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An-nisa: donne musulmane e societàPer favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi.
Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.
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Se siete a Milano o nei dintorni, mercoledì 5 marzo alle ore 19.00 al Teatro “La Scala della Vita” in Via Piolti de’ Bianchi, 47 (dietro Piazzale Dateo), potrete assistere ad un concerto che unisce la musica di Mozart, Puccini, De Sorozabal e canti spiritual al campo palestinese in Libano di Ein El Helwa. L'ingresso è libero, ma tutti coloro che lo ritengono opportuno, grazie a questa serata, potranno partecipare con un'offerta alla ristrutturazione di alcuni edifici nel campo, per farne un centro giovanile. |
| 02-03-2008: "5 morti a Gaza e in Cisgiordania portano il bilancio delle vittime a 120 da mercoledì. 300 i feriti." | ![]() |
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01-03-2008: "Strage di bambini a Jabaliya." | |
| 01-03-2008: "Proseguono i massacri da parte delle forze israeliane: 23 palestinesi uccisi in diversi attacchi. Molti i bambini. Decine i feriti." | ![]() |
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A braccetto con "i santoni del terrorismo internazionale"
Ok, dicevamo...
In prima persona ho ampliamente partecipato alla creazione del blog Ummusama, occupandomi del template, e, prima ancora, alla creazione di altri due pericolosissimi blog, ancora attivi su Iobloggo, Ummusamaracconta e Fadlallah, attraverso i quali è ancora possibile leggere le traduzioni in italiano di materiale pubblicato in tutto il mondo e altrimenti reperibile liberamente in rete in altre lingue.
A me, che a malapena sbiascico il francese e basta, è sempre parso utile poter aver accesso a questo materiale direttamente in lingua italiana ed ho sempre pensato che quello di Aisha e di suo marito fosse un ottimo lavoro. Non è che la censura e l'ignoranza abbiano mai portato alla cultura e alla consapevolezza e l'islam italiano, già abbastanza autocensurato, ha bisogno di interrogarsi anche e soprattutto su temi politici. Come si fa a sfatare i dictat di chi parla da un pulpito se non se ne conoscono nemmeno i contenuti? E quanto e cosa c'é da sfatare - se davvero c'é qualcosa da sfatare - e che motivi hanno costoro? E che finalità cova dietro a chi si espone in prima persona? Dietro a chi ci sono i "nostri" e dietro a chi ci sono "i vostri", se di "nostri" e "vostri" è possibile parlare?
Oltre alle traduzioni poliche, su Ummusama era possibile reperire anche traduzioni di sapienti classici inerenti famiglia islamica, contratto matrimoniale e rapporto uomo-donna nell'islam e a causa della mancanza dovuta a questa censura, anche molti post di an-nisa che rimandavano a quei testi sono rimasti mutilati. Quindi vivamente ringraziamo.
Sul blog Qital, invece, oltre alle solite traduzioni "eretiche", era possibile reperire anche argomenti inerenti economia islamica, modalità halal per mutui e acquisto prima casa etc. Davvero spaventoso!
Io e Aisha non ci siamo mai incontrate personalmente, ma, in alcuni periodi, abbiamo intrattenuto una fitta e piacevole corrispondenza. E' una donna decisa e forte, e anche molto simpatica e gradevole. Più di una volta abbiamo avuto motivo di scontro intellettuale, ma la nostra diversità di vedute non ha mai incrinato un rapporto solido e serio. Sappiamo di poter contare l'una sull'altra, in caso di necessità, pur avendo due concetti differenti di necessità.
Ritengo non ci sia nessun motivo per attutire o nascondere una bella frequentazione telematica con un'amica - nonché sorella - grazie alla quale ho avuto modo di valutare con più lucidità la situazione dell'islam italiano e di guardare le cose da un punto di vista più oggettivo. Se questo può mettermi nella truce categoria degli "inquisiti", significa che in Italia siamo arrivati davvero alla frutta e quindi vi conviene chiudere questa pagina per non essere pure voi accusati di reato di blog!
Della vicenda, la cosa che più mi ha colpito è la forza persuasiva che si attribuisce al testo politico-religioso. Secondo la teoria di costoro, alcuni ragazzi italiani sarebbero stati praticamente plagiati via blog da questi due pericolosi "santoni del terrorismo internazionale".
E' ovvio che, nel caso in cui un blog fosse davvero in grado di creare macchine umane atte a "istigare a delinquere con l'aggravantre del terrorismo", dovrebbe essere chiuso all'istante, onde evitare che il "virus" dell'imbecillità possa propagarsi.
Il problema è che, invece, il virus dell'imbecillità continua ad agire indisturbato, proprio grazie alla censura e all'"inquisizione", strumenti di terrorismo psicologico di massa, attraverso i quali, periodicamente, ognuno di noi viene minacciato nel proprio minimo e angusto spazio di pensiero e di parola.
Avere un pensiero diverso è reato, pretendere di sapere è reato, informarsi attraverso mezzi non canonici è reato, pronunciare una frase "proibita" è reato.
Non si fa che parlare dei regimi integralisti islamici. Quindi ora io vi chiedo: ditemi, per favore, cosa intedete voi con la parola "integralismo"?
Imbavagliare un blog non è forse "integralismo"?
Comunicazione per la Digos - Ciao Luigi, se vuoi ne parliamo a telefono
Per la verità questo post non avevo per niente voglia di scriverlo, perchè in questo momento ho altro a cui pensare. Però, siccome sono una tipa trasparente e pulita che vive in un mondo malato e alienante, ritengo che, in questi casi, fare chiarezza ed essere espliciti sia una rivoluzione stratosferica.
Molto prima che me ne accorgessi io, alcuni visitatori del blog, in modi più o meno coloriti, hanno segnalato la chiusura di certi spazi on-line che molti di noi hanno avuto il piacere e l'opportunità di leggere e di appoggiare, confutare, boicottare o sostenere in maniera sempre sana, critica e lucida. Ci sono stati dibattiti più o meno spenti o accesi (personalmente preferivo quelli accesi, si sa) su argomenti come il jihad, la resistenza, la concezione della donna nell'islam e innumerevoli altre questioni inerenti che cosa significhi essere musulmani oggi, in questo piccolo spazio di mondo assurdo che chiamiamo "Occidente".
Molto spesso i nostri dibattiti prendevano spunto proprio da quei post, dalle traduzioni che Ummusama aggregava proprio qui, su an-nisa. A me sembrava importante che Aisha partecipasse a questo blog essenzialmente per tre motivi apparentemente inconciliabili tra loro. Prima di tutto perchè Aisha postava traduzioni di un movimento internazionale con il quale l'islam italiano ha il diritto e il dovere di confrontarsi. Seconda cosa perchè analizzare questi documenti con spirito filologico ci permette di capire un sacco di cose dell'islam, della sua storia e del variare della sua strumentalizzazione a sfondo politico nel corso dei secoli. Terza cosa perchè le teorie propugnate da Aisha - e da tanta altra gente in tutto il mondo - appaiono, agli occhi del neomusulmano occidentale teorie cristalline e insindacabili, a prescindere dall'esistenza dei blog gestiti dai nostri.
Noi qui, invece, si pensa che nell'islam non ci sono vati e che si possa ragionare insieme di tutto senza doversi necessariamente scimunire, anzi.
Sono jihaddisti e sostengono i terroristi, 'sti qua, eh!
Sì, caro Luigi, tu non sostieni la guerra santa dei marin's, spiegami che differenza c'è, a parte il gioco dei buoni contro i cattivi?
(La prossima volta vi spiego chi sarebbe questo Luigi, ora ho da fare!).
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

LA PAROLA AI SAPIENTI......
ALGERI, 11 dicembre 2007
E' coraggiosa, Sarah. A 11 anni ha scelto di andare a studiare ad Algeri, e a stare dai nonni. Porta il jilbab, perché le piace il jilbab della mamma. Sarah è fiera di essere musulmana. Questa mattina era a scuola. "Mamma, ascolta, NON PANICARE, capito?, NON PANICARE! Alhamdulillah sto bene, non ti preoccupare...adesso ti racconto..." E' coraggiosa, Sarah. Lei non si è spaventata quando ha sentito il boato e le sono schizzati i vetri della finestra sul banco e tutto si è messo a tremare. Ha persino aiutato l'insegnante incinta ad evacuare l'aula. E scherzava. Scherzava perché non sapeva che cento metri più in là c'erano i corpi straziati di altri studenti, di altre persone, vittime di una follia che non ha niente di "fraterno"....E' una lunga "notte bianca", una di quelle passate a leggere, scrivere, riflettere e pregare...si'....soprattutto pregare...che Allah accolga le vittime in Paradiso,che le perdoni e che consoli le loro famiglie. Proprio adesso che la vita sembrava essere tornata alla normalità per le vie di Algeri, dopo la mattanza di sette anni di guerra civile... Ma che cosa vogliono? Ma dove stiamo andando? E perché?
Una delle risposte possibili...
LA FONTE DELLA NOSTRA DEBOLEZZA
Shaykh Salih al-Fawzan
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
فَتَرَى الَّذِينَ فِي قُلُوبِهِمْ مَرَضٌ يُسَارِعُونَ فِيهِمْ يَقُولُونَ نَخْشَى أَنْ تُصِيبَنَا دَائِرَةٌ فَعَسَى اللَّهُ أَنْ يَأْتِيَ بِالْفَتْحِ أَوْ أَمْرٍ مِنْ عِنْدِهِ فَيُصْبِحُوا عَلَى مَا أَسَرُّوا فِي أَنْفُسِهِمْ نَادِمِينَ (52)
Vedrai quelli che hanno una malattia nel cuore correre verso di loro dicendo: "Temiamo un rovescio del destino". Ma se Allah darà la vittoria o un ordine da parte Sua, eccoli rimpiangere i loro pensieri segreti (Corano V. al-Mâ'ida, 52)
All'inizio di questo Benedetto Mese di Ramadân, lo shaykh Salman b. Fahd al-Oadah ha scritto e fatto circolare una lettera aperta indirizzata allo shaykh Usama bin Muhammad bin Ladin (hafizahullah), nella quale rivolge diverse critiche al nostro fratello Mujâhid, shaykh Usama bin Muhammad bin Ladin (che Allah lo protegga).
Shaykh Salman b. Fahd al-Oadah ha scritto: "Quanto sangue è stato versato? Quanti bambini, donne, anziani innocenti sono stati uccisi, mutilati e allontanati dalle loro case, nel nome di al-Qa'ida?"
Rispondiamo dicendo due cose molto importanti:
(1) Quanto sangue Musulmano è stato versato da parte dei kuffâr e dei loro alleati, nel corso delle loro invasioni e occupazioni delle nostre terre, a causa del loro sostegno di regimi e governanti apostati, nel loro tentativo di farci accettare di essere schiacciati dai loro Tawaghît, e nel loro sostegno all'entità sionista che occupa la Palestina?
Quanti Musulmani sono stati uccisi dai kuffâr e dai loro alleati negli ultimi sei anni, negli ultimi sessant'anni, nell'ultimo secolo?
Soltanto negli ultimi sei anni, decine di migliaia di Musulmani sono stati uccisi in Afghanistan, decine e decine di migliaia in Shishân (Cecenia), e nel Paese che i kuffâr chiamano Irâq; mentre ogni settimana – negli ultimi sessant' anni – dei Musulmani vengono ammazzati in Filistîn (Palestina). Chi piange per i nostri fratelli e sorelle morti? Chi li tiene in considerazione?
Inoltre, quanti bambini, donne e vecchi Musulmani hanno subito delle offese da parte dei kuffâr e dei loro alleati? Quanti sono stati espulsi dalle loro case? Milioni. Chi si rammarica per questi nostri fratelli e sorelle? Chi si occupa di loro?
Chi ha torturato migliaia e migliaia di nostri fratelli e sorelle in luoghi come Bagram e Abu Ghraib, e chi ha imprigionato decine e decine di migliaia di nostri fratelli e sorelle? Chi si lamenta per questi nostri fratelli e sorelle? Chi ne tiene conto?
Chi ha invaso e occupato le nostre terre? Chi ha oppresso i nostri fratelli e le nostre sorelle? E chi sta combattendo gli invasori, gli occupanti e i loro alleati apostati e i loro eserciti fantoccio? Chi sta difendendo i nostri fratelli e le nostre sorelle?
"Chapeau bas, Mr. Fisk!"
"La situazione in Medio Oriente è un totale disastro e va sempre peggio... Da alcuni articoli scritti sul mio giornale l'anno scorso ho capito che ci sono 22 volte più di soldati stranieri che durante le crociate....In nome di Dio, che cosa stiamo facendo? Perché? Noi non facciamo queste domande alla televisione, alla radio, sui giornali, non le facciamo perché sono improponibili...E' una situazione devastante e noi non impariamo... Bin Laden?Bin Laden non conta nulla ormai perché l'Occidente ha partorito il suo mostro ormai... al-Qaida è una realtà...che Bin Laden muoia per un'insufficienza renale o perché cade da una roccia, non cambierà niente...al-Qaida è li per testimoniare, per provare l'ingiustizia che c'è nel mondo musulmano e finché ci sarà quest'ingiustizia, ci attaccheranno e ce lo meritiamo, mi dispiace dirlo, ma ce lo meritiamo..."
Chi parla non è un appartenente a qualche gruppo jihadista, né la sottoscritta ma Robert Fisk, corrispondente da Beirut della testata britannica "The Independent" da 31 anni. Un esempio di giornalismo fedele, onesto ma soprattutto esempio di un kafir che ama dire la verità, a qualsiasi prezzo. Potete ascoltare l'intervista completa sul sito di Rainews24, ve la consiglio vivamente.
Chapeau bas, Mr. Fisk!
L'altra faccia del jihad
Lettera di Salman Al-Oadah a Usama Bin Laden
traduzione di Amina Ummzakaria
Fratello Usama,
Quanto sangue è stato sparso? Quanti bambini innocenti, donne, vecchi sono stati uccisi, maltrattati e cacciati dalle loro case in nome di al-Qaida?
Sei felice di incontrare Allah con questo peso sulle spalle? Ed è un fardello davvero pesante, almeno centinaia di migliaia di persone innocenti, se non milioni.
Come puoi desiderare incontrarLo sapendo che il Messaggero di Allah ha detto “Chiunque uccide persino un passero invano lo ritroverà in lacrime davanti ad Allah nel Giorno del Giudizio e dirà: “O mio Signore! Quel tale mi ha ucciso invano. Non mi ha ucciso per nutrirsi.”
La nostra religione difende la vita di un passero. Non puo’ accettare in nessun caso l’omicidio di persone innocenti, indipendentemente dalla giustificazione che ne viene data. >>>
Parliamo di jihad, se vi va
Poi, ecco, il Jihad.
Appunto.
Il Jihad.
C'ho una traduzione nel cassetto, anzi nella mail box. Me la tengo là da qualche giorno e ci penso un po' su. Penso all'inutile fitna che si creerebbe attorno all'argomento, al fatto di quanto sia inutile dividerci attorno a chi manderebbe suo figlio al jihad - quale dei tanti? - e chi no.
Probabilmente sarebbe più interessante parlare di chi andrebbe in prima persona al jihad contro chi, dove e perchè.
Chiacchierare di che cos'è il jihad, come si chiacchiera del più e del meno - semplicemente - che sennò qua nessuno ci capisce più niente e tutto il lavoro che abbiamo cercato finora se ne va all'aceto e basta e 'sto blog lo prendiamo e lo buttiamo nel cestino, tanto che fa?
Perchè-perchè, non perchè altrimenti poi ti dicono che se non lo fai sei kafir e più o meno, poi, te lo dicono così:
Scusami sorellina, sai bene che non ce l'ho con te, nè col jihad in sè, anzi.
Se ci fosse una maniera armata organizzata e strategica di difendere i fratelli oppressi e di difendere noi stessi da questo putiferio che non ha nome mi metterei anch'io ad incitare tutti al jihad e non avrei nessuna esitazione a farlo.
Il mio problema è solo che mi sento come violentata dal tono perentorio di questi testi, che vanno contro tutto quello che, alhamdulillah, mi ha permesso di diventare musulmana senza se e senza ma.
Si chiama kufr, questo?
Il ruolo delle donne nel Jihâd contro il nemico

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
قُلْ إِنْ كَانَ آَبَاؤُكُمْ وَأَبْنَاؤُكُمْ وَإِخْوَانُكُمْ وَأَزْوَاجُكُمْ وَعَشِيرَتُكُمْ وَأَمْوَالٌ اقْتَرَفْتُمُوهَا وَتِجَارَةٌ تَخْشَوْنَ كَسَادَهَا وَمَسَاكِنُ تَرْضَوْنَهَا أَحَبَّ إِلَيْكُمْ مِنَ اللَّهِ وَرَسُولِهِ وَجِهَادٍ فِي سَبِيلِهِ فَتَرَبَّصُوا حَتَّى يَأْتِيَ اللَّهُ بِأَمْرِهِ وَاللَّهُ لَا يَهْدِي الْقَوْمَ الْفَاسِقِينَ (24)
Di': "Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta nel sentiero di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi" (Corano IX. At-Tawba, 24)
In questo testo il nostro obiettivo non sarà quello di ricercare i dettagli di tutti questi ostacoli e impedimenti (al Jihâd), ma menzioneremo unicamente un ostacolo che
E la nostra ricerca nell'ostacolo (posto) dalla donna non le sarà sicuramente nuova, tuttavia ci rivolgeremo a lei in questo testo, dimostrandole come ella sia uno dei maggiori ostacoli dinanzi alla Vittoria e all'Onore dell'Islâm.
E quando diciamo che la donna è uno dei maggiori ostacoli per
E le presenteremo delle biografie che possa prendere ad esempio perché l'Islâm divenga vittorioso.
E la ragione per cui ci rivolgiamo alla donna, in questo testo, è a causa di ciò che abbiamo notato: quando una donna è persuasa di una cosa, diverrà uno dei maggiori impulsi perché gli uomini compiano (tale dovere).
Ma se è contro qualcosa, sarà tra i maggiori ostacoli al compimento (di tale obbligo) da parte degli uomini, , specialmente se questa donna è una madre o una nonna, l'obbedienza e la soddisfazione della quale sono obbligatorie.
Essendo noto che la donna è la culla degli uomini, e la custode del deposito, finché la loro costruzione divenga solida, ci rivolgeremo direttamente a lei, esortandola a giocare il suo ruolo attivo nell'attuale guerra tra l'Islâm e tutte le nazioni miscredenti, senza eccezione. E finché la donna abbandonerà il dovere di occuparsi di questa battaglia, o se ne allontanerà, o non sarà presente per rafforzare la determinazione (dei combattenti), ciò sarà il primo passo della sconfitta, il cammino verso la perdita, ed è ciò che accade alla nostra Ummah oggi.
L'Islâm non fu vittorioso, nei suoi momenti di splendore, sulle nazioni miscredenti (che erano più grandi in potenza, in numero e in ricchezze), eccetto quando la donna fu pronta ad assumersi la propria responsabilità, poiché ella fa parte di coloro che allevano i bambini sulla via del Jihâd, che pazientano e aiutano i loro figli e il loro marito a restare pazienti nella continuazione di questa via. Così l'espressione "Dietro ad ogni grande uomo di trova una donna" si avvera veridica per le donne di quest'epoca, e possiamo dunque dire: "Dietro a ciascun grande Mujâhid si trova una donna".
Queste donne erano coscienti del loro ruolo, ed erano come le descrisse il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) nell’hadîth riportato da Ahmad e at-Tirmidhi: in una certa occasione, ‘Umar (radiAllahu ‘anhu) chiese al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Oh Messaggero di Allah! Quali ricchezze dobbiamo ricercare (in questo mondo)?”. Egli rispose: “Devi cercare un cuore riconoscente, una lingua occupata nel Ricordo di Allah, e una donna che ti consolidi negli affari che riguardano l’Aldilà” (Sunan Ibn Majah n° 1846; as-Silsilah as-Sahihah n° 2176; Sahih al-Jami’ n° 5231).
Ma per ciò che riguarda le donne della nostra epoca, cosa dobbiamo dire? E come le dobbiamo descrivere? Quali sono le loro preoccupazioni? Sono forse esse un mezzo di sostegno per il loro marito negli affari dell’Aldilà? Comprendono qualcosa a proposito della guerra odierna tra l’Islâm e il Kufr? O almeno conoscono i Paesi del Kufr? E sanno cosa subiscono i Musulmani dovunque? In Palestina?...
Esse non ne sono coscienti. E quale sorta di incoscienza è questa? È l’incoscienza di qualsiasi cosa tranne il fatto di seguire le mode e i capricci, gli ornamenti e l’esteriorità. Esse si sono votate alla distruzione. I nemici della Religione le utilizzano contro
E il centro d’interesse del nemico nella “liberazione” delle donne è apparso unicamente dopo che egli ha realizzato che la donna è la custode della Ummah. Se ella è corrotta, la sua discendenza sarà corrotta, così come tutti coloro che le si trovano intorno. Dunque essi (i nemici) l’hanno utilizzata nel peggiore dei modi, mentre ella si trova nell’illusione e nell’annegamento, e crede a tutti questi falsi appelli, lâHawlâ walâQuwwata illa biLlah (non c’è forza né potenza se non presso Allah)!
E se tu, oh Amatullah, sei incosciente della presenza dell’attuale guerra contro di noi, la situazione sarebbe facile se potessimo dire: ci sono pure gli uomini per compensare! Ma oggi, se tu sei incosciente della presenza della guerra attuale o della preparazione (per questa guerra),
Di conseguenza, devi essere cosciente, mia cara sorella Musulmana, che la tua missione è più grande di quanto t'immagini. Tu sei responsabile di una grande parte della sconfitta dell'Islâm oggi, poiché se tu ti fossi alzata per assumerti la tua responsabilità, questa vergogna non si sarebbe abbattuta sulla Ummah. E può darsi che tu chieda: "Perché porterei dunque tutte queste responsabilità?". Noi ti rispondiamo: perché la tua responsabilità è la prima responsabilità che, se non viene assunta correttamente, non avrà quasi più alcun beneficio per chi verrà dopo.
Ciò perché il primo luogo in cui il bambino cresce è nelle tue braccia, e se diviene un giovanotto, conoscerà unicamente la tua guida, a causa del suo amore per te. Dunque, se tu non semini in lui l'amore per Allah ('azza waJalla), per il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam) e per il Jihâd nella Sua Via durante la sua infanzia, nessun altro potrà installarlo nel suo cuore quando sarà più vecchio, se non a prezzo di enormi difficoltà. Il deposito è tra le tue mani, tenero e caldo, alzati dunque e assumi il tuo ruolo, e ne vedrai il risultato tra due decenni, con il Permesso di Allah…
Tratto da:
Il ruolo delle donne nel Jihâd
contro il nemico
dello shaykh Martire
Al-Hafiz Yusuf Bin Salih Al-‘Iyari
(che Allah abbia misericordia di lui)
Lettera della nostra sorella Nûr, dall'inferno di Abu Ghraib
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Dopo la tristemente famosa lettera della sorella Fatimah, un'altra dolorosa testimonianza delle ceneri della prigione-inferno di Abu Ghraib
BismillâhirRahmânirRahîm
Non so da dove cominciare, vi descriverò la fame, mentre voi mangiate? O la sete, mentre voi bevete? O il sonno, quando voi dormite? O la nostra nudità, mentre voi siete vestiti? … Ma quando penso ai nobili tra voi, piango sulla mia condizione, che cosa vi descriverò dunque di ciò che noi subiamo come torture, senza urtare il vostro pudore e preservare il deposito? Dove siete, dunque, oh nobili fratelli? Dove siete, dunque, oh sapienti dell'Islâm? Avete dunque dimenticato il Messaggio con cui giunse il veridico, Abû-l-Qâsim Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam)? Se ci avete dimenticate a causa del denaro… Vi chiederemo giustizia dinanzi all'Unico, poiché noi siamo una consegna legata ai vostri colli… Chiedo a coloro che riceveranno questo messaggio, tra i sapienti e i nobili Imâm che temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti, di trasmettere questa amanah dall'alto dei loro minbar. Ricordatevi, quando guardate ciò che subiscono i nostri fratelli in Palestina: anche noi soffriamo oggi, quando vediamo questi ebrei bere l'alcol dinanzi a noi e poi stuprare i nostri corpi come delle bestie selvagge, e si divertono e godono di quelle i cui corpi sono stati umiliati. Oh nobili fratelli, quante volte dunque morirete? I nostri corpi sono stati insudiciati, i nostri abiti strappati, i nostri ventri attanagliati per la fame, le nostre lacrime scorrono, ma chi dunque viene in nostro soccorso? Non vorrei dirvi addio, ma prima di farlo vi dico: temete Allah nei ventri delle vostre sorelle, poiché essi sono stati riempiti di figli adulterini. Prima di lasciarvi, chiedo ai nobili tra voi che detengono delle armi di ucciderci insieme a loro in queste prigioni, ve lo chiedo in Nome di Allah, ve lo chiedo in Nome di Allah, ve lo chiedo in Nome di Allah. La vostra sorella per Allah, Nûr.
Yâ Allah, Ti imploriamo di vendicare le nostre sorelle, di far subire a questi cani tormento su tormento, nella vita di quaggiù come nell'Aldilà, Yâ Allah, fai gustare loro la lama dei nostri Mujâhidîn, Yâ Allah, Ti imploriamo di accordare alle nostre amate sorelle il più alto livello del Tuo Paradiso, al-Firdaws, Allahumma âmîn! Jazakumullahu khayran Ansâr al-Haqq