An-nisa: donne musulmane e società

Per favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi. Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.

24-25.05.2002 : Abou El-Kassim Britel subiva extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
Sono passati sei anni e Kassim è ancora ingiustamente detenuto in Marocco.
leggi tutto >>>

Khadi si è trasferita qui


STUDI ISLAMICI

Elettronici
islamiqra
ummusama: il sito
islamnet
Al-moutabitoune
islamophile
la maison de l'islam
muttaqun
arab.it
islamicfinder
leggi
ascolta
hadith-ita
hadith-inglese

Cartacei
libreriaislamica
il calamo


DONNE MUSULMANE
umm usama su splinder
umm usama racconta...(archivio)
musulmane on line
sisters in blog
comitato musulmane liguria
ayah
luce della fede
cose così
fussilat
6by9add6add9
nurhude-dawah
musulmane e fiere di esserlo
Heba Kotb
Yvonne Ridley

Argomenti da:
Sahih al Bukhari

Il matrimonio
Il ripudio
Il mantenimento della moglie

DIDATTICA ISLAMICA
mujahidino
le petit musulman
le petit savant

UMMA VIRTUALE
u.c.o.i.i.
islam on line
la promessa
islamforweb
associazione Zaid Ibn Thabit
huda
islam in francia

FORUM
Forum: islam
Forum: luce chiara sull'islam

GRUPPI
musulmane e islam
compagni del profeta
giovanimusulmani2
islaminitalia
islam_musulmani_italia
musulmaniitaliani

PERICOLI PER L'OCCIDENTE (E PER TUA SORELLA)
kelebek
falecio contro tutti
guerrillaradio
imam di Carmagnola
abujihad
antiamericanista
fadlallah
mattbecken
raqqash

SFACCETTATURE
luce chiara sull'islam
kymyk
malih
aljihadalakbar
sherif

ARABISMI
haramlik
silpad
tè alla menta
talib
horrya
basla
metoikos

INTERCULTURA
il dialogo
afroitaliani
occhi e spari
religioni
nigrizia
per i diritti dell'infanzia





MONDO
aljazira
arabcomint
come don chisciotte
warnews
campo antimperialista
cecenia
pinoscaccia
grillo
il sale, pescara
info e teorie sull'11 settembre



PALESTINA
un po' di storia
lettera da Jenin
bethlehem
palestinemonitor
iraklia
infopalestina
assopace
peacelink

infopal_banner_b



AREA DOWNLOAD
Per i testi liberamente scaricabili in questa sezione si ringraziano i siti Islamiqra e Ummusama per la paziente traduzione. I contenuti possono essere liberamente diffusi, purchè non se ne travisi il senso e se ne citi la fonte.
i bellissimi nomi di Allah (swt)
fatwa sul boicotaggio merci israeliane e Usa
responsi giuridici per le donne




LETTURE CONSIGLIATE
il Corano
il giardino dei devoti
la donna alla luce dell'islam
storia di una veneta musulmana
possiamo vivere con l'islam


CURIOSITA'

kebabbaro
ricette di cucina


ARABOMANIA!
alfabeto 1
alfabeto 2

ALTRO
Voli Low Cost


Ticker Notizie

Bottoni


Licenza

Il mio blog ha misteriosamente deciso di mettersi il copyright, ma sappiate che personalmente non concordo. La licenza vera è la seguente:
Creative Commons License
Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, marzo 13, 2008

Giuro, non l' ho scritto io...

e neanche un altro musulmana/o, ma un cattolico, e molto intelligente, aggiungo (continua a leggere >>> )

Salam alaykum.

lunedì, marzo 03, 2008

La storia  di Iman (Monica): dal Cristianesimo all'Islam

sabato, novembre 10, 2007

Cristologie

...A proposito di "siamo tutti fratelli, perchè crediamo in un solo Dio" consiglio vivamente la lettura di tre interessanti post che, anche se non sono di parte, paiono descrivere abbastanza analiticamente l'ottica islamica sulle tematiche cristologiche:

Il mito solare di Cristo (I)
Il mito solare di Cristo (II)
Il mito solare di Cristo (III)
e i post successivi.
Su Rubimasco.
Si consiglia vivamente anche la lettura di un post che potrebbe anche essere una premessa agli articoli di cui sopra.
Magari sì, possiamo pure sentirci fratelli, per l'amor di Dio, però, per favore, ad ognuno il suo.

postato da: alhamdulillah alle ore 21:19 | link | commenti
categorie: islam e cattolicesimo, cultura e culture
martedì, ottobre 23, 2007

Quali non-musulmani appartengono alla categoria « Gente del Libro » ?
 
Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim
Vi propongo la traduzione dal francese di questo interessante, a mio avviso, articolo, tratto dal sito “La maison de l’islam”. Il suo autore si chiama Anas Ahmad Lala, cittadino francese dell’Isola di Réunion, diplomato (“shahâdat ul-fadhîla”) all’istituto di scienze islamiche “Falah ad-dârayn” di Tadkeswal, India, allievo di Shaykh Abdullah Patel, Shaykh Ab’râr Ahmad, Shaykh Dhoul Faqâr, Muftî Shams ud-dîn e altri. E’ un testo tecnico, per cosi’ dire, quindi necessita di una lettura accurata, attenta alle sfumature e ai dettagli. Mi è piaciuto per il livello della preparazione (ottimo, direi) e soprattutto per la metodologia con cui viene trattato l’argomento. Buona lettura, inshAllah...
 
 
Due domande:
 
Il Corano parla della possibilità di sposarsi con le "donne pie tra le genti che hanno ricevuto la Scrittura prima di voi". Chi sono le Genti del Libro? Solo gli ebrei ed i cristiani? O anche gli adepti di altre religioni? E inoltre, fa parte delle Genti del Libro colui che crede in un solo Dio ma non ha ancora scelto la sua religione?
 
Da qualche tempo mi chiedo anche se la Gente del Libro sono credenti oppure no.
 
Risposta:
 
1) la Gente del Libro e i Musulmani:
 Sul piano sociale, in terra musulmana, Gente del Libro e politeisti sono completamente liberi di non convertirsi all'Islam e, quindi, di continuare ad essere quello che sono e a praticare la loro religione: sono cittadini a pieno titolo dello stato musulmano. Sul piano puramente teologico, la Gente del Libro sono certamente dei credenti in Dio, in uno o in alcuni dei Suoi messaggeri e nel Giorno del Giudizio; sempre sul piano puramente teologico, la fede cosi' come è concepita nel Corano ("îmân") richiede, tuttavia, di credere anche nel messaggio di Muhammad sAaws. E' proprio per questo che il Corano, che definisce la scelta di non aderire a questa fede con il termine "kufr" (parola che significa etimologicamente "velare" e indica il fatto di non credere in cio' che a Dio piace), utilizza questo termine (kufr) per il fatto di:
a) non credere allo stesso tempo in Dio e nel messaggio inviato attraverso il Suo ultimo messaggero ("E chiunque non crede in Allah e ("wa", congiunzione che in arabo significa "e allo stesso tempo") nel Suo messaggero, ebbene per i miscredenti Noi abbiamo preparato una Fornace ardente", Corano 48/13)
b)non credere in ogni messaggero di Dio ("Coloro che non credono in Allah e nei Suoi messaggeri e che vogliono fare la distinzione tra Allah e i Suoi messaggeri e che dicono "Noi crediamo in alcuni di loro ma non crediamo in altri" e che vogliono prendere un cammino intermedio (tra la fede e la miscredenza), quelli sono i miscredenti, e Noi abbiamo preparato per i miscredenti un castigo avvilente.", Corano 4/150-151)
Il Corano usa questo termine sia per le Genti del Libro che hanno scelto di non credere nel messaggio di Muhammad sia per i politeisti ("Né i miscredenti tra le Genti del Libro, né i politeisti amano che facciamo scendere su di voi una grazia da parte del vostro Signore, mentre Allah riserva a chi Egli vuole la Sua misericordia.", Corano 2/105). Attenzione, il Corano chiede ai musulmani di comportarsi bene con tutti i non musulmani ("kâfir"), che essi siano Gente del Libro o politeisti o altro ("Allah non vi proibisce di fare del bene e di essere giusti con coloro che non vi hanno combattuto per la religione e non vi hanno cacciato dalle vostre case, poiché Allah ama i giusti.", Corano 60/8) Quindi il Corano insegna, sul piano sociale, la libertà reliigosa ed il rispetto, e parallelamente sul piano teologico il ricordo della propria responsabilità e delle conseguenze nell'altra vita della scelta che si sarà fatta in questa vita. E' necessario che il messaggio di Muhammad sia davvero giunto alle Genti del Libro affinché nell'altra vita possano essere considerati come "kuffar" (""kufr 'indallâh"). Che cosa succederà invece nell'altra vita nel caso in cui questo messaggio non sia giunto ed essi siano rimasti su un messaggio anteriore portato da un messaggero di Dio? (si noti che qui si parla del messaggio rimasto inalterato, cioé cosi' come il messaggero l'ha portato, ndt). Questo sarà argomento di un altro articolo, inshAllah.
Le Genti del Libro, quindi, sono solo una parte di coloro che non sono musulmani ("kâfirûn"). Tuttavia, per il fatto che sono monoteisti, che si riferiscono ad uno o più messaggeri di Dio predecessori di Muhammad sAaws e che infine possiedono delle Scritture (è questo il senso di "kitâb", "libro") che provengono da tali messaggeri e che contengono sempre alcuni insegnamenti autentici (in particolare per quanto concerne le regole sul matrimonio e sulla macellazione), il Corano insegna che essi hanno alcune concezioni in comune con i musulmani e che è dunque permesso ai musulmani di consumare l'animale da loro macellato e di sposarsi con una donna che fa parte della loro comunità (con condizioni e sfumature che ho affrontato in altri articoli)
 
2) chi sono le Genti del Libro?
I sapienti musulmani sono unanimi nel considerare gli Ebrei e i Cristiani Unitari come facenti parte delle Genti del Libro ("ahl ul-kitâb") di cui parla il Corano e per i quali valgono le due regole che abbiamo visto sopra. Ci sono, invece, pareri diversi per quanto riguarda i Cristiani Trinitari, gli Zoroastriani, i Sabei, ecc.
 
2.1) i Cristiani sono Gente del Libro nonostante il credo che hanno sviluppato su Gesù?
Tutti i Cristiani possono essere considerati "Gente del Libro" in modo che i Musulmani possano vivere con loro seguendo le regole sulla liceità della carne dell'animale da loro macellato e del matrimonio con una delle loro donne? Oppure solo i Cristiani che sono rimasti fedeli all'autenticità degli insegnamenti di Gesù ne fanno parte? La questione si pone anche a proposito sia dei Cristiani che credono nella natura divina di Gesù che dei Cristiani Trinitari...
 
-         Secondo un parere molto isolato (tafarrud), fanno parte delle Genti del Libro solo i Cristiani che considerano Gesù come un messaggero di Dio e non come un essere che ha in sé due nature, quella divina e quella umana; quanto gli altri, coloro che credono nell'Incarnazione e/o nella Trinità, non sono Genti del Libro; oppure forse lo sono ma in ogni caso le regole della liceità, per un musulmano, di consumare la carne dell'animale da loro macellato e di sposarsi con una donna della loro religione non sono applicabili. Per questo, quando si chiedeva a Abdullâh ibn 'Umar a proposito del matrimonio con un'ebrea o una cristiana, diceva (a proposito del matrimonio con una cristiana): "Allah ha proibito ai Musulmani di sposarsi con delle associatrici(politeiste). Ebbene, non conosco politeismo peggiore di quello di una persona che dice che il suo Signore è Gesù, quando invece non è altro che un servo tra i servi di Allah" (riportato da al-Bukhârî, n° 4981; si veda Fat'h ul-bârî, vol. 9 pag.515).
-         Molti sapienti shafi'iti sono del parere che le regole relative alla macellazione e al matrimonio sono applicabili solo:
a) alle persone che discendono dai Figli d'Israele e di cui almeno non si abbia conoscenza del fatto che i loro antenati si siano convertiti al Cristianesimo dopo che quest'ultimo ha conosciuto gli apporti esterni;
b) alle persone che sicuramente non dicendono dai Figli d'Israele ma i cui antenati si sono convertiti al Giudaismo o al Cristianesimo e di cui si sappia che tali antenati si sono convertiti prima che Dio abbia dichiarato questa religione abrogata e prima che il Cristianesimo abbia conosciuto gli apporti esterni (alla rivelazione pura, ndt) (si veda Al-fiqh ul-islâmî wa adillatuh, az-Zuhaylî, vol. 4 pagg. 2761-2762 e vol. 9 pagg. 6655-6656).
- Secondo gli altri sapienti, anche se il Cristiano crede che Gesù as possiede una natura divina, anche se è Trinitario, fa parte delle "Genti del Libro". Ed è questo l'avviso che sembra essere giusto, perché c'è un versetto del Corano che rivolge questo invito: "O Genti del Libro, (...) non dite "Tre!"(Corano, 4/171). Come si puo' notare Allah chiama esplicitamente "Genti del Libro" dei Cristiani Trinitari. Il muftî Shafi'i scrive: "I (...) Cristiani a proposito dei quali il versetto stipula la liceità della consumazione della carne macellata da loro e del matrimonio con le loro donne sono gli stessi di cui il Corano dice (...) che hanno reso un culto a Gesù..." (Jawâhir ul-fiqh, vol. 2 pag. 393). Ibn Hajar scrive che uno dei suoi maestri ha dedotto dal Hadîth u-Hiraql "che le regole sul matrimonio e sulla consumazione di carne macellata si applicano a qualsiasi persona che professa la religione delle Genti del Libro (...), poiché il Profeta sAaws ha chiamato Eraclio e il suo popolo "Genti del Libro" nonostante si fossero convertiti alCcristianesimo dopo il cambiamento (del messaggio originario portato da Gesù, ndt); contrariamente a coloro che pensano che queste regole si applicherebbero solo alle Genti del Libro che sono dei Figli d'Israele o dei quali si sa che i loro antenati si sono convertiti al Cristianesimo prima del cambiamento" (Fat'h ul-bârî, 1/54). Per quanto riguarda il parere di Ibn 'Umar, si tratta di un parere completamente isolato tra i pareri degli altri sapienti (si legga a questo proposito Fat'h ul-bârî 9/515, Qâ'ida jalîla fit-tawassul wal-wassîla pag. 134 e pag. 138, e Majmû' ul-fatâwâ 14/19 e 32/178).
 
2.2) Gli Zoroastriani fanno parte delle Genti del Libro?
Gli antichi iraniani credevano in un creatore dell'universo, Ahura Mazda, ma credevano anche in altre divinità che insieme formavano le forze del Bene, un mondo al quale si contrapponeva l'impero delle Tenebre e del Male, il cui capo era Ahriman. Gli iraniani onoravano Ahura Mazda con il fuoco che essi tenevano acceso in cima alle torri dedicate al culto; alla maggior parte delle loro divinità offrivano sacrifici cruenti; bevevano il haoma e cadevano in una sorta di ebbrezza estatica. Nel VI sec. a.C. comparve un riformatore religioso, Zoroastro (Zarathustra). Egli insegno' agli iraniani che Ahura Mazda è l'unico Dio, Colui che ha creato tutto, il bene e il male, che ha creato due esseri invisibili (l'uno del bene e l'altro del male), e che sono loro che tentano, con il permesso di Dio, d'influenzare l'uomo. Quest'ultimo deve dunque scegliere ed è responsabile delle sue scelte. Adorare Dio, insegna Zoroastro, significa mantenere il cuore puro, abbandonare gli idoli e i sacrifici cruenti, abbandonare l'ebbrezza del haoma, onorare Dio attraverso la preghiera (il fuoco è solo un mezzo che la accompagna). A colui che rispetta tali insegnamenti, Ahura-Mazda donerà la felicità eterna il giorno in cui si manifesterà abbracciando tutto l'universo. Per qualche decennio molti iraniani restarono fedeli agli insegnamenti di Zoroastro. Ma nel corso del tempo, lentamente, iniziarono a seguire solo parzialmente il suo messaggio e ad aggiungervi altre pratiche: ricomparvero politeismo, culto del fuoco, sacrifici cruenti, ricorso alla magia. E' per questo che quella che si definisce "religione zoroastriana" fu in realtà una religione che aveva mescolato elementi esterni a elementi del messaggio originale di Zoroastro. (Tali elementi sono estratti dal Mémo Larousse, pag. 297. Si veda anche Qassas al-Qur'ân, as-Syohârwî, vol. 3 pagg. 167-171. Per ulteriori dettagli si legga il mio articolo "Zoroastro e il suo messaggio"). E' possibile che Zoroastro sia stato un profeta, inviato da Dio al mondo iraniano nell'antichità, ma è difficile esserne certi al punto di dichiararlo formalmente. Preferiamo accontentarci di affermare qui che l'insegnamento di Zoroastro era apparentemente conforme a quello dei messaggeri di Dio. Globamente è questa la posizione del sapiente musulmano indiano as-Syohârwî. 
Allora gli Zoroastriani sono Genti del Libro?
-         Ibn Hazm e la scuola zahirita, oltre che Abû Thawr, sono del parere che gli Zoroastriani sono effettivamente delle Genti del Libro. Questi sapienti ragionano nel modo seguente: da una parte solo le Genti del Libro possono essere mu'âhid/ahl udh-dhimma, poiché il Corano cita solo loro a riguardo e del resto il Profeta sAaws non ha concluso contratti di dhimma con idolatri. Dall'altra, il Profeta sAaws ha accettato gli Zoroastriani come mu'âhid/ahl udh-dhimma, quindi gli Zoroastriani sono Genti del libro (Fiqh us-sunna, vol. 4 pag. 167, vol. 2 pag. 382, si veda Al-Muhallâ, vol.5). Inoltre esiste un hadîth che dice a proposito degli Zoroastriani: "Agite con loro come con le Genti del Libro" (riportato da Mâlik, n° 617), il che dimostra che sono Genti del libro.
-         Secondo il parere di altri sapienti, invece, (in particolare quelli della scuola hanafita, malikita e hanbalita), anche se si riferiscono al messaggio e al libro portato da un riformatore che forse è stato un profeta di Dio, gli Zoroastriani non sono Gente del libro perché nel corso del tempo hanno operato una serie tale di cambiamenti al messaggio che è impossibile dire di loro che sono rimasti monoteisti: essi credono in due divinità, una del bene Yazdân, l'altra del male Ahriman, e adorano il fuoco. Ora, gli appartenenti ad una data religione non possono essere considerati Gente del Libro se non sono monoteisti (in più ad altre condizioni che vedremo avanti). A proposito del fatto che il Profeta non ha mai concluso un contratto di dhimma con degli idolatri, Ibn al-Qayyim dice che questo non significa che sia impossibile farlo: se il Profeta sAaws non ha concluso un contratto di dhimma con degli idolatri, è perché l'istituzione di tale contratto di dhimma è stato rivelato nell'anno di Tabûk (anno 9 dell'hegira), in un momento in cui, secondo alcuni, gli arabi idolatri si erano già convertiti all'Islam(Az-Zâd, vol.5 pag. 91, vol. 3 pag. 154), secondo altri avevano già concluso altri tipi di trattati con il Profeta sAaws. Ibn Qayyim scrive: "Sappiamo che questi arabi si riferivano alla religione di Abramo as, che aveva lasciato delle scritture ("suhuf") ed una via ("shar'ia"). I cambiamenti che questi adoratori di idoli (gli arabi) hanno effettuato nella religione e nella via di Abramo as non sono più importanti di quelli che gli Zoroastriani hanno effettuato nella religione del loro profeta e nelle loro scritture (presupponendo l'esistenza di un profeta e di scritture presso di loro) (Az-Zâd, vol.5 pag. 91). Ora, gli arabi del periodo pre-islamico non sono stati considerati come Gente del Libro ma come politeisti (mushrikûn). Come possono essere considerati Gente del Libro e non politeisti gli Zoroastriani, che nella loro religione hanno operato dei cambiamenti più importanti di quelli fatti dagli arabi? Ibn al-Qayyim dice anche: "Che differenza c'è tra quelli che adorano gli idoli e quelli che adorano il fuoco?" (Ibid., vol.5 pag. 91 e vol. 3 pag. 153). Quanto al hadîth "Agite con loro come con le Genti del Libro", posto che il hadîth sia autentico (si veda Nasb ur-râya), sembra indicare che gli Zoroastriani non sono Gente del Libro, poiché si chiede di agire con loro ...come si agisce con le Genti del Libro, le quali Genti del Libro sono diversi da loro (Majmû' ul-fatâwâ, vol. 32 pag. 189). Infine, Ibn Abbâs, parlando dell'offensiva dei Bizantini contro i Persiani nel VII sec., avvenimento menzionato nel Corano (30/2-6), riporta che i politeisti meccani si auguravano la vittoria dei Persiani "che erano politeisti come loro" mentre i musulmani auspicavano la vittoria dei Bizantini "che erano Gente del Libro" (riportato da at-Tirmidhî, n° 3193, si veda Majmû' ul-fatâwâ, vol 32 pag. 188).
 
2.3) i Sabei fanno parte delle Genti del Libro?
Il Corano parla dei Sabei (as-Sâbi'ûn) in qualche versetto: 2/62; 5/69; 22/17. Chi sono queste persone? I pareri sono divergenti. Pare che all'epoca della rivelazione del Corano abitassero la regione dell'Iraq. Ibn Kathîr parla di loro come di gente che credeva in un solo Dio e secondo alcuni sapienti è proprio questo che avrebbe spinto gli idolatri meccani a trattare Muhammad sAaws e i suoi compagni di "Sâbi'ûn" (Tafsîr Ibn Kathîr, commento al versetto 2/62).
 
I Sabei sono allora Gente del Libro o no? I pareri sono diversi:
- secondo Abû Hanîfa, i Sabei sono Gente del Libro (Al-Hidâya, vol. 2 pag. 290)
- secondo Abû Yûsuf e Muhammad ibn ul-Hassan, i Sabei non sono Gente del Libro (Al-Hidâya, vol.2 pag. 290, nota a fondo pagina).
- secondo alcuni sapienti shafi'iti e hanbaliti, bisogna fare delle ricerche per cercare di sapere in che cosa credono i Sabei: se, come gli Ebrei e i Cristiani, credono in Dio, in alcuni messaggeri di Dio e si riferiscono a Scritture lasciate da un messaggero, allora sono Gente del Libro; in caso contrario, no (Fiqh us-Sunna, vol. 2 pag. 381).
 
2.4) una definizione di Gente del Libro (o Genti del Libro):
Secondo la scuola hanafita, sono Genti del Libro coloro che rispondono a queste tre condizioni:
a) dichiarare di appartenere ad una religione rivelata da Dio
b) riferirsi a scritture che originariamente erano state lasciate autenticamente da un messaggero
c) non essere diventati puri politeisti (Fiqh us-sunna, vol.2 pag. 382)
Non sono al corrente di definizioni date da altre scuole, ma il terzo parere che abbiamo visto sopra a proposito dei Sabei coincide implicitamente con alcuni elementi di questa definizione. Gli Zoroastriani, non soddisfacendo a questa terza condizione, non sono considerati Gente del Libro. Quanto ai Sabei, se c'è divergenza tra Abû Hanîfa ed i suoi due allievi a questo proposito, non è a causa di una definizione diversa da questa ma della considerazione di che cosa erano realmente i Sabei (fahm ul-wâqi'): secondo le ricerche di Abû Hanîfa i Sabei erano monoteisti, secondo le ricerche di Abû Yûsuf e di Muhammad ibn ul-Hassan, erano astrolatri (si veda Al-Hidâya, vol. 2 pag. 290, nota di fondo pagina).
 
Domanda: com'è possibile che quei sapienti che pensano che gli Zoroastriani abbiano effettivamente ricevuto delle scritture ma non sono più considerati Gente del Libro perché in seguito hanno iniziato a credere in due divinità e ad adorarle, considerano comunque i Cristiani Trinitari Gente del Libro anche se questi ultimi hanno iniziato a credere nella natura divina di Gesù e nella Trinità? Perché non hanno considerato qui la stessa cosa che hanno considerato là?
Avevo posto una domanda simile ad uno dei miei professori, Shaikh Dhu-l-Faqâr, e la sua risposta mi ha permesso di capire la risposta alla domanda che ci siamo posti: mi ha detto, in sostanza, che i Cristiani Trinitari dicono che c'è un solo Dio ma che un mistero fa si' che Egli sia Uno in tre persone: le tre persone sono distinte ma formano un solo Dio; allo stesso modo, questi Cristiani credono nell'Incarnazione, un mistero per il quale un solo Dio si è fatto carne nella persona di Gesù, nel quale coabitano allo stesso tempo la natura umana e quella divina. Ovviamente i Musulmani non possono né adottare, né condividere, né approvare una tale concezione dell'unicità divina; ma questa concezione cristiana resta comunque diversa da quella degli Zoroastriani (che hanno adottato un dualismo chiaro e netto) ed è questo che fa si' che questi sapienti considerino Gente del Libro i Cristiani Trinitari ma non gli Zoroastriani.
 
In sintesi:
Sono Genti del Libro coloro che rispondono a queste tre condizioni:
a) dichiarare di appartenere ad una religione rivelata da Dio
b) riferirsi a scritture che originariamente erano state lasciate autenticamente da un messaggero
c) non essere diventati puri politeisti (Fiqh us-sunna, vol.2 pag. 382)
 
Non sono al corrente di definizioni date da altre scuole. Di per certo, l'agnostico (colui che dice che forse Dio esiste ma che non possiamo sapere nulla di Lui) e il deista (colui che crede in Dio senza riferirsi al messaggio di nessun messaggero di Dio) non fanno parte delle Genti del Libro.
 
Wallâhu a'lam
 
sabato, ottobre 20, 2007

Gesù è Dio?

As salam alaykum wa rahmatuLlah, sono molto contenta di presentare a chi fra voi non lo avesse già visto un bellissimo ed entusiasmante dibattito in video dello scomparso shaikh Ahmed Deedat, intitolato "Gesù è Dio?".

Deedat è stato un grande predicatore musulmano, conosceva a menadito sia il Sacro Corano che la Bibbia. Mi auguro che, come me, lo possiate trovare interessante ed istruttivo. Fra l' altro, come mi aveva detto la sorella Khadija, in un certo qual modo si ricollega all' argomento kufr trattato poc' anzi dalla sorella Aminah Umm Zakaria. Quindi buona visione, poi inshaLlah ci farete sapere le vostre impressioni!

Lo trovate
 qui
Salam wa rahmatuLlah.

P.s.: per vederlo, è necessario scaricare il software gratuito Adobe flash player, che trovate qui.

postato da: muslima alle ore 12:12 | link | commenti (1)
categorie: islam e cattolicesimo, cultura e culture
venerdì, ottobre 05, 2007

Del kufr, dell'islam e di altre sfumature

 Da "profana", vissuta in mezzo all'islam-spaghetti e a questo sicuramente moderno e italianissimo islam-concept, non so se per classismo o semplicemente a pelle, ho sempre concepito come due mondi assolutamente distinti il mondo del kufr e il mondo dell'islam. Quand'ero kafira, per me, ero kafira. Sia quand'ero cattolica, che quand'ero atea e pure quando tentavo di fare la pseudo-teosofa.
Era così, era il kufr: il mondo dell'incertezza, della confusione, dell'angoscia, dell'insoddisfazione, della ricerca reiterata e del cammino nebuloso.
Il mondo di chi non lo sa se Dio c'è oppure no e che "fisionomia" ha.
Poi, un giorno, si è accesa una lampadina di colpo. Ma, da quel giorno, non sono diventata più brava, più saggia e più buona. Anzi, ho continuato a sbagliare credendomi nel giusto, ho sbattuto i denti inutilmente contro l'impossibile ed ho lottato per cause che non mi appartenevano per niente e che non appartenevano nemmeno all'islam, credendo di fare tutto questo - appunto - per l'islam, per l'akhira e per piacere all'Unico, continuando a girare a tondo attorno a me stessa, senza muovermi di un passo.
Da quel giorno, però, ho iniziato a vedere il mondo con altri occhi, a sentire altri profumi, ad assaporare altri gusti ed ho "saputo" che tutto viene dall'Uno e che nell'Uno il tutto risiede e che non c'è altro Dio all'infuori di Dio e che il Messaggio del Sigillo dei Profeti è l'unico archetipico, l'unico nel quale mi ritrovo passo passo e l'unico attraverso il quale mi comprendo e mi sento in pace, a casa mia.
Mia mamma è mia mamma. E per me non è kafira perchè è cattolica o perchè va a messa, ma è kafira perchè prega Padre Pio e va in pellegrinaggio al suo santuario, così come io per lei sono un'apostata sflesciata, una figlia ribelle e pure un po' sconsiderata, che però, guardacaso, da qualche anno a questa parte ha trovato il suo centro e il suo equilibrio ed ha smesso di fare scemate, chissà com'è! Voglio bene alla mia mamma kafira e non smetterò mai di ringraziare - e Ringraziare - di avermi dato proprio lei, così kafira com'è, con i suoi valori inconsapevolmente islamici, con il suo pudore innato, la sua "casalinghitudine", il suo modo spudoratamente islamico di dedicarsi alla famiglia in modo pieno e totale, senza grilli per la testa e senza fronzoli. Bhè, ecco, se smettesse di pensare a Padre Pio e andasse al sodo, avvicinandosi a Dio in maniera diretta, sarebbe una musulmana tremila volte meglio di me che ancora fatico da morire a rispettare molte delle cose islamiche che lei, come kafira, ha sempre dato per scontate! Bhò! Davvero strana, 'sta vita!
E ce ne sono, sapete, di kuffar che mi stanno attorno che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. E tu te ne stai lì, ad osservarli vivere, a ricordarti di com'erano quando tu eri laggiù e ti dimenavi e non sapevi che pesci prendere e ti perdevi, mentre loro si perdevano solo a metà e per il resto restavano integri, fedeli, saldi e non tradivano quell'islam che nemmeno sapevano di praticare e non tradivano sè stessi.
Ci sono persone che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. A me piace chiamarli comunque kuffar, quasi per simpatia e per dovere, più nei loro confronti che nei confronti delle catalogazioni gratuite. Per una questione di onestà intellettuale.
Quando dico "kuffar" con disprezzo è un'altra cosa. E mi pare che si senta, tra i pixel, com'è.

Ci sono poi persone che camminano su un filo sottile: quelli che dicono di essere musulmani e dentro si dibattono e "vedono" solo a metà e quelli che "sono musulmano" non lo diranno mai, eppure nel loro cuore hanno fatto un patto al quale si mantengono fedeli, lontano dai nostri sguardi e dai nostri giudizi.
Meraviglia delle sfumature.

mercoledì, marzo 01, 2006

L'America ha bisogno dell'islam

Angelene McLaren è una giornalista originaria della Jamaica che vive a Detroit (USA) e che lavora per una rivista islamica del Wisconsin. Prolifica scrittrice ed esperta di pubbliche relazioni, ha lavorato per varie testate giornalistiche dopo aver ottenuto il Master in scienze della comunicazione e giornalismo. Ha pronunciato la Shahâdah nel 1995, assumendo il nome di Sumayyah bint Joan.

A fianco a questa testimonianza segnaliamo, su ummusama l'articolo riguardante
Yvonne Ridley, una giornalista convertitasi all'islam dopo essere stata arrestata dai talebani, perchè sospettata di essere una spia. Con questa testimonianza Samayyah mette in evidenza come, anche in America, la questione islamica non abbia nulla a che vedere con lo "scontro di civiltà", ma dipenda piuttosto dal totale oblio dell'islam, da parte dei musulmani trapiantatisi in occidente.

Fin da quando ero bambina, ho sempre avuto un rapporto molto profondo con Allah (SWT). Sono stata allevata nella fede cattolica, con tutte le sue ambiguità, contraddizioni e confusione, ma io ho sempre fatto del mio meglio per concentrarmi sull'obbedienza a Dio (SWT), e non sugli insegnamenti della Chiesa, perché fin da piccola mi sembravano privi di qualsiasi buon senso. Negli anni della scuola superiore, presi coscientemente la decisione di applicarmi maggiormente nella conoscenza della religione. Andavo a messa ogni due giorni, poi ogni giorno; mi confessavo almeno una volta alla settimana, e cercavo di impegnarmi in tutte le pratiche di culto sulle quali il mio sacerdote insisteva tanto. Tutto ciò nello sforzo di sentirmi più vicina a Dio (SWT). La Chiesa non seppe rispondermi per ciò che riguardava le domande fondamentali della vita: chi sono io? Chi è Dio (SWT)? Perché io sono qui, e qual è la mia relazione con l'Essere Superiore Che ha creato l'universo? Come dovrei vivere la mia vita? Chi mi dovrebbe essere d'esempio e come lo dovrei imitare? Perché Dio (SWT) avrebbe avuto 'bisogno' di un figlio ad un certo punto, quando è sempre stato Unico in precedenza, creando tutto ciò che esiste da Solo?... Il mio sacerdote era incapace di sciogliere i miei dubbi, assicurandomi nel contempo che, se la mia fede fosse stata abbastanza forte, non ci sarebbe più stato bisogno di trovare un senso in tutte le cose... Ciò non poteva soddisfarmi, così, alla fine della scuola superiore, lasciai la Chiesa cattolica e mi misi alla ricerca della Retta Via, del Vero Credo, della Vera Religione. Investigai numerose religioni nello sforzo di liberarmi dal mio vuoto interiore. Praticai l'Induismo, il Taoismo, il Buddismo Zen e arrivai ad avvicinarmi alla setta "White Witchcraft". Molta gente troverà tutto ciò assurdo, ma dovete capire che io ero veramente alla ricerca di una "risposta", ma tutti questi percorsi lasciavano in me un vuoto che sembrava incolmabile. Poi, un giorno, mia sorella venne a trovarmi, e ciò che vidi mi sorprese enormemente. Entrò in casa indossando un abito lungo, coperta dalla testa ai piedi; un'enorme sciarpa opaca le nascondeva i capelli e scendeva a coprirle il seno, fino alla vita. Le chiesi come mai fosse vestita così, nel bel mezzo dell'estate e con la temperatura di 40 gradi, e lei mi rispose che era diventata Musulmana. Nonostante mi fossi interessata a così tante e diverse religioni, non avevo mai pensato di compiere una ricerca sull'Islam, principalmente perché non era facile per me reperire materiale informativo, e poi perché la mia mente era piena di stereotipi che mi impedivano di studiare serenamente questa Religione, quegli stessi stereotipi che oggi io ritrovo nelle altre persone e che sono così difficili da cancellare. Lasciai la mia famiglia e partii per l'università della California, sempre alla ricerca della vera Religione... Ad un certo punto, decisi semplicemente di vivere facendomi trascinare dalla corrente, senza pensare troppo... E in questo modo passarono due anni, durante i quali mi innamorai di un mio compagno di università e decisi di sposarlo. Vi era sempre qualcosa che "mi mancava", in un angolino della mia mente vi era sempre quella vocetta persistente a ricordarmi che la mia vita era disordinata, ma io facevo del mio meglio per ignorarla, fino ad una notte fatale... Proprio prima di lasciare la California per tornare a casa ed iniziare a costruire, insieme al mio fidanzato, una nuova vita insieme, feci il sogno più spaventoso di tutta la mia vita. In questo sogno vidi due uomini molto alti vestiti di bianco diritti in piedi al fondo del mio letto. Quando li vidi, pensai che fossero alieni o angeli, non ne ero sicura, ma certamente ne fui molto spaventata e feci tutto il possibile per scappare da loro, ma più cercavo di allontanarmi più li sentivo vicini. Alla fine, ci trovammo sulla cima di un'alta montagna, e sotto di noi vi era un mare rosso come il sangue e caldo come la lava. I due uomini mi indicarono il mare, e ciò che vidi resterà nella mia mente fino a che morirò. Il mare era pieno di persone nude, che venivano girate di qua e di là, come la carne quando viene arrostita, e gridavano: "Aiuto! aiuto!". E' necessario precisare che sentivo di avere gettato un'occhiata sull'Inferno, e ne ero terrorizzata. Raccontai al mio fidanzato questo sogno, ma egli si mise a ridere e mi disse che avevo un'immaginazione troppo sviluppata... Ma io non potevo accantonare la faccenda cos`in fretta. Quando tornai nel Michigan, scoprii che anche un'altra mia sorella e un mio cugino avevano abbracciato l'Islam durante la mia assenza. Ciò mi incuriosì, quindi chiesi a mia sorella di prestarmi qualche libro da leggere. Uno di questi libri era "La Descrizione dell'Inferno": tutto ciò che avevo visto nel mio sogno veniva raccontato nel testo. Ne fui molto colpita, così cominciai a leggere, e a leggere, a cercare libri e a porre domande, e più studiavo l'Islam, più la mia mente e il mio curoe mi dicevano che era questo ciò che avevo cercato per così tanto tempo. Possedevo da anni una copia del Corano, ma non lo avevo mai letto prima... Finalmente mi sedetti e cominciai a studiarlo... La mia mente ed il mio curoe si aprirono all'Islam, e capii che volevo convertirmi. Ma c'era un grosso problema: il mio fidanzato. Fu subito chiaro che lui non aveva nessuna intenzione di divenire Musulmano, dunque io dovevo scegliere tra lo sposare l'uomo che amavo o il percorrere la via che il mio cuore aveva riconosciuto come quella giusta... Allah (SWT) dice che se tu credi veramente in Lui (SWT) e nel Suo Messaggero (s), Egli (SWT) ti metterà alla prova. Questa era la mia "prova", e, nonostante il dolore che in quel momento provavo nel mio curoe, scelsi l'Islam piuttosto che il mio fidanzato. Ciò avveniva nel 1995. In seguito Allah l'Altissimo mi ricompensò e mi benedisse facendomi conoscere e sposare, tramite un amico del marito di mia sorella, un ottimo fratello Musulmano, che ama Allah Ta'ala e il Suo Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), e donandoci un meraviglioso bambino mashaAllah. Allah (SWT) dice che Egli (SWT) guiderà dalle tenebre alla Luce chiunque cerchi la Guida, ed io so che è ciò che Egli (SWT) ha fatto per me. I miei sforzi relativi alla Da'wah sono oggi concentrati negli scritti per le riviste islamiche "ISlamic Voice" e "Al-Jumuah". Lo stereotipo più comune con il quale mi trovo a confrontarmi è il mito secondo il quale, poiché indosso un hijab completo, non sarei educata né sofisticata e sarei "oppressa". Detesto questo pregiudizio. Ma quando parlo alle persone ed esse capiscono che posso fare un discorso coerente, dapprima restano stupite, ma poi comprendono il loro errore di valutazione. La maggior parte dei problemi deriva dal fatto che noi Musulmani non spendiamo abbastanza energie per spiegare chi siamo. Finché non prenderemo in mano il microfono per cominciare a spiegare alla gente cosa significhino "Islam" e "Musulmani", la gente continuerà a ragionare seguendo gli stessi stereotipi, basati sull'ignoranza. L'America ha bisogno dell'Islam. Questo Paese è così amorale, eppure la gente "cerca" la Verità. Il problema è che la maggior parte dei Musulmani che sono qui cercano il dunya (basso mondo), e non sono qui per la Da'wah (Appello all'Islam), e vediamo che alcuni Musulmani si comportano come i miscredenti. Perciò, finché i Musulmani non cominceranno ad amare veramente l'Islam e ad assumersi le proprie responsabilità verso il resto dell'umanità, le cose potranno solo peggiorare. Ma, a dispetto della nostra attuale apatia, l'Islam qui sta crescendo in modo esponenziale, e inshaAllah continuerà così.

venerdì, febbraio 10, 2006

"Ritornare" per ricominciare a pensare con la propria testa

Nel Nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Assalamu 'alaykum waRahmatullah waBarakatuHu.
Mi chiamo Mryam, scrivo questo testo per rendervi partecipi del mio cammino verso l'Islam. Comincerò raccontandovi del mio trascorso di Cristiana, in modo che possiate conoscere meglio le ragioni che mi hanno guidata. Ho passato la mia infanzia in un ambiente in cui la Religione (quella cattolica) era ancora un aspetto importante della vita: i miei nonni, con cui sono cresciuta, hanno cercato di indirizzarmi il più possibile verso la conoscenza della Bibbia, dei sacramenti e dell'amore verso il prossimo; ero ancora una bambina, ma già sentivo la necessità di seguire quegli insegnamenti che mi erano stati trasmessi con amore e mi facevano avvertire la presenza di Dio in ogni momento della giornata. Crescendo, ho continuato a frequentare la Chiesa e a cercare di essere una buona Cristiana, così come mi era stato insegnato. Avevo circa sedici o diciassette anni quando qualcosa ha iniziato a cambiare dentro di me: ero in un'età in cui ci si pongono tante domande, inizia a farsi spazio la ragione, allora si genera dentro tutto un senso di insoddisfazione per i "perché" a cui non si trova una risposta... Avevo un senso di vuoto dentro di me che non riuscivo a colmare: mi mancava qualcosa, ho iniziato a cercare, volevo riempire quell'abisso, ma non sapevo neanche da dove iniziare, né cosa cercare… Mi sono aperta con il moi parroco, pensavo che nessuno meglio di lui potesse aiutarmi a capire, ma il suo consiglio è stato quello di non ascoltare le "strane voci" che – secondo lui – mi avrebbero solo fatta allontanare dalla Fede!! Io, però, non riuscivo a capacitarmi: perché il Signore ci avrebbe dotati di intelligenza se poi è peccaminoso farne uso?? Le contraddizioni che non riuscivo a gestire mi condussero alla decisione di allontanarmi dalla Chiesa: non era quella la strada! Ho vagato per molto tempo nel vuoto alla ricerca della direzione. Qualche anno fa conobbi colui che poi è diventato mio marito, un buon Musulmano, parlava della sua Fede con molta fermezza. Ciò che mi colpì, però, furono in particolare queste sue parole: "L'Islam è una Religione che ama chi ama sapere; quando leggerai il Corano, vedrai, lì troverai le risposte che stai aspettando; Allah Ta'ala non chiede di soffocare la propria ragione, ma di usarla per studiare ciò che ha creato e per accrescere l'amore per Lui!". Com'era possibile? Mi era sempre stato detto che Fede e ragione stanno su due piani diversi e che se si vuole avere Fede si deve accantonare la ragione... Da quel momento ho iniziato ad approfondire le poche informazioni che avevo sull'Islam, ero semopre più entusiasmata dalle tante cose nuove che stavo scoprendo: avevo trovato una Religione che mi appagava, perché non mortificava la mia esigenza di avere una spiegazione logica per ogni cosa! Molto importante è stato l'incontro con una sorella di nome 'Aisha, che ha sempre saputo darmi il coraggio di superare i momenti di dubbio e debolezza sulla mia strada verso l'Islam, le devo molto. Ora sono Musulmana a tutti gli effetti, perché mi sono convertita, eseguo l'orazione e cerco di seguire il più possibile gli insegnamenti del Corano e della Shari'ah. Continuo a studiare l'Islam perché ci sono ancora molte cose che voglio imparare e applicare inshaAllah! Mi sto impegnando a fare della mia casa un ambiente in cui regni la Volontà di Allah l'Altissimo, anche se so che ho ancora tanta strada da fare in questo senso, ma so anche di essere nella direzione giusta, questo mi incoraggia a non demordere. Voglio concludere chiedendovi di rivolgere un pensiero alle persone (sono sicura che siano molte!!!) che, come è successo a me, si trovano senza una guida: molte di queste prendono a seguire dei falsi miti! A questo proposito, credo che l'Islam dovrebbe essere fatto conoscere di più; purtroppo l'idea che se ne ha è troppo ridotta e per molti versi deforme. Mi rendo conto che viviamo in un mondo avverso per chi ha da dire la Verità, ma mi rendo anche conto del fatto che sia necessario comunicarla a chi non la conosce ancora e la sta cercando, inshaAllah! Wassalam dalla vostra sorella Maryam

domenica, febbraio 05, 2006

Rispetto, cultura, satira e festa multietnica

Generalmente i musulmani non festeggiano i compleanni, però mia figlia si era messa in testa di festeggiarlo, perchè è circondata da compleanni ed io avrei anche affittato un locale e invitato cristiani, musulmani e atei, indistintamente. A me sembrava normale. E visto che di musulmani ne incontro raramente, avrei approfittato anche per parlare un po' di islam, giacchè c'ero! Telefono, quindi, alla mia "amica non-musulmana", proprietaria di un locale dalle mie parti e le parlo della cosa. "E tu inviteresti anche le amichette di scuola di tua figlia??" Sì. "E pensi che verrebbero le mamme ad accompagnarle??" Probabilmente. "E pensi che le loro mamme si troverebbero bene in quell'ambiente?" Quale? "In mezzo a gente musulmana..." Scusa, ma io non sto tutti i giorni in mezzo a gente non-musulmana?? "Guarda che qui dicono che sono strana io, figurati per una cosa del genere come ti giudicherebbero!" Come? "E poi tu, tra tante religioni, ti sei andata a scegliere proprio la peggiore, ma piuttosto potevi rimanere cristiana, che almeno è un po' meglio..." Cosa?
Vabbè lo so che io sono esagerata e che ho reazioni stratosferiche, rispetto alla presupposta normalità. Ma...
Certo, sono una rompiscatole, anche un po' categorica, estremista e filo-salafita e con tendenze wahabite, magari sarò una chiusa e settaria ecchessennò mica prendi e diventi musulmana così e certo se fossi stata una moderna, aperta e di larghe vedute non mi sarei mica interessata di questa roba da antichi, no? Però se una è atea e non ha mai aperto - kessoio - un Vangelo, mica i Veda o il Corano, una pagina di un Vecchio Testamento, se una va avanti nella convinzione che sì, l'uomo deriva dalla scimmia, perchè lo ha detto uno che si chiamava Darwin - ke religione è?? - se una non sa nemmeno che anche un certo Ghoethe aveva delle teorie scientifiche, in base alle quali si dimostra - più che scientificamente - che l'uomo non può derivare dalla scimmia, se una manda i propri figli a catechismo, pur essendo atea, per non essere giudicata male dalla collettività, se una non è in grado di assumersi la responsabilità del proprio pensiero, se una è proprio ignorante, sia della propria cultura che di quella degli altri, in base a quale criterio dovrebbe arrogarsi il diritto di dire quale visione del mondo sia meglio e quale sia peggio?
Io non le ho mai detto di essere migliore di lei perchè ho passato anni e anni a cercare una strada spirituale e a leggere, a capire e a vivere. Però in quel momento non ho potuto fare a meno di constare la bassezza d'animo e la tracotanza in cui versa lo spirito del mondo contemporaneo.
Quindi: la festa multietnica non si fa.
Morale: solo chi è troppo ignorante per confrontarsi si arroga il diritto di bandire "l'altro" e, nella sua cecità, sostiene la propria superiorità e la superiorità della propria civiltà, che, in fondo, nemmeno conosce.
Non avere valori e non avere cultura, spesso, induce a condannare, calpestare e sbeffeggiare i valori e la cultura dell'altro.
Attualmente si tende a giudicare questo totale appiattimento dell'anima come "civiltà". La mia "amica-non-musumana" è convinta che tra noi sia lei quella civile e progredita, quella "libera". Lei che vive condizionata dal giudizio degli altri, lei che vive ignorando la scienza, la religione e il rispetto.
Allo stesso modo non ci si rende conto dell'affronto che si è compiuto nei confronti di tutti i musulmani con queste stupide vignette: credono di star facendo della satira, ma fare satira significa fare cultura, non tentare di appiattire il mondo intero in un unico minestrone annacquato!!

mercoledì, dicembre 28, 2005

Nicea-373

E kissà perché poi noi si fa sempre la figura di quelle acide da morire, ke c’hanno sempre da ridire su tutto… Mia madre nn fa che chiederselo: perché mi faccio tutti questi problemi e perché nn posso vivere tranquillamente come gli altri e accettare  le tradizioni così come sono. In fondo non è che natale c’entri poi molto col cattolicesimo e capodanno poi… lo festeggiano anche in Afganistan, pensa tu! E io le dico che a me nn importa niente di chi festeggia cosa e che sono feste che sconsiglio vivamente anche a lei, come cristiana e si ricomincia dall’editto di Costantino (313) ke, trasformando la religione cristiana in “religione di Stato”, ne attutì gli spigoli e la carica sovversiva e dal Concilio di Nicea (373), ke istituì la trinità e il natale, per mettere d’accordo pagani e cristiani di Roma e dintorni, ke all’epoca era un bel pezzo di mondo. Nacque il calendario, con un santo al giorno per sostituire tutte le divinità pagane, nacquero il natale e il capodanno in corrispondenza delle feste per il solstizio d’inverno e la pasqua per perpetuare le feste del solstizio di primavera e così la vera religione dei primi seguaci di Gesù – ke la pace sia su di lui -  si trasformò in istituzione politica e strumento di potere e venne improvvisamente snaturata. E lei mi chiede come sia mai possibile ke ci siano al mondo persone che conoscono la storia meglio di me, laureati, ricercatori, storici illustri ke, pur sapendo queste cose, continuano a festeggiare il natale, senza che quello ke sanno influisca minimamente su quello che fanno… Le dico che me lo chiedo anch’io e poi si ricomincia da capo, un’altra volta.
Mia figlia è già convinta che Babbo Natale esiste. Gli scrive le letterine. Prima o poi scoprirà come funzionano le cose riguardanti Babbo Natale, la Befana e tutte queste figure nate dall’invenzione umana. Allora sarà molto difficile spiegarle che ci sono esseri spirituali che esistono davvero, che attorno a noi c’è tutto un mondo sottile fatto di angeli, demoni e jin e che al di sopra di tutto ciò che si vede e al di sopra di tutto ciò che nn si vede c’è Un Solo Dio All’infuori Del Quale Non Ne Esistono Altri. Potrebbe nn credermi e allora la inviterò a  sperimentarlo…

sabato, dicembre 17, 2005

Lettera aperta al Presidente Bush da parte di Shaykh Safar al-Hawali

(...) Le scrivo nella veste di uno degli eredi dei Profeti (pace su di loro), e i Profeti – come si sa – erano soliti rivolgersi ai tiranni della terra nella speranza che si pentissero e facessero ritorno al Signore dei mondi (Gloria a Lui, l’Altissimo).
(...)
Le scrivo in qualità di membro di una comunità oppressa e perseguitata, che attualmente si trova nella stessa condizione in cui si trovò Gesù (su di lui la pace) quando fu perseguitato dagli Ebrei da un lato e dai Romani dall’altro. E’ deplorevole che gli Stati Uniti, una nazione fondata da immigrati che sfuggivano alle persecuzioni, abbia assunto lo stesso ruolo che ebbe l’Impero Romano quando perseguitò i seguaci di Cristo (su di lui la pace).
(...)  In mezzo a questa continua confusione e frustrazione, ecco irrompere gli eventi dell’11 settembre. Non le nascondo che una tremenda ondata di gioia ha accompagnato lo shock provato dai Musulmani nella strada, e chiunque le dica il contrario non le dice la verità. Io credo che l’America che crede nella libertà e nella democrazia – così come lei ripete nei suoi discorsi – non dovrebbe affatto essere sconvolta da questo attimo di gioia, né dovrebbe rivoltarsi contro questo spontaneo sentimento provato dai Musulmani. Questa nostra Nazione, che adora Dio e crede nella giustizia come nessun’altra nazione sulla terra, non si è comportata così per razzismo o con intenti malvagi, ma ha condiviso questo attimo di gioia con il mondo intero: il mondo che vi ha cacciato a calci dall’Organizzazione per i Diritti Umani. (...) Lo shock che ha colpito la gente quando ha ascoltato il suo primo discorso dopo l’accaduto è stato maggiore di quello provocato dall’evento stesso. Il suo discorso identificava totalmente l’America con la libertà, la giustizia e i nobili valori, e conteneva un giuramento di vendetta al posto di una promessa di cooperazione. Abbiamo cercato di scusarla, a causa dello schock dovuto agli eventi e alla necessità di assorbire la rabbia popolare, ma tutte le vostre successive dichiarazioni e azioni hanno respinto ogni altra possibilità.
Sprezzanti accuse e desiderio di vendetta sono la vera tragedia dell’America, e il vero test per verificare i valori su cui si fondano gli Usa e la loro ‘civiltà’.
(...) Io e i miei concittadini abbiamo dimostrato quanto siamo barbari quando abbiamo smascherato una banda di occidentali – che non chiamo terroristi solo in virtù della loro pelle bianca e dei loro occhi chiari – organizzare degli attentati esplosivi nelle nostre città. Abbiamo atteso che confessassero seriamente, e non abbiamo attaccato indiscriminatamente ogni persona occidentale che si trovasse al momento nel Paese, non abbiamo ucciso gli stranieri e non abbiamo dato loro la caccia negli aeroporti, non li abbiamo confinati in luoghi inaccessibili, né abbiamo incitato l’intero pianeta ad una santa alleanza contro di loro. No, non abbiamo fatto nulla di ciò che ha fatto il suo popolo ‘civilizzato’ ai nostri figli e ai fratelli Musulmani in generale. Ciò che ci ha spinto ad agire così è stata la nostra religione e la nostra etica, e per questo dono ringraziamo Dio.
>>>

Si ringrazia FadlAllah per la pubblicazione di questa lettera. Jazekillah!

domenica, ottobre 23, 2005

Che cosa succederebbe in un Paese arabo...

Dipende dal Paese. Per esempio in Egitto, se volessi scegliere di iscrivere mia figlia ad una scuola cattolica, non avrei nessun tipo di problema. Sherif, per esempio, ha frequentato una scuola cattolica e non è che poi questo lo abbia "ghettizzato" o "alienato" o gli abbia procurato disagi nel suo Paese di origine. E cmq scuole cattoliche ci sono, nn come qui che per una che c'era storie infinite e c'è stato un putiferio, tant'è che ha chiuso! Di scuole laiche non credo ce ne siano. La maggior parte delle scuole chiaramente sono islamiche, ma anche gli Stati si dicono "islamici" e non "laici" come si dice l'Italia. Che quelli siano davvero Stati islamici personalmente ho seri dubbi, ma ho ancora più dubbi che questo possa dirsi una Stato laico... E cmq non che a me piaccia l'idea di uno Stato laico in Italia, sia ben chiaro! Mi piacerebbe uno Stato pluralista che rispetti sia le maggioranze che le minoranze. Quello che si dovrebbe fare negli Stati arabi invece non mi riguarda, perchè nn ci vivo e non ci ho mai vissuto e quindi... che ne so? Io sono italiana e quindi, non mi permetto certo di decidere qual'è il migliore tipo di politica che si deve attuare, per esempio, in Iraq, come invece, alcuni hanno la presunzione di sblaterare (e poi infine anche di attuare!! Vedi che macello che hanno combinato laggiù!). Ho diritto di voto - nn so ancora per quanto!  - quindi ritengo di avere almeno il diritto di sognare l'Italia che vorrei... Solo sognare, purtroppo!

postato da: alhamdulillah alle ore 18:45 | link | commenti (1)
categorie: politica, donne, islam e cattolicesimo
sabato, ottobre 22, 2005

Prima o poi doveva succedere...

Oggi il mio tesorino di bimba esordisce dicendo che le maestre a scuola la fanno pregare. E come ti fanno pregare? In-nome-del padre... Noooo! Eresiaaaa! Ma metti che io un giorno prendo e vado ad insegnare in una scuola pubblica e che siccome sono musulmana ecco che metto i miei alunni tutti in fila all'ora del dhor e... ih ih ih!! "allora adesso tutti in coro: Bismillah ar-Rahmani ar-Rahim!! Troppo difficile?? Provate ancora!!" E allora  ecco che arriva mia sorella: va bè, ma adesso che vuoi fare?? Che colpa ne hanno le maestre se hanno nelle aule 67 ragazzini figli di genitori cattolici o tutt'al più atei e solo la tesorina figlia di una come te??
...Ecco perchè non mi piace la democrazia!! Perchè la maggioranza vince! Perchè la democrazia è contro le diversità, contro coloro che la pensano in maniera diversa, contro le minoranze... E io dico: ma che maggioranza è una che vota Berlusconi, che maggioranza sarà mai 'sta maggioranza che vota Bush, che maggioranza è qlla che pensa che Prodi sia un uomo di sinistra?? Vivessimo in un Paese arabo allora sì, allora ce la potrei pure mandare in una scuola cattolica: adoro il cosmopolitismo, anche dal punto di vista culturale, d'altra parte anch'io prima di arrivare all'islam mi sono sciroppata dai veda all'antroposofia! Ma qsta visione unilaterale del mondo, questo microcosmo occidentale, questo "noi siamo i buoni perciò abbiamo sempre ragione e andremo dritti verso la gloria!!" ... Che tristezza!! Sn infinitamente depressa!!

domenica, marzo 23, 2003

Scontro di civiltà? De' che?

Non è uno scontro di civiltà, semplicemente perchè non è uno scontro. E’ un sopruso. Volevano disarmarlo, l’Iraq, perché era uno stato pericoloso con queste armi chimiche micidiali e quest’atomica fatta in cantina e quest’antrace e i terroristi verdi che tanto questi sono tutti parenti. Le avrebbero usate, le armi chimiche, prima o poi. Troppo rischioso tenerli là, questi pazzi. L’attacco comincia. E si ha quasi la sensazione che gli iracheni non ce la facciano nemmeno a difendersi. Armi chimiche contro il Kuwait, si dice. E ogni tanto mettono tutti le maschere. Però poi se le tolgono. E’ possibile che ci siano ripercussioni in futuro. Gli effetti collaterali di queste armi non vengono avvertiti a breve termine. E allora era proprio necessario creare un’altra Cernobyl? Tanto prima o poi doveva succedere no? Meglio prima. Almeno serve a qualcosa. Purchè non distruggano altri pozzi, per cortesia.

E allora. Esiste questa civiltà?

Mi si chiede:" perchè chiami kuffar la Gente del Libro?". Sicuramente – stagfirullah – che Allah ci perdoni - ci sono kuffar anche tra coloro che si definiscono musulmani. Normalmente, quando parlo di miscredenza non mi riferisco quasi mai alla religione, ma al comportamento. D’altra parte nessuno di noi può sapere qual è il ra