri spirituali che esistono davvero, che attorno a noi c’è tutto un mondo sottile fatto di angeli, demoni e jin e che al di sopra di tutto ciò che si vede e al di sopra di tutto ciò che nn si vede c’è Un Solo Dio All’infuori Del Quale Non Ne Esistono Altri. Potrebbe nn credermi e allora la inviterò a sperimentarlo…

(...) Le scrivo nella veste di uno degli eredi dei Profeti (pace su di loro), e i Profeti – come si sa – erano soliti rivolgersi ai tiranni della terra nella speranza che si pentissero e facessero ritorno al Signore dei mondi (Gloria a Lui, l’Altissimo).
(...) Le scrivo in qualità di membro di una comunità oppressa e perseguitata, che attualmente si trova nella stessa condizione in cui si trovò Gesù (su di lui la pace) quando fu perseguitato dagli Ebrei da un lato e dai Romani dall’altro. E’ deplorevole che gli Stati Uniti, una nazione fondata da immigrati che sfuggivano alle persecuzioni, abbia assunto lo stesso ruolo che ebbe l’Impero Romano quando perseguitò i seguaci di Cristo (su di lui la pace).
(...) In mezzo a questa continua confusione e frustrazione, ecco irrompere gli eventi dell’11 settembre. Non le nascondo che una tremenda ondata di gioia ha accompagnato lo shock provato dai Musulmani nella strada, e chiunque le dica il contrario non le dice la verità. Io credo che l’America che crede nella libertà e nella democrazia – così come lei ripete nei suoi discorsi – non dovrebbe affatto essere sconvolta da questo attimo di gioia, né dovrebbe rivoltarsi contro questo spontaneo sentimento provato dai Musulmani. Questa nostra Nazione, che adora Dio e crede nella giustizia come nessun’altra nazione sulla terra, non si è comportata così per razzismo o con intenti malvagi, ma ha condiviso questo attimo di gioia con il mondo intero: il mondo che vi ha cacciato a calci dall’Organizzazione per i Diritti Umani. (...) Lo shock che ha colpito la gente quando ha ascoltato il suo primo discorso dopo l’accaduto è stato maggiore di quello provocato dall’evento stesso. Il suo discorso identificava totalmente l’America con la libertà, la giustizia e i nobili valori, e conteneva un giuramento di vendetta al posto di una promessa di cooperazione. Abbiamo cercato di scusarla, a causa dello schock dovuto agli eventi e alla necessità di assorbire la rabbia popolare, ma tutte le vostre successive dichiarazioni e azioni hanno respinto ogni altra possibilità. Sprezzanti accuse e desiderio di vendetta sono la vera tragedia dell’America, e il vero test per verificare i valori su cui si fondano gli Usa e la loro ‘civiltà’.
(...) Io e i miei concittadini abbiamo dimostrato quanto siamo barbari quando abbiamo smascherato una banda di occidentali – che non chiamo terroristi solo in virtù della loro pelle bianca e dei loro occhi chiari – organizzare degli attentati esplosivi nelle nostre città. Abbiamo atteso che confessassero seriamente, e non abbiamo attaccato indiscriminatamente ogni persona occidentale che si trovasse al momento nel Paese, non abbiamo ucciso gli stranieri e non abbiamo dato loro la caccia negli aeroporti, non li abbiamo confinati in luoghi inaccessibili, né abbiamo incitato l’intero pianeta ad una santa alleanza contro di loro. No, non abbiamo fatto nulla di ciò che ha fatto il suo popolo ‘civilizzato’ ai nostri figli e ai fratelli Musulmani in generale. Ciò che ci ha spinto ad agire così è stata la nostra religione e la nostra etica, e per questo dono ringraziamo Dio. >>>
Si ringrazia FadlAllah per la pubblicazione di questa lettera. Jazekillah!
Che cosa succederebbe in un Paese arabo...
Dipende dal Paese. Per esempio in Egitto, se volessi scegliere di iscrivere mia figlia ad una scuola cattolica, non avrei nessun tipo di problema. Sherif, per esempio, ha frequentato una scuola cattolica e non è che poi questo lo abbia "ghettizzato" o "alienato" o gli abbia procurato disagi nel suo Paese di origine. E cmq scuole cattoliche ci sono, nn come qui che per una che c'era storie infinite e c'è stato un putiferio, tant'è che ha chiuso! Di scuole laiche non credo ce ne siano. La maggior parte delle scuole chiaramente sono islamiche, ma anche gli Stati si dicono "islamici" e non "laici" come si dice l'Italia. Che quelli siano davvero Stati islamici personalmente ho seri dubbi, ma ho ancora più dubbi che questo possa dirsi una Stato laico... E cmq non che a me piaccia l'idea di uno Stato laico in Italia, sia ben chiaro! Mi piacerebbe uno Stato pluralista che rispetti sia le maggioranze che le minoranze. Quello che si dovrebbe fare negli Stati arabi invece non mi riguarda, perchè nn ci vivo e non ci ho mai vissuto e quindi... che ne so? Io sono italiana e quindi, non mi permetto certo di decidere qual'è il migliore tipo di politica che si deve attuare, per esempio, in Iraq, come invece, alcuni hanno la presunzione di sblaterare (e poi infine anche di attuare!! Vedi che macello che hanno combinato laggiù!). Ho diritto di voto - nn so ancora per quanto!
- quindi ritengo di avere almeno il diritto di sognare l'Italia che vorrei... Solo sognare, purtroppo!
Prima o poi doveva succedere...
Oggi il mio tesorino di bimba esordisce dicendo che le maestre a scuola la fanno pregare. E come ti fanno pregare? In-nome-del padre... Noooo! Eresiaaaa! Ma metti che io un giorno prendo e vado ad insegnare in una scuola pubblica e che siccome sono musulmana ecco che metto i miei alunni tutti in fila all'ora del dhor e... ih ih ih!! "allora adesso tutti in coro: Bismillah ar-Rahmani ar-Rahim!! Troppo difficile?? Provate ancora!!" E allora ecco che arriva mia sorella: va bè, ma adesso che vuoi fare?? Che colpa ne hanno le maestre se hanno nelle aule 67 ragazzini figli di genitori cattolici o tutt'al più atei e solo la tesorina figlia di una come te??
...Ecco perchè non mi piace la democrazia!! Perchè la maggioranza vince! Perchè la democrazia è contro le diversità, contro coloro che la pensano in maniera diversa, contro le minoranze... E io dico: ma che maggioranza è una che vota Berlusconi, che maggioranza sarà mai 'sta maggioranza che vota Bush, che maggioranza è qlla che pensa che Prodi sia un uomo di sinistra?? Vivessimo in un Paese arabo allora sì, allora ce la potrei pure mandare in una scuola cattolica: adoro il cosmopolitismo, anche dal punto di vista culturale, d'altra parte anch'io prima di arrivare all'islam mi sono sciroppata dai veda all'antroposofia! Ma qsta visione unilaterale del mondo, questo microcosmo occidentale, questo "noi siamo i buoni perciò abbiamo sempre ragione e andremo dritti verso la gloria!!" ... Che tristezza!! Sn infinitamente depressa!!
Non è uno scontro di civiltà, semplicemente perchè non è uno scontro. E’ un sopruso. Volevano disarmarlo, l’Iraq, perché era uno stato pericoloso con queste armi chimiche micidiali e quest’atomica fatta in cantina e quest’antrace e i terroristi verdi che tanto questi sono tutti parenti. Le avrebbero usate, le armi chimiche, prima o poi. Troppo rischioso tenerli là, questi pazzi. L’attacco comincia. E si ha quasi la sensazione che gli iracheni non ce la facciano nemmeno a difendersi. Armi chimiche contro il Kuwait, si dice. E ogni tanto mettono tutti le maschere. Però poi se le tolgono. E’ possibile che ci siano ripercussioni in futuro. Gli effetti collaterali di queste armi non vengono avvertiti a breve termine. E allora era proprio necessario creare un’altra Cernobyl? Tanto prima o poi doveva succedere no? Meglio prima. Almeno serve a qualcosa. Purchè non distruggano altri pozzi, per cortesia.
E allora. Esiste questa civiltà?
Mi si chiede:" perchè chiami kuffar la Gente del Libro?". Sicuramente – stagfirullah – che Allah ci perdoni - ci sono kuffar anche tra coloro che si definiscono musulmani. Normalmente, quando parlo di miscredenza non mi riferisco quasi mai alla religione, ma al comportamento. D’altra parte nessuno di noi può sapere qual è il ra