An-nisa: donne musulmane e società

Per favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi. Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.

24-25.05.2002 : Abou El-Kassim Britel subiva extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
Sono passati sei anni e Kassim è ancora ingiustamente detenuto in Marocco.
leggi tutto >>>

Khadi si è trasferita qui


STUDI ISLAMICI

Elettronici
islamiqra
ummusama: il sito
islamnet
Al-moutabitoune
islamophile
la maison de l'islam
muttaqun
arab.it
islamicfinder
leggi
ascolta
hadith-ita
hadith-inglese

Cartacei
libreriaislamica
il calamo


DONNE MUSULMANE
umm usama su splinder
umm usama racconta...(archivio)
musulmane on line
sisters in blog
comitato musulmane liguria
ayah
luce della fede
cose così
fussilat
6by9add6add9
nurhude-dawah
musulmane e fiere di esserlo
Heba Kotb
Yvonne Ridley

Argomenti da:
Sahih al Bukhari

Il matrimonio
Il ripudio
Il mantenimento della moglie

DIDATTICA ISLAMICA
mujahidino
le petit musulman
le petit savant

UMMA VIRTUALE
u.c.o.i.i.
islam on line
la promessa
islamforweb
associazione Zaid Ibn Thabit
huda
islam in francia

FORUM
Forum: islam
Forum: luce chiara sull'islam

GRUPPI
musulmane e islam
compagni del profeta
giovanimusulmani2
islaminitalia
islam_musulmani_italia
musulmaniitaliani

PERICOLI PER L'OCCIDENTE (E PER TUA SORELLA)
kelebek
falecio contro tutti
guerrillaradio
imam di Carmagnola
abujihad
antiamericanista
fadlallah
mattbecken
raqqash

SFACCETTATURE
luce chiara sull'islam
kymyk
malih
aljihadalakbar
sherif

ARABISMI
haramlik
silpad
tè alla menta
talib
horrya
basla
metoikos

INTERCULTURA
il dialogo
afroitaliani
occhi e spari
religioni
nigrizia
per i diritti dell'infanzia





MONDO
aljazira
arabcomint
come don chisciotte
warnews
campo antimperialista
cecenia
pinoscaccia
grillo
il sale, pescara
info e teorie sull'11 settembre



PALESTINA
un po' di storia
lettera da Jenin
bethlehem
palestinemonitor
iraklia
infopalestina
assopace
peacelink

infopal_banner_b



AREA DOWNLOAD
Per i testi liberamente scaricabili in questa sezione si ringraziano i siti Islamiqra e Ummusama per la paziente traduzione. I contenuti possono essere liberamente diffusi, purchè non se ne travisi il senso e se ne citi la fonte.
i bellissimi nomi di Allah (swt)
fatwa sul boicotaggio merci israeliane e Usa
responsi giuridici per le donne




LETTURE CONSIGLIATE
il Corano
il giardino dei devoti
la donna alla luce dell'islam
storia di una veneta musulmana
possiamo vivere con l'islam


CURIOSITA'

kebabbaro
ricette di cucina


ARABOMANIA!
alfabeto 1
alfabeto 2

ALTRO
Voli Low Cost


Ticker Notizie

Bottoni


Licenza

Il mio blog ha misteriosamente deciso di mettersi il copyright, ma sappiate che personalmente non concordo. La licenza vera è la seguente:
Creative Commons License
Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, marzo 03, 2008

Concerto per Ein El Helwa

gaza_black_ribbon

Se siete a Milano o nei dintorni, mercoledì 5 marzo alle ore 19.00 al Teatro “La Scala della Vita” in Via Piolti de’ Bianchi, 47 (dietro Piazzale Dateo), potrete assistere ad un concerto che unisce la musica di Mozart, Puccini, De Sorozabal e canti spiritual al campo palestinese in Libano di  Ein El Helwa. L'ingresso è libero, ma tutti coloro che lo ritengono opportuno, grazie a questa serata, potranno partecipare con un'offerta alla ristrutturazione di alcuni edifici nel campo, per farne un centro giovanile.
Certo non è molto, ma ognuno di noi ha il dovere di fare qualcosa, qualsiasi cosa, -anche piccola, microscopica, invisibile- affinchè tutto questo, ovunque nel mondo, prima o poi abbia fine. Utopico, eh!
E allora?

postato da: alhamdulillah alle ore 12:37 | link | commenti
categorie: palestina, libano, jihad e resistenza

Del vivacchiare con la guerra in tasca...

Ogni giorno correre, impicciarsi, sbrigarsi, organizzare, inventare, ingegnarsi e sopravvivere. Ogni giorno in fondo in fondo tranquillo, in fondo. Ma soprattutto - soprattutto - inconsapevole. Un giorno infinito - macchè giorno, è una notte. Una notte che dorme e che non vuole svegliarsi per non vedere la guerra dentro le proprie viscere.
02-03-2008: "5 morti a Gaza e in Cisgiordania portano il bilancio delle vittime a 120 da mercoledì. 300 i feriti."

01-03-2008: "Strage di bambini a Jabaliya."

01-03-2008: "Proseguono i massacri da parte delle forze israeliane: 23 palestinesi uccisi in diversi attacchi. Molti i bambini. Decine i feriti."
postato da: alhamdulillah alle ore 01:34 | link | commenti (3)
categorie: palestina, politica, jihad e resistenza
domenica, febbraio 24, 2008

A braccetto con "i santoni del terrorismo internazionale"

Ok, dicevamo...
In prima persona ho ampliamente partecipato alla creazione del blog Ummusama, occupandomi del template,  e, prima ancora, alla creazione di altri due pericolosissimi blog, ancora attivi su Iobloggo, Ummusamaracconta e Fadlallah, attraverso i quali è ancora possibile leggere le traduzioni in italiano di materiale pubblicato in tutto il mondo e altrimenti reperibile liberamente in rete in altre lingue.
A me, che a malapena sbiascico il francese e basta, è sempre parso utile poter aver accesso a questo materiale direttamente in lingua italiana ed ho sempre pensato che quello di Aisha e di suo marito  fosse un ottimo lavoro. Non è che la censura e l'ignoranza abbiano mai portato alla cultura e alla consapevolezza e l'islam italiano, già abbastanza autocensurato, ha bisogno di interrogarsi anche e soprattutto su temi politici. Come si fa a sfatare i dictat di chi parla da un pulpito se non se ne conoscono nemmeno i contenuti? E quanto e cosa c'é da sfatare - se davvero c'é qualcosa da sfatare - e che motivi hanno costoro? E che finalità cova dietro a chi si espone in prima persona? Dietro a chi ci sono i "nostri" e dietro a chi ci sono "i vostri", se di "nostri" e "vostri" è possibile parlare?
Oltre alle traduzioni poliche, su Ummusama era possibile reperire anche traduzioni di sapienti classici inerenti famiglia islamica, contratto matrimoniale e rapporto uomo-donna nell'islam e a causa della mancanza dovuta a questa censura, anche molti post di an-nisa che rimandavano a quei testi sono rimasti mutilati. Quindi vivamente ringraziamo.
Sul blog Qital, invece, oltre alle solite traduzioni "eretiche", era possibile reperire anche argomenti inerenti economia islamica, modalità halal per mutui e acquisto prima casa etc. Davvero spaventoso!
Io e Aisha non ci siamo mai incontrate personalmente, ma, in alcuni periodi, abbiamo intrattenuto una fitta e piacevole corrispondenza. E' una donna decisa e forte, e anche molto simpatica e gradevole. Più di una volta abbiamo avuto motivo di scontro intellettuale, ma la nostra diversità di vedute non ha mai incrinato un rapporto solido e serio. Sappiamo di poter contare l'una sull'altra, in caso di necessità, pur avendo due concetti differenti di necessità.
Ritengo non ci sia nessun motivo per attutire o nascondere una bella frequentazione telematica con un'amica - nonché sorella - grazie alla quale ho avuto modo di valutare con più lucidità la situazione dell'islam italiano e di guardare le cose da un punto di vista più oggettivo. Se questo può mettermi nella truce categoria degli "inquisiti", significa che in Italia siamo arrivati davvero alla frutta e quindi vi conviene chiudere questa pagina per non essere pure voi accusati di reato di blog!
Della vicenda, la cosa che più mi ha colpito è la forza persuasiva che si attribuisce al testo politico-religioso. Secondo la teoria di costoro, alcuni ragazzi italiani sarebbero stati praticamente plagiati via blog da questi due pericolosi "santoni del terrorismo internazionale".
E' ovvio che, nel caso in cui un blog fosse davvero in grado di creare macchine umane atte a "istigare a delinquere con l'aggravantre del terrorismo", dovrebbe essere chiuso all'istante, onde evitare che il "virus" dell'imbecillità possa propagarsi.
Il problema è che, invece, il virus dell'imbecillità continua ad agire indisturbato, proprio grazie alla censura e all'"inquisizione", strumenti di terrorismo psicologico di massa, attraverso i quali, periodicamente,  ognuno di noi viene minacciato nel proprio minimo e angusto spazio di pensiero e di parola.
Avere un pensiero diverso è reato, pretendere di sapere è reato, informarsi attraverso mezzi non canonici è reato, pronunciare una frase "proibita" è reato.
Non si fa che parlare dei regimi integralisti islamici. Quindi ora io vi chiedo: ditemi, per favore, cosa intedete voi con la parola "integralismo"?
Imbavagliare un blog non è forse "integralismo"?

sabato, febbraio 23, 2008

Comunicazione per la Digos - Ciao Luigi, se vuoi ne parliamo a telefono

Per la verità questo post non avevo per niente voglia di scriverlo, perchè in questo momento ho altro a cui pensare. Però, siccome sono una tipa trasparente e pulita che vive in un mondo malato e alienante, ritengo che, in questi casi,  fare chiarezza ed essere espliciti sia una rivoluzione stratosferica.
Molto prima che me ne accorgessi io, alcuni visitatori del blog, in modi più o meno coloriti, hanno segnalato la chiusura di certi spazi on-line che molti di noi hanno avuto il piacere e l'opportunità di leggere e di appoggiare, confutare, boicottare o sostenere in maniera sempre sana, critica e lucida. Ci sono stati dibattiti più o meno spenti o accesi (personalmente preferivo quelli accesi, si sa) su argomenti come il jihad, la resistenza, la concezione della donna nell'islam e innumerevoli altre questioni inerenti che cosa significhi essere musulmani oggi, in questo piccolo spazio di mondo assurdo che chiamiamo "Occidente".
Molto spesso i nostri dibattiti prendevano spunto proprio da quei post, dalle traduzioni che Ummusama aggregava proprio qui, su an-nisa. A me sembrava importante che Aisha partecipasse a questo blog essenzialmente per tre motivi apparentemente inconciliabili tra loro. Prima di tutto perchè Aisha postava traduzioni di un movimento internazionale con il quale l'islam italiano ha il diritto e il dovere di confrontarsi. Seconda cosa perchè analizzare questi documenti con spirito filologico ci permette di capire un sacco di cose dell'islam, della sua storia e del variare della sua strumentalizzazione a sfondo politico nel corso dei secoli. Terza cosa perchè le teorie propugnate da Aisha - e da tanta altra gente in tutto il mondo - appaiono, agli occhi del neomusulmano occidentale teorie cristalline e insindacabili, a prescindere dall'esistenza dei blog gestiti dai nostri.
Noi qui, invece, si pensa che nell'islam non ci sono vati e che si possa ragionare insieme di tutto senza doversi necessariamente scimunire, anzi.
Sono jihaddisti e sostengono i terroristi, 'sti qua, eh!
Sì, caro Luigi, tu non sostieni la guerra santa dei marin's, spiegami che differenza c'è, a parte il gioco dei buoni contro i cattivi?
(La prossima volta vi spiego chi sarebbe questo Luigi, ora ho da fare!).

domenica, febbraio 03, 2008

 Torturato a 10 anni, colpevole di essere figlio di suo padre

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

...Secondo le cartelle cliniche (certificate dall’Associazione medica di riabilitazione delle vittime della tortura e dall’Associazione per la prevenzione dei disordini comportamentali del Bambino di Casablanca), Ilias Mejjati, imprigionato in Arabia Saudita per 3 mesi, poi letteralmente deportato in Marocco, detenuto nella famigerata prigione e centro di tortura di Temara, ha vissuto un vero calvario. Come racconta sua madre, “nella sua cella d’isolamento, 16 lampade al neon erano illuminate permanentemente, giorno e notte. Che dire di un tale trattamento inflitto ad un bambino di 10 anni? Colpevole soltanto di essere figlio di suo padre. Inoltre – e questo è terribile – il Marocco ha agito così su mandato degli Stati Uniti. Oggi, il mio obiettivo è la salute e il futuro di mio figlio, così come di poter portare il mio lutto dinanzi ai corpi di mio marito e di mio figlio Adam. Dopo aver perduto il mio primo figlio, torturato a morte in Arabia Saudita per conto degli Stati Uniti, spero che Ilias possa essere curato. Lancio dunque un appello – sperando che venga recepito – alle ONG perché gli vengano in aiuto...”

I due Jihâd di Fatiha: per la dignità della Ummah e per il futuro di suo figlio, torturato all'età di 10 anni >>>>

venerdì, gennaio 25, 2008

mercoledì, dicembre 12, 2007

 LA PAROLA AI SAPIENTI......

Giudicare le persone miscredenti, organizzare attentati e tutto cio’ che ne consegue come effusione di sangue e distruzione di edifici
 
L’Assemblea del Consiglio dei Grandi Sapienti, 49° incontro, tenuto a Taif e datato 02/04/1999
 
Lode ad Allah, Pace e Benedizioni sul Messaggero di Allah, la sua famiglia, i suoi compagni e tutti coloro che sono ben guidati sulla retta via.
 
L’Assemblea del Consiglio Generale dei Grandi Sapienti, nella sua 49° seduta, tenuta a Taif e datata 02/04/1419 H (1999 d.C.), ha studiato gli avvenimenti che hanno avuto luogo in molti paesi musulmani e altrove, e che riguardano il fatto di giudicare le persone miscredenti, organizzare attentati e tutto cio’ che ne consegue come spargimento di sangue e distruzione di edifici.
 
Vista la gravità del problema e le conseguenze che ne derivano, come l’annientamento di vite innocenti, la distruzione di beni, il terrore diffuso tra la gente e il crollo della loro sicurezza e tranquillità, l’Assemblea ha deciso di emettere un comunicato che spiega lo statuto di tali atti, per sincerità nei confronti di Allah e dei Suoi adoratori,per sgravio di coscienza e per dissipare tutte le ambiguità in coloro che non hanno ben capito la questione.
 
Noi affermiamo percio’, per grazia di Allah, che:
 
1. Giudicare le persone come miscredenti è un’opinione religiosa che spetta solo ad Allah e al Suo Messaggero, come il lecito, l’illecito e l’obbligatorio spettano solo ad Allah e al Suo Messaggero (sAaws).

postato da: Ummzakaria alle ore 09:20 | link | commenti (1)
categorie: jihad e resistenza

ALGERI, 11 dicembre 2007

E' coraggiosa, Sarah. A 11 anni ha scelto di andare a studiare ad Algeri, e a stare dai nonni. Porta il jilbab, perché le piace il jilbab della mamma. Sarah è fiera di essere musulmana. Questa mattina era a scuola. "Mamma, ascolta, NON PANICARE, capito?, NON PANICARE!  Alhamdulillah sto bene, non ti preoccupare...adesso ti racconto..." E' coraggiosa, Sarah. Lei non si è spaventata quando ha sentito il boato e le sono schizzati i vetri della finestra sul banco e tutto si è messo a tremare. Ha persino aiutato l'insegnante incinta ad evacuare l'aula. E scherzava. Scherzava perché non sapeva che cento metri più in là c'erano i corpi straziati di altri studenti, di altre persone, vittime di una follia che non ha niente di "fraterno"....E' una lunga "notte bianca", una di quelle passate a leggere, scrivere, riflettere e pregare...si'....soprattutto pregare...che Allah accolga le vittime in Paradiso,che le perdoni e che consoli le loro famiglie. Proprio adesso che la vita sembrava essere tornata alla normalità per le vie di Algeri, dopo la mattanza di sette anni di guerra civile... Ma che cosa vogliono? Ma dove stiamo andando? E perché?
Una delle risposte possibili... 


LA FONTE DELLA NOSTRA DEBOLEZZA
 
Shaykh Salih al-Fawzan 

L’importanza del principio fondamentale dell’Unicità (at-Tawhid) e le conseguenze dell’opposizione a tale principio.
postato da: Ummzakaria alle ore 04:02 | link | commenti (2)
categorie: jihad e resistenza
lunedì, dicembre 03, 2007

Io non sto con lo shaikh  
 
 
-         Ma quella Khadi o come si chiama lei, quella di an-nisa, si sarà bevuta il cervello.
-         Ma sì, se n’è andata all’aceto, ormai, e non ce la recuperiamo più!
-         Si sente Ummagumma (ma si può? Ummagumma proprio… ma si è rincretinita?)
-         E si schiera contro Lo Shaikh-hafizahullah.
-         Ma come si permette, lei, che non è degna nemmeno di nominarlo. Astagfirullah! Ma sarà che si sta grandiosamente inkafirando, sennò come te la spieghi tu?
-         Già, inkafirando… Sì, sicuramente!
 
Già, inkafirando… Certo, se il kafir è quello che non segue le regole del clan, quello che te la canta così com’è, quello che si libera dal giogo dei “formalismi di setta” e non si ferma a quello che gli dicono di credere, ma ci ragiona sulle cose e crede solo per ispirazione e mai per sentito dire…
Beh, pensavo fosse il musulmano quello. Così, mi pareva d’aver capito.
La mia Via è quella e credevo fosse islamica: ero io a sbagliarmi? Sarà, ma io continuo per la mia strada, voi fate un po’ come vi pare e se vi pare.
 
Ma ricominciamo da capo, ché forse è meglio. >>>
postato da: alhamdulillah alle ore 11:38 | link | commenti (5)
categorie: jihad e resistenza
venerdì, novembre 30, 2007

In risposta allo shaykh Salman b. Fahd al-Oadah

di Abdul-Aziz ibn Myatt

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 Tutta la Lode e ogni Ringraziamento spettano ad Allah (subhânaHu waTa'ala), dinanzi al Quale saremo tutti ricondotti per essere giudicati nell'Ultimo Giorno.

 

فَتَرَى الَّذِينَ فِي قُلُوبِهِمْ مَرَضٌ يُسَارِعُونَ فِيهِمْ يَقُولُونَ نَخْشَى أَنْ تُصِيبَنَا دَائِرَةٌ فَعَسَى اللَّهُ أَنْ يَأْتِيَ بِالْفَتْحِ أَوْ أَمْرٍ مِنْ عِنْدِهِ فَيُصْبِحُوا عَلَى مَا أَسَرُّوا فِي أَنْفُسِهِمْ نَادِمِينَ (52)

 

Vedrai quelli che hanno una malattia nel cuore correre verso di loro dicendo: "Temiamo un rovescio del destino". Ma se Allah darà la vittoria o un ordine da parte Sua, eccoli rimpiangere i loro pensieri segreti (Corano V. al-Mâ'ida, 52)

 

All'inizio di questo Benedetto Mese di Ramadân, lo shaykh Salman b. Fahd al-Oadah ha scritto e fatto circolare una lettera aperta indirizzata allo shaykh Usama bin Muhammad bin Ladin (hafizahullah), nella quale rivolge diverse critiche al nostro fratello Mujâhid, shaykh Usama bin Muhammad bin Ladin (che Allah lo protegga).

 

Shaykh Salman b. Fahd al-Oadah ha scritto: "Quanto sangue è stato versato? Quanti bambini, donne, anziani innocenti sono stati uccisi, mutilati e allontanati dalle loro case, nel nome di al-Qa'ida?"

 

Rispondiamo dicendo due cose molto importanti:

 

(1) Quanto sangue Musulmano è stato versato da parte dei kuffâr e dei loro alleati, nel corso delle loro invasioni e occupazioni delle nostre terre, a causa del loro sostegno di regimi e governanti apostati, nel loro tentativo di farci accettare di essere schiacciati dai loro Tawaghît, e nel loro sostegno all'entità sionista che occupa la Palestina?

Quanti Musulmani sono stati uccisi dai kuffâr e dai loro alleati negli ultimi sei anni, negli ultimi sessant'anni, nell'ultimo secolo?

Soltanto negli ultimi sei anni, decine di migliaia di Musulmani sono stati uccisi in Afghanistan, decine e decine di migliaia in Shishân (Cecenia), e nel Paese che i kuffâr chiamano Irâq; mentre ogni settimana – negli ultimi sessant' anni – dei Musulmani vengono ammazzati in Filistîn (Palestina). Chi piange per i nostri fratelli e sorelle morti? Chi li tiene in considerazione?

 

Inoltre, quanti bambini, donne e vecchi Musulmani hanno subito delle offese da parte dei kuffâr e dei loro alleati? Quanti sono stati espulsi dalle loro case? Milioni. Chi si rammarica per questi nostri fratelli e sorelle? Chi si occupa di loro?

Chi ha torturato migliaia e migliaia di nostri fratelli e sorelle in luoghi come Bagram e Abu Ghraib, e chi ha imprigionato decine e decine di migliaia di nostri fratelli e sorelle? Chi si lamenta per questi nostri fratelli e sorelle? Chi ne tiene conto?

 

Chi ha invaso e occupato le nostre terre? Chi ha oppresso i nostri fratelli e le nostre sorelle? E chi sta combattendo gli invasori, gli occupanti e i loro alleati apostati e i loro eserciti fantoccio? Chi sta difendendo i nostri fratelli e le nostre sorelle?

Leggi tutto su Shahadah...

postato da: UmmUsama alle ore 17:25 | link | commenti (17)
categorie: jihad e resistenza

"Chapeau bas, Mr. Fisk!"

"La situazione in Medio Oriente è un totale disastro e va sempre peggio... Da alcuni articoli scritti sul mio giornale l'anno scorso ho capito che ci sono 22 volte più di soldati stranieri che durante le crociate....In nome di Dio, che cosa stiamo facendo? Perché? Noi non facciamo queste domande alla televisione, alla radio, sui giornali, non le facciamo perché sono improponibili...E' una situazione devastante e noi non impariamo... Bin Laden?Bin Laden non conta nulla ormai perché l'Occidente ha partorito il suo mostro ormai... al-Qaida è una realtà...che Bin Laden muoia per un'insufficienza renale o perché cade da una roccia, non cambierà niente...al-Qaida è li per testimoniare, per provare l'ingiustizia che c'è nel mondo musulmano e finché ci sarà quest'ingiustizia, ci attaccheranno e ce lo meritiamo, mi dispiace dirlo, ma ce lo meritiamo..."

Chi parla non è un appartenente a qualche gruppo jihadista, né la sottoscritta ma Robert Fisk, corrispondente da Beirut della testata britannica "The Independent" da 31 anni. Un esempio di giornalismo fedele, onesto ma soprattutto esempio di un kafir che ama dire la verità, a qualsiasi prezzo. Potete ascoltare l'intervista completa sul sito di Rainews24, ve la consiglio vivamente.

Chapeau bas, Mr. Fisk!

postato da: Ummzakaria alle ore 16:08 | link | commenti
categorie: jihad e resistenza
martedì, novembre 27, 2007

L'altra faccia del jihad

Lettera di Salman Al-Oadah a Usama Bin Laden
traduzione di Amina Ummzakaria

 Fratello Usama,
Quanto sangue è stato sparso? Quanti bambini innocenti, donne, vecchi sono stati uccisi, maltrattati e cacciati dalle loro case in nome di al-Qaida?
Sei felice di incontrare Allah con questo peso sulle spalle? Ed è un fardello davvero pesante, almeno centinaia di migliaia di persone innocenti, se non milioni.
Come puoi desiderare incontrarLo sapendo che il Messaggero di Allah ha detto “Chiunque uccide persino un passero invano lo ritroverà in lacrime davanti ad Allah nel Giorno del Giudizio e dirà: “O mio Signore! Quel tale mi ha ucciso invano. Non mi ha ucciso per nutrirsi.”
La nostra religione difende la vita di un passero. Non puo’ accettare in nessun caso l’omicidio di persone innocenti, indipendentemente dalla giustificazione che ne viene data. >>>

postato da: alhamdulillah alle ore 21:36 | link | commenti (26)
categorie: politica, jihad e resistenza
martedì, novembre 13, 2007

Parliamo di jihad, se vi va (II)

Falecio, per esempio, ne parla qui. Più che opportunamente.
('Sto ragazzo certe volte mi spaventa, devo proprio confessarlo! Ma come fa a scrivere cose così sensate sull'Afganistan, sull'Ossezia del Sud, sull'Iraq e mo' pure sul jihad?? Io alla sua età.... ehm... lasciamo perdere, va!).
postato da: alhamdulillah alle ore 22:00 | link | commenti (3)
categorie: cultura e culture, jihad e resistenza
lunedì, novembre 12, 2007

Parliamo di jihad, se vi va

Poi, ecco, il Jihad.
Appunto.
Il Jihad.
C'ho una traduzione nel cassetto, anzi nella mail box. Me la tengo là da qualche giorno e ci penso un po' su. Penso all'inutile fitna che si creerebbe attorno all'argomento, al fatto di quanto sia inutile dividerci attorno a chi manderebbe suo figlio al jihad - quale dei tanti? - e chi no.
Probabilmente sarebbe più interessante parlare di chi andrebbe in prima persona al jihad contro chi, dove e perchè.
Chiacchierare di che cos'è il jihad, come si chiacchiera del più e del meno - semplicemente - che sennò qua nessuno ci capisce più niente e tutto il lavoro che abbiamo cercato finora se ne va all'aceto e basta e 'sto blog lo prendiamo e lo buttiamo nel cestino, tanto che fa?
Perchè-perchè, non perchè altrimenti poi ti dicono che se non lo fai sei kafir e più o meno, poi, te lo dicono così:

"E se rifiuti, Oh Amatullah, di seguire le donne virtuose, e addirittura ti distogli e disobbedisci al tuo Signore, ponendo ostacoli agli uomini sulla Sua Via, allora noi ti chiediamo, per Allah, di arrestare il tuo male per la Ummah. Non essere uno strumento utilizzato dai nemici di Allah per demolire i princìpi della Ummah e le sue maniere, con la tua ostentazione, la tua corruzione e la tua noncuranza.

Perché, in verità, noi ci aspettiamo del bene proveniente da te, ma se tu rifiuti, allora speriamo che saremo salvati dal tuo male, e chiediamo ad Allah (‘azza waJalla) di arrestare il male dei peccatori della Ummah, e che li renda occupati con loro stessi, lontano da noi. In verità, Egli è il Proprietario di tutto ciò, ed è Capace di farlo".

 

Scusami sorellina, sai bene che non ce l'ho con te, nè col jihad in sè, anzi.

Se ci fosse una maniera armata organizzata e strategica di difendere i fratelli oppressi e di difendere noi stessi da questo putiferio che non ha nome mi metterei anch'io ad incitare tutti al jihad e non avrei nessuna esitazione a farlo.
Il mio problema è solo che mi sento come violentata dal tono perentorio di questi testi, che vanno contro tutto quello che, alhamdulillah, mi ha permesso di diventare musulmana senza se e senza ma.

Si chiama kufr, questo?

postato da: alhamdulillah alle ore 22:22 | link | commenti (10)
categorie: donne, jihad e resistenza

Il ruolo delle donne nel Jihâd contro il nemico

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

قُلْ إِنْ كَانَ آَبَاؤُكُمْ وَأَبْنَاؤُكُمْ وَإِخْوَانُكُمْ وَأَزْوَاجُكُمْ وَعَشِيرَتُكُمْ وَأَمْوَالٌ اقْتَرَفْتُمُوهَا وَتِجَارَةٌ تَخْشَوْنَ كَسَادَهَا وَمَسَاكِنُ تَرْضَوْنَهَا أَحَبَّ إِلَيْكُمْ مِنَ اللَّهِ وَرَسُولِهِ وَجِهَادٍ فِي سَبِيلِهِ فَتَرَبَّصُوا حَتَّى يَأْتِيَ اللَّهُ بِأَمْرِهِ وَاللَّهُ لَا يَهْدِي الْقَوْمَ الْفَاسِقِينَ (24)

 

Di': "Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta nel sentiero di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi" (Corano IX. At-Tawba, 24)

 

In questo testo il nostro obiettivo non sarà quello di ricercare i dettagli di tutti questi ostacoli e impedimenti (al Jihâd), ma menzioneremo unicamente un ostacolo che la Ummah ha bisogno di eliminare rapidamente e prima di tutto. E questo ostacolo è la donna presentata in quanto madre, sposa, figlia o sorella. Esse ricadono tutte sotto il Versetto che dettaglia gli ostacoli (al Jihâd)

E la nostra ricerca nell'ostacolo (posto) dalla donna non le sarà sicuramente nuova, tuttavia ci rivolgeremo a lei in questo testo, dimostrandole come ella sia uno dei maggiori ostacoli dinanzi alla Vittoria e all'Onore dell'Islâm.

 

E quando diciamo che la donna è uno dei maggiori ostacoli per la Vittoria dell'Islâm, dobbiamo anche menzionare la nozione opposta, ossia che la donna è uno dei fattori primordiali e più influenti nella Vittoria dell'Islâm, a condizione che svolga il suo ruolo con un coraggio e un sacrificio totali.

 

E le presenteremo delle biografie che possa prendere ad esempio perché l'Islâm divenga vittorioso.

E la ragione per cui ci rivolgiamo alla donna, in questo testo, è a causa di ciò che abbiamo notato: quando una donna è persuasa di una cosa, diverrà uno dei maggiori impulsi perché gli uomini compiano (tale dovere).

Ma se è contro qualcosa, sarà tra i maggiori ostacoli al compimento (di tale obbligo) da parte degli uomini, , specialmente se questa donna è una madre o una nonna, l'obbedienza e la soddisfazione della quale sono obbligatorie.

 

Essendo noto che la donna è la culla degli uomini, e la custode del deposito, finché la loro costruzione divenga solida, ci rivolgeremo direttamente a lei, esortandola a giocare il suo ruolo attivo nell'attuale guerra tra l'Islâm e tutte le nazioni miscredenti, senza eccezione. E finché la donna abbandonerà il dovere di occuparsi di questa battaglia, o se ne allontanerà, o non sarà presente per rafforzare la determinazione (dei combattenti), ciò sarà il primo passo della sconfitta, il cammino verso la perdita, ed è ciò che accade alla nostra Ummah oggi.

 

L'Islâm non fu vittorioso, nei suoi momenti di splendore, sulle nazioni miscredenti (che erano più grandi in potenza, in numero e in ricchezze), eccetto quando la donna fu pronta ad assumersi la propria responsabilità, poiché ella fa parte di coloro che allevano i bambini sulla via del Jihâd, che pazientano e aiutano i loro figli e il loro marito a restare pazienti nella continuazione di questa via. Così l'espressione "Dietro ad ogni grande uomo di trova una donna" si avvera veridica per le donne di quest'epoca, e possiamo dunque dire: "Dietro a ciascun grande Mujâhid si trova una donna".

 

Queste donne erano coscienti del loro ruolo, ed erano come le descrisse il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) nell’hadîth riportato da Ahmad e at-Tirmidhi: in una certa occasione, ‘Umar (radiAllahu ‘anhu) chiese al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Oh Messaggero di Allah! Quali ricchezze dobbiamo ricercare (in questo mondo)?”. Egli rispose: “Devi cercare un cuore riconoscente, una lingua occupata nel Ricordo di Allah, e una donna che ti consolidi negli affari che riguardano l’Aldilà” (Sunan Ibn Majah n° 1846; as-Silsilah as-Sahihah n° 2176; Sahih al-Jami’ n° 5231).

 

Ma per ciò che riguarda le donne della nostra epoca, cosa dobbiamo dire? E come le dobbiamo descrivere? Quali sono le loro preoccupazioni? Sono forse esse un mezzo di sostegno per il loro marito negli affari dell’Aldilà? Comprendono qualcosa a proposito della guerra odierna tra l’Islâm e il Kufr? O almeno conoscono i Paesi del Kufr? E sanno cosa subiscono i Musulmani dovunque? In Palestina?...

Esse non ne sono coscienti. E quale sorta di incoscienza è questa? È l’incoscienza di qualsiasi cosa tranne il fatto di seguire le mode e i capricci, gli ornamenti e l’esteriorità. Esse si sono votate alla distruzione. I nemici della Religione le utilizzano contro la Ummah nelle sue stesse terre. Mentre noi speravamo che esse avrebbero contribuito alla costruzione dell’edificio della Ummah, ci siamo invece ritrovati ad impedire loro di distruggere l’Islâm.

E il centro d’interesse del nemico nella “liberazione” delle donne è apparso unicamente dopo che egli ha realizzato che la donna è la custode della Ummah. Se ella è corrotta, la sua discendenza sarà corrotta, così come tutti coloro che le si trovano intorno. Dunque essi (i nemici) l’hanno utilizzata nel peggiore dei modi, mentre ella si trova nell’illusione e nell’annegamento, e crede a tutti questi falsi appelli, lâHawlâ walâQuwwata illa biLlah (non c’è forza né potenza se non presso Allah)!

 

E se tu, oh Amatullah, sei incosciente della presenza dell’attuale guerra contro di noi, la situazione sarebbe facile se potessimo dire: ci sono pure gli uomini per compensare! Ma oggi, se tu sei incosciente della presenza della guerra attuale o della preparazione (per questa guerra), la Ummah intera ne sarà incosciente insieme a te. Chi farà alzare i giovani per questa battaglia? E chi si trova dietro agli uomini, per imbarcarli in questa battaglia? E chi prepara le madri perché le generazioni future continuino su questa via dopo di te? La risposta a queste domande e a decine di altre questioni simili urgenti ci dimostra una cosa: che la donna è un elemento importante nella lotta di oggi; ella deve parteciparvi con tutta la sua capacità e con tutta la sua passione. La sua partecipazione non significa la fine della lotta – no! Piuttosto, la sua partecipazione conta come un pilastro tra i pilastri che conducono alla vittoria e alla continuazione della via.

 

Di conseguenza, devi essere cosciente, mia cara sorella Musulmana, che la tua missione è più grande di quanto t'immagini. Tu sei responsabile di una grande parte della sconfitta dell'Islâm oggi, poiché se tu ti fossi alzata per assumerti la tua responsabilità, questa vergogna non si sarebbe abbattuta sulla Ummah. E può darsi che tu chieda: "Perché porterei dunque tutte queste responsabilità?". Noi ti rispondiamo: perché la tua responsabilità è la prima responsabilità che, se non viene assunta correttamente, non avrà quasi più alcun beneficio per chi verrà dopo.

 

Ciò perché il primo luogo in cui il bambino cresce è nelle tue braccia, e se diviene un giovanotto, conoscerà unicamente la tua guida, a causa del suo amore per te. Dunque, se tu non semini in lui l'amore per Allah ('azza waJalla), per il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam) e per il Jihâd nella Sua Via durante la sua infanzia, nessun altro potrà installarlo nel suo cuore quando sarà più vecchio, se non a prezzo di enormi difficoltà. Il deposito è tra le tue mani, tenero e caldo, alzati dunque e assumi il tuo ruolo, e ne vedrai il risultato tra due decenni, con il Permesso di Allah…

 

Tratto da:

Il ruolo delle donne nel Jihâd

contro il nemico

 

dello shaykh Martire

Al-Hafiz Yusuf Bin Salih Al-‘Iyari

(che Allah abbia misericordia di lui)

 

LEGGI TUTTO >>>

mercoledì, ottobre 24, 2007

Lettera della nostra sorella Nûr, dall'inferno di Abu Ghraib

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Dopo la tristemente famosa lettera della sorella Fatimah, un'altra dolorosa testimonianza delle ceneri della prigione-inferno di Abu Ghraib

BismillâhirRahmânirRahîm
Non so da dove cominciare, vi descriverò la fame, mentre voi mangiate? O la sete, mentre voi bevete? O il sonno, quando voi dormite? O la nostra nudità, mentre voi siete vestiti? … Ma quando penso ai nobili tra voi, piango sulla mia condizione, che cosa vi descriverò dunque di ciò che noi subiamo come torture, senza urtare il vostro pudore e preservare il deposito? Dove siete, dunque, oh nobili fratelli? Dove siete, dunque, oh sapienti dell'Islâm? Avete dunque dimenticato il Messaggio con cui giunse il veridico, Abû-l-Qâsim Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam)? Se ci avete dimenticate a causa del denaro… Vi chiederemo giustizia dinanzi all'Unico, poiché noi siamo una consegna legata ai vostri colli… Chiedo a coloro che riceveranno questo messaggio, tra i sapienti e i nobili Imâm che temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti, di trasmettere questa amanah dall'alto dei loro minbar. Ricordatevi, quando guardate ciò che subiscono i nostri fratelli in Palestina: anche noi soffriamo oggi, quando vediamo questi ebrei bere l'alcol dinanzi a noi e poi stuprare i nostri corpi come delle bestie selvagge, e si divertono e godono di quelle i cui corpi sono stati umiliati. Oh nobili fratelli, quante volte dunque morirete? I nostri corpi sono stati insudiciati, i nostri abiti strappati, i nostri ventri attanagliati per la fame, le nostre lacrime scorrono, ma chi dunque viene in nostro soccorso? Non vorrei dirvi addio, ma prima di farlo vi dico: temete Allah nei ventri delle vostre sorelle, poiché essi sono stati riempiti di figli adulterini. Prima di lasciarvi, chiedo ai nobili tra voi che detengono delle armi di ucciderci insieme a loro in queste prigioni, ve lo chiedo in Nome di Allah, ve lo chiedo in Nome di Allah, ve lo chiedo in Nome di Allah. La vostra sorella per Allah, Nûr.

Yâ Allah, Ti imploriamo di vendicare le nostre sorelle, di far subire a questi cani tormento su tormento, nella vita di quaggiù come nell'Aldilà, Yâ Allah, fai gustare loro la lama dei nostri Mujâhidîn, Yâ Allah, Ti imploriamo di accordare alle nostre amate sorelle il più alto livello del Tuo Paradiso, al-Firdaws, Allahumma âmîn! Jazakumullahu khayran Ansâr al-Haqq

postato da: UmmUsama alle ore 12:23 | link |