An-nisa: donne musulmane e società

Per favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi. Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.

24-25.05.2002 : Abou El-Kassim Britel subiva extraordinary rendition da Islamabad a Rabat
Sono passati sei anni e Kassim è ancora ingiustamente detenuto in Marocco.
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Khadi si è trasferita qui


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lunedì, marzo 31, 2008

Ma che società?

Donne musulmane e società. Questo è il sottotitolo del blog. E mi irritano parecchie cose, da musulmana e italiana, della società nella quale vivo. Per esempio certi programmi elettorali. ne prendo uno a caso (per modo di dire, eh. Me lo sono proprio andato a cercare...), che recita così:

"Rilevazione delle impronte digitali e del DNA per tutti gli stranieri extracomunitari che chiedano un permesso di soggiorno superiore ai 6 mesi di permanenza sul territorio nazionale...

Divieto di indossare il velo islamico nelle scuole e comunque alle minorenni...

Preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi e nella scuola di ogni ordine e grado, a partire dagli asili nido e dalla scuola materna..."

Razzismo, islamofobia, limitazione forzata della libertà religiosa sancita dalla costituzione. In poche righe già sono state colpite tre categorie di persone. E sono solo tre punti del programma. Figuratevi il resto.

Ora, indovina indovinaccio, di chi è questo programmaccio??

Non si vince nulla, eventualmente la saggia decisione di non votare il candidato/a in questione...

E pensare che di solito non mi occupo di robe politiche, solo che mi son propro venuti i nervi...

sabato, marzo 08, 2008

Cosa direste, voi, sulla 194?

No, non chiedetemi di parlarne. Io non ce la faccio. Non ho le idee chiare, non so che dire. Credo sia un problema troppo distante da me. Il mio rapporto sull'idea dell'aborto è più o meno tutto in questo post e, come si legge, si tratta di un semplice cenno. Insomma, io di figli ne vorrei almeno altri quattro... ehm, se faccio in tempo! Evvabbeh, lo so che sono incosciente, che di 'sti tempi come li campi eccetera. Ma che volete che vi dica?
Esistono però situazioni molto più difficili della mia, situazioni limite, in cui una donna non decide proprio nulla e nelle quali abortire non è nemmeno una scelta.
Mi sembra quindi importante accennare alla questione su un blog islamico femminile e lo faccio citando due articoli di grande interesse.
Il primo post è tratto da un blog, inchiostro di seppia, con la cui visione condivido molto più di quanto appaia.
Il secondo è un articolo di Amina Salina, reperibile su Il dialogo, sezione islam.
Due posizioni che ritengo islamicamente corrette e concretamente contestualizzate. Quindi, vi invito alla lettura, sollecitando commenti e segnalazioni.

194
da:
inchiostro di seppia
Dal punto di vista tradizionale uno Stato moderno è sempre una realtà più o meno abberrante: le sue leggi, le sue istituzioni, i suoi riti hanno sempre qualcosa di parodistico, per non parlare dei suoi rappresentanti. Anche nascere (in ospedale) e morire (in una clinica) è triste. Ho sempre pensato che i particolari di questa realtà contassero poco e che la critica andasse rivolta all'insieme. Alcuni autorevoli rappresentanti della tradizione cattolica romana, e anche alcuni furbacchioni che giocano a fare i protestanti neo-con del Bel Paesino, sembrano aver scelto invece di concentrare i loro sforzi "politici" in alcuni circosritti ambiti.  

Continua a leggere

Aborto la vita di chi ??
di Amina Salina
A proposito di Etica Si difenda la vita difendendo i deboli.
Della campagna di G. Ferrara e del welfare che non c’e’.

da: Il dialogo, sezione islam.

L’IRRUZIONE sulla scena politica di Giuliano Ferrara con la sua lista pro-life - che accomuna cattolici e laici preoccupati della difesa dei bambini non nati- sta vivacizzando una noiosa campagna elettorale in cui tutti - estrema sinistra a parte - discutono di nulla e dicono le stesse cose.. Il merito dell’iniziativa sta nel mettere al centro un tema etico sia pure in modo molto irruento, rompendo gli schemi e spaventando anche i suoi amici della CdL. Che si sono dimostrati come al solito molto poco sensibili al tema se non a parole. 

postato da: alhamdulillah alle ore 19:58 | link | commenti (12)
categorie: politica, donne, femminismo islamico
lunedì, marzo 03, 2008

Del vivacchiare con la guerra in tasca...

Ogni giorno correre, impicciarsi, sbrigarsi, organizzare, inventare, ingegnarsi e sopravvivere. Ogni giorno in fondo in fondo tranquillo, in fondo. Ma soprattutto - soprattutto - inconsapevole. Un giorno infinito - macchè giorno, è una notte. Una notte che dorme e che non vuole svegliarsi per non vedere la guerra dentro le proprie viscere.
02-03-2008: "5 morti a Gaza e in Cisgiordania portano il bilancio delle vittime a 120 da mercoledì. 300 i feriti."

01-03-2008: "Strage di bambini a Jabaliya."

01-03-2008: "Proseguono i massacri da parte delle forze israeliane: 23 palestinesi uccisi in diversi attacchi. Molti i bambini. Decine i feriti."
postato da: alhamdulillah alle ore 01:34 | link | commenti (3)
categorie: palestina, politica, jihad e resistenza
lunedì, febbraio 25, 2008

E tu, che poster preferisci?

Stamattina ho un sacco di cose da fare, ma un po' di tempo me lo prendo per raccontarvi di una ragazza dolce, pacata e tranquilla conosciuta nella blogosfera con il nome di Asiya86, a dirla con JZ  "quell'esaltata che scriveva minchiate anche da queste parti (e sul blog di Sherif) oltre a fare apologia di terrorismo".
Non so come l'avete immaginata questa ragazza qui e non oso immaginare quali fantasie occorrano per aprire addirittura un’inchiesta su una persona così. Spiacente di deludervi, ma si dà il caso che Asiya86 sia solo una tranquilla studentessa universitaria che vive con il padre, ha poche amiche ma affidabili, frequenta un corso di arabo – o, metti, danza del ventre – e, sicuramente prima di arrivare sul web, ha conosciuto la versione stereotipa dell’islam più diffusa in Italia che collega la pratica ossessiva, anacronistica e impraticabile nel contesto sociale nostrano - e mi pare pure altrove - con una visione politica preconfezionata e impacchettata, alla quale non è possibile obiettare nessun “ma” o “però”. Per lei la blogosfera sarebbe potuta essere un'efficace strumento di studio e approfondimento, un sostegno e uno strumento di grande aiuto psicologico. La nostra, infatti, non è che una delle tantissime donne musulmane italiane che, come me, fanno fatica a mettere un confine tra l’afflato religioso e la normalità, tra la voglia – legittima – di pregare, coprirsi e sentirsi spiritualmente tranquille e il diritto ad avere una vita normale, come quella di tutti gli altri, senza doversi per forza autoescludere dal proprio contesto originario.
Per una ragazza così non credo sia molto diverso inneggiare ai Black Sabbath o a Bin Laden, in fondo. Cambia, ovviamente, l’istanza religiosa e spirituale, cambia la “condizione dell’anima”, se riuscite a capirmi. Ma, dal punto di vista psicologico si tratta esattamente dello stesso fenomeno. Certo mi rendo perfettamente conto che questo paragone vi fa arrabbiare tutti, buoni e cattivi, perché distrugge il mito che fa comodo agli uni e agli altri. Ma per molti musulmani Bin Laden non è che un poster sulla parete di casa, l’uomo-simbolo di una rivoluzione individuale e culturale che non si riesce a vivere pienamente e con coscienza, l’eroe negativo capace di rivoluzionare un mondo che non li accetta e rispetto al quale occorre sentirsi antagonisti per salvare quell’istanza etica personale senza la quale – allora sì – ci si sentirebbe davvero degli automi meccanizzati tra le maglie di un sistema che ci vuole tutti uguali e devoti solo alle armi e alla guerra del potere costituito contro il nemico, qualsiasi sia il nemico.
Il nemico della mia Patria – e di Chi dà gli ordini alla mia Patria – è mio nemico.
mercoledì, gennaio 30, 2008

Per favore, qualcuno ci invada (possibilmente prima della buffonata elettorale).

Via Isola dei lotofagi, An-nisa aderisce alla campagna per l'invasione dell'Italia da parte di forze militari europeee. Qui ci andrebbero bene anche milizie africane, asiatiche e/o oceaniane

Fratelli Europei: Invadeteci

SOS Invadeteci!

postato da: alhamdulillah alle ore 10:32 | link | commenti (13)
categorie: politica, occidente contemporaneo
venerdì, gennaio 25, 2008

mercoledì, gennaio 23, 2008

postato da: alhamdulillah alle ore 22:30 | link | commenti (1)
categorie: palestina, politica
domenica, gennaio 13, 2008

Nadia Yassine: donne, islam e potere

Nadia Yassine è una delle più note figure di opposizione in Marocco, è spesso finita sul banco degli imputati per aver criticato la famiglia reale, ed è un’autoproclamata femminista. L’islamica Nadia Yassine parla della sua opposizione alla monarchia marocchina e della situazione delle donne. 

Spiegel: Signora Yassine, come si può essere islamiche e femministe allo stesso tempo?
Yassine: Queste sono soltanto etichette. Semplificare le cose è nella logica dei media. Ma parlando seriamente: la storia del movimento delle donne in Occidente si è sviluppato in maniera completamente differente da qui. E’ basato su altre tradizioni e persegue obiettivi differenti. Da un punto di vista superficiale – se tutto ciò che conta sono i diritti delle donne – mi potete chiamare una femminista. Ma io parlo per una cultura differente, quella islamica. La nostra religione è molto amichevole nei confronti delle donne. In teoria, nei nostri testi sacri, abbiamo molti diritti. Ma gli uomini, questi piccoli ‘machi’, ci hanno derubato di questo. E’ colpa loro se il mondo intero crede il contrario.
Spiegel: Il movimento delle donne laiche in Marocco ha un punto di vista completamente differente: crede che certe tradizioni musulmane debbano essere incolpate per l’oppressione delle donne.
Yassine: Le femministe laiche fanno parte soltanto di una piccola elite. Vivono in una enclave intellettuale. Imitano l’Occidente. Si sono allontanate dalla cultura islamica. Sono seguaci di piccoli partiti politici che sono dipendenti dal re. Questa è la ragione per cui, più di ogni altra cosa, vogliono difendere i loro privilegi. >>>

postato da: alhamdulillah alle ore 21:59 | link | commenti (3)
categorie: politica, donne, femminismo islamico
giovedì, gennaio 10, 2008

Donne musulmane: "Adesso parliamo!"
di Amina Salina

C'è un grosso equivoco di fondo quando si parla di  multiculturalismo .Quando si affrontano problemi scottanti, come quello della violenza sulle donne, o altri come la questione del hijab, gli stereotipi si palesano davanti ai nostri occhi di musulmani europei abbastanza navigati per capire dove vuole andare a parare l'interlucutore istituzionale o meno.
Mentre la destra cavalca vecchi stereotipi da "cultura superiore" alla quale le culture "altre” dovrebbero inchinarsi con deferenza, come se il colonialismo non fosse stato abbastanza cruento e genocidi, la sinistra rispolvera vecchi arnesi da femminismo salottiero - come la pretesa distruzione dei ruoli all'interno della famiglia -un vecchio cavallo di battaglia del femminismo più deteriore che fa a pezzi decenni di separatismo per mettere d'accordo, nella laude al "monoteismo di mercato", la donna-manager mascolinizzata o perennemente glamour col senso comune. >>>
martedì, dicembre 11, 2007

L'identità per esempio

Concetti che, periodicamente, vanno risistemati come si fa con i cassetti, uguale. L'identità, per esempio.
DaLia un bel cassetto ordinato.

postato da: alhamdulillah alle ore 22:10 | link | commenti
categorie: segnalazioni, politica
martedì, novembre 27, 2007

L'altra faccia del jihad

Lettera di Salman Al-Oadah a Usama Bin Laden
traduzione di Amina Ummzakaria

 Fratello Usama,
Quanto sangue è stato sparso? Quanti bambini innocenti, donne, vecchi sono stati uccisi, maltrattati e cacciati dalle loro case in nome di al-Qaida?
Sei felice di incontrare Allah con questo peso sulle spalle? Ed è un fardello davvero pesante, almeno centinaia di migliaia di persone innocenti, se non milioni.
Come puoi desiderare incontrarLo sapendo che il Messaggero di Allah ha detto “Chiunque uccide persino un passero invano lo ritroverà in lacrime davanti ad Allah nel Giorno del Giudizio e dirà: “O mio Signore! Quel tale mi ha ucciso invano. Non mi ha ucciso per nutrirsi.”
La nostra religione difende la vita di un passero. Non puo’ accettare in nessun caso l’omicidio di persone innocenti, indipendentemente dalla giustificazione che ne viene data. >>>

postato da: alhamdulillah alle ore 21:36 | link | commenti (26)
categorie: politica, jihad e resistenza
domenica, ottobre 21, 2007

Cosa  sta succedendo nelle carceri marocchine? 

Dal 25 settembre è in atto la protesta degli 'islamistes' nel carcere di Salé.
Il motivo sono le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani, inutilmente denunciate negli anni.
Un alto numero di detenuti è stato trasferito, senza comunicazione alle famiglie, alcuni verso destinazione sconosciuta, mentre all'interno della prigione si moltiplicano atti di intimidazione e violenza sui prigionieri.
In tutte le carceri del Marocco gli islamistes avevano già attuato alcune iniziative in solidarietà con i detenuti di Salé, ora lo sciopero della fame a sostegno della richiesta di porre fine alle pratiche inumane, degradanti ed umilianti.
I detenuti sono esasperati anche dall'assenza di qualunque interessamento alla loro sorte e a quella delle loro famiglie. Una visita di membri del CCDH (Conseil consultatif des droits de l'homme) al carcere di Salé ed il successivo impegno del Ministero della Giustizia per un 'inchiesta non hanno prodotto finora alcun risultato. Si sono già verificati ricoveri in ospedale. >>>

   

postato da: alhamdulillah alle ore 21:39 | link | commenti
categorie: politica, giustizia per kassim
martedì, ottobre 16, 2007

A proposito del "kufr"...

Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim
 
LA MISCREDENZA (KUFR)
 
LODE AD ALLAH
 
Sarebbe troppo lungo soffermarsi sulla vera natura della miscredenza, dunque ci concentreremo brevemente sui punti seguenti:
 
1) l’importanza di conoscere la miscredenza
 
Il Libro e la Sunna indicano che la fede non puo correttamente esprimersi ed essere accettata se non è accompagnata da due cose (che esprimono il significato della testimonianza che non c’è dio eccetto Allah), cioè la sottomissione ad Allah l’Unico e l’Assoluto e la rottura con la miscredenza ed il politeismo in tutte le loro forme.
Nessuno puo’ astenersi da una cosa o rifiutarla se non ne ha una conoscenza chiara. Ecco perché è necessario apprendere e mettere in opera le conseguenze dell’adesione alla fede nell’unicità assoluta di Allah e sapere che cosa sono la miscredenza e il politeismo per potersene allontanare.
 
2) la definizione di miscredenza
 
Dal punto di vista linguistico, “kufr” significa “coprire una cosa per nasconderla”.
Dal punto di vista religioso si tratta di non credere in Allah e nei Suoi messaggeri, sia che si tratti di smentire o di mettere in dubbio o di abbandonare per orgoglio, per desiderio o per influenza di una passione che distoglie l’uomo dal messaggio (islamico). La miscredenza si attribuisce a chiunque neghi una cosa alla quale Allah ci ha ordinato di credere dopo esserne venuti a conoscenza, sia che questo avvenga solo nel cuore (sentimento), solo con la parola o con entrambi o attraverso un’azione che, in base ad una prova tratta dal Corano o dalla Sunna, esclude il suo autore da quello che si definsce “iman”. Si veda a questo proposito “Madjmou al-fatawa” di Sheikh al-islam Ibn Taymiyya, 12/335 e “Al-ihkam fi usul al-ahkam” di Ibn Hazm, 1/45
 
Ibn Hazm dice, nella sua opera Al-fasl: “Negare una cosa che una prova irrefutabile presenta come uno degli elementi costitutivi della fede è un atto di miscredenza. Allo stesso modo, dire una cosa che una prova irrefutabile presenta come un’espressione della miscredenza è un atto di miscredenza. Parimenti, fare una cosa che una prova irrefutabile presenta come una manifestazione di miscredenza è un atto di miscredenza”.
 
3) le diverse manifestazioni di miscredenza grave che escludono il suo autore dalla religione.
 
I sapienti (ulamà) hanno distinto diverse espressioni della miscredenza che racchiudono numerose forme e manifestazioni di politeismo. Eccole:
 
a) la miscredenza che consiste nel negare e smentire
Negare e smentire possono provenire dal cuore. Secondo Ibn al-Qayyim (yrA) questo tipo di miscredenza è rara tra i miscredenti. A volte essa si esprime verbalmente o attraverso azioni che dissimulano la verità e la rifiutano categoricamente nonostante la si conosca. E’ come la miscredenza che gli Ebrei manifestarono nei confronti di Muhammad SAAWS a proposito dei quali Allah l’Altissimo dice: “quando vennero pur riconoscendo, rifiutarono di crederci.” (Corano, 2:89) e dice: “una parte di loro nasconde la verità, pur conoscendola!” (Corano, 2:146). La vera smentita proviene da colui che rifiuta la verità in modo obiettivo. E’ per questo che Allah ha dichiarato che la smentita dei miscredenti nei confronti del Messaggio non riguardava la sua onestà, ma la verità in sé. E’ a questo riguardo che l’Altissimo dice: “In verità essi non credono che tu sei bugiardo, ma sono i versetti di Allah che essi rinnegano” (Corano, 6:33).
 
Si assimila a questo tipo di miscredenza quella che consiste nel considerare lecito quello che la lege religiosa proibisce, poiché si tratta di smentire il messaggio del Profeta SAAWS. Lo stesso dicasi per l’atto che consiste nel prendere per illecito cio’ che la legge religiosa dichiara lecito.
 
b) la miscredenza che consiste nel volgere le spalle per orgoglio
E’ come la miscredenza di Shaytan che si è rivolto ad Alah l’Altissimo in questi termini: “ ....eccetto Iblis che rifiuto’, si gonfio’ d’orgoglio e fu tra i miscredenti.” (Corano, 2:34). L’Altissimo dice ancora: “Ed essi dicono: Crediamo in Allah e nel Messaggero ed obbediamo. E poi una parte di loro volta le spalle. Non sono quelli i credenti.” (Corano, 24/47. Qui, viene negata la fede di colui che volta le spalle all’azione, anche se verbalmente ha aderito alla fede. Questo mostra che la miscredenza “negativa” è quella che consiste nel rifiutare la verità, apprenderla e metterla in pratica, e indica anche che la verità si esprime attraverso le azioni, le parole o le credenze. A questo proposito l’Altissimo dice: “Coloro che non hanno creduto voltano le spalle agli ammonimenti.” (Corano, 46:3)
 
Esprimere verbalmente il rifiuto del messaggio del Profeta SAAWS dicendo: “Non lo seguiro’” o con un gesto che fa intendere il rifiuto di ascoltare la verità portata dal Profeta SAAWS, oppure tappandosi le orecchie per non sentire, sentire senza interessarsi, o rifutandosi di agire, tutto questo fa parte della miscredenza che consiste nel volgere le spalle.
 
c) la miscredenza ipocrita
Consiste nella non adesione del cuore e nell’inazione mascherata da una sottomissione manifestata solo per essere vista dagli altri. E’ la miscredenza di Ibn Salul e di tutti gi ipocriti a proposito dei quali Allah l’Altissimo dice: “ Tra la gente, ci sono alcune persone che dicono: “Noi crediamo in Allah e nel Giorno del Giudizio!” ma in realtà non ci credono.-Cercano di ingannare Allah e i credenti ma non ingannano che loro stessi e non se ne rendono conto.- Nei loro cuori c’è una malattia (il dubbio e l’ipocrisia) e Allah lascia che la loro malattia aumenti. Avranno un castigo doloroso per aver mentito.- E quando is dice loro: “Non diffondete la corruzione sulla terra”, essi dicono: “Al contrario, noi siamo solo riformatori!” – In verità, sono loro i veri corruttori, ma non se ne rendono conto.- E quando si dice loro: “Credete come la gente che ha creduto”, essi dicono: “Forse che noi dovremmo credere come hanno fatto gli sciocchi?” In verità, sono loro gli sciocchi ma non lo sanno.- Quando incontrano coloro che hanno creduto, dicono: “Noi crediamo”, ma quando si trovano soli con i loro shayatin, dicono: “Siamo con voi; in realtà non facciamo altro che prenderci gioco di loro”. E’ Allah che si prende gioco di loro, aumenterà la loro ribellione e prolungherà all’infinito la loro perdizione. Sono loro che hanno scambiato la retta via con la perdizione. Ebbene, il loro commercio non ha profitto ed essi non sono sulla retta via.- Assomigliano a qualcuno che ha acceso un fuoco, poi quando il fuoco ha illuminato tutto intorno, Allah fa scomparire la loro luce e li abbandona nelle tenebre dove non vedono più nulla.- Sordi, muti, ciechi, non possono più tornare sui loro passi. – ( e possiamo paragonarli anche a persone che) quando vedono le nubi scoppiare di pioggia, piene di tenebre, di tuoni e di fulmini, si mettono le dita nelle orecchie, terrorizzati dal boato del lampo, terrorizzati dalla morte.- Allah accerchia i miscredenti da ogni lato.- Il fulmine quasi li acceca: ogni volta che fa luce, avanzano, ma quando c’è il buio si fermano. Se Allah volesse li renderbbe ciechi e sordi, poiché Allah è Onnipotente.” (Corano, 2:8-20).
 
4) la miscredenza che consiste nel dubbio
E’ quando si esita a riconoscere e ad ammettere la verità. Al credente si chiede di avere la certezza che il messaggio del Profeta SAAWS è verità indiscutibile. Credere che forse non è cosi’ è miscredenza derivata dal dubbio o dalla congettura. E’ a questo proposito che l’Altissimo dice: “Entra nel suo giardino colpevole verso se stesso (a causa della sua miscredenza); egli dice: “Non penso che questo possa mai morire, - e non penso che l’Ora verrà. E se mi si porterà verso il mio Signore, trovero’ sicuramente un luogo migliore di questo giardino. –Il suo compagno gli dice, parlando con lui: “Sarai forse miscredente verso Colui che ti ha creato di terra, poi di sperma ed infine ti ha plasmato come uomo.- Quanto a me, Allah è il mio Signore e non associo nessuno al mio Signore.” (Corano, 18:35-38).
 
Per concludere, la miscredenza che è il contrario della fede (in Allah e nel Suo Messaggero, ndt), puo consistere nello smentire con il cuore, quindi nel non aderire intimamente o nel provare odio per Allah l’Altissimo e i Suoi segni o per il Suo Messaggero. Cio’ si oppone all’amore inerente alla fede che costituisce l’atto più importante del cuore. La miscredenza puo anche esprimersi verbalmente attraverso l’ingiuria proferita nei confronti di Allah l’Altissimo, o puo consistere in un atto esplicito, come il fatto di prosternarsi davanti ad un idolo, di offrire qualcosa ad una divinità al di fuori di Allah. Cosi come la fede puo esprimersi attraverso il cuore, la lingua e gli organi, allo stesso modo puo esprimersi la miscredenza.
 
Che Allah ci protegga contro le diverse manifestazioni della miscredenza attraverso la fede e di fare di noi delle guide ben guidate. Amin. Wa Allahu ‘alam.
 
A’lam as-sunna al-manchoura, 177; Nawaqid al-imam al-qawliyya wal-amaliyya di Sheikh Abd al-Aziz Aal Abd al-Latif, 36-46; Dhawabit al-kufr di Sheikh Abd Allah al-Qarni, 183-196.
 
Dal sito: Iman Way Français
Sheikh Muhammad Salih al-Munajjid 
 
lunedì, ottobre 15, 2007

Le alternative?

E' già da un po' che ci penso: le alternative. Io no, non l'ho trovata la mia. Anarco-teocrazia sarebbe, se ci fosse. Senz'altro sarebbe così. Ma non c'è. Non ce l'ho a portata di mano, qui, il decalogo dell'anarco-teocrato e se ce l'avessi me lo terrei per me, altrimenti che anarchia è?
Ok, parliamo di cose serie, per favore.
Dunque.
Che modello sociale abbiamo da proporre noi al mondo, a parte l'islam-maccaroni, l'islam-punk e l'islam-horror?
E mi piace ritrovarle, certe idee, scritte in modo un po' più organizzato e compito rispetto a come amo scrivere qui. E magari anche in un modo un po' più civile e aperto alle varie possibilità.
(In realtà stavo solo trovando una scusa per presentare questo blog e l'ho trovata!)

Noi siamo in quella fase, ci dobbiamo svegliare dal coma. Il problema è come dobbiamo essere una volta svegli! Ecco quindi che spuntano, sempre più forti, gli echi di un passato glorioso, in cui la ummah era forte, stabile, prospera e dinamica. Tra le varie “sfumature” islamiche la corrente salafita (i sauditi) è predominante, per tanti motivi, non per ultimi quelli economici. I salafiti sono schietti, diretti, chiari e onesti. Sanno cosa vogliono e fanno propaganda per il loro modello “teocratico” di stato. La domanda sorge spontanea, le alternative? Ecco, qui casca l’asino! >>>

sabato, ottobre 13, 2007

Ehm...

Mica male per un kafir...

venerdì, ottobre 05, 2007

Del kufr, dell'islam e di altre sfumature

 Da "profana", vissuta in mezzo all'islam-spaghetti e a questo sicuramente moderno e italianissimo islam-concept, non so se per classismo o semplicemente a pelle, ho sempre concepito come due mondi assolutamente distinti il mondo del kufr e il mondo dell'islam. Quand'ero kafira, per me, ero kafira. Sia quand'ero cattolica, che quand'ero atea e pure quando tentavo di fare la pseudo-teosofa.
Era così, era il kufr: il mondo dell'incertezza, della confusione, dell'angoscia, dell'insoddisfazione, della ricerca reiterata e del cammino nebuloso.
Il mondo di chi non lo sa se Dio c'è oppure no e che "fisionomia" ha.
Poi, un giorno, si è accesa una lampadina di colpo. Ma, da quel giorno, non sono diventata più brava, più saggia e più buona. Anzi, ho continuato a sbagliare credendomi nel giusto, ho sbattuto i denti inutilmente contro l'impossibile ed ho lottato per cause che non mi appartenevano per niente e che non appartenevano nemmeno all'islam, credendo di fare tutto questo - appunto - per l'islam, per l'akhira e per piacere all'Unico, continuando a girare a tondo attorno a me stessa, senza muovermi di un passo.
Da quel giorno, però, ho iniziato a vedere il mondo con altri occhi, a sentire altri profumi, ad assaporare altri gusti ed ho "saputo" che tutto viene dall'Uno e che nell'Uno il tutto risiede e che non c'è altro Dio all'infuori di Dio e che il Messaggio del Sigillo dei Profeti è l'unico archetipico, l'unico nel quale mi ritrovo passo passo e l'unico attraverso il quale mi comprendo e mi sento in pace, a casa mia.
Mia mamma è mia mamma. E per me non è kafira perchè è cattolica o perchè va a messa, ma è kafira perchè prega Padre Pio e va in pellegrinaggio al suo santuario, così come io per lei sono un'apostata sflesciata, una figlia ribelle e pure un po' sconsiderata, che però, guardacaso, da qualche anno a questa parte ha trovato il suo centro e il suo equilibrio ed ha smesso di fare scemate, chissà com'è! Voglio bene alla mia mamma kafira e non smetterò mai di ringraziare - e Ringraziare - di avermi dato proprio lei, così kafira com'è, con i suoi valori inconsapevolmente islamici, con il suo pudore innato, la sua "casalinghitudine", il suo modo spudoratamente islamico di dedicarsi alla famiglia in modo pieno e totale, senza grilli per la testa e senza fronzoli. Bhè, ecco, se smettesse di pensare a Padre Pio e andasse al sodo, avvicinandosi a Dio in maniera diretta, sarebbe una musulmana tremila volte meglio di me che ancora fatico da morire a rispettare molte delle cose islamiche che lei, come kafira, ha sempre dato per scontate! Bhò! Davvero strana, 'sta vita!
E ce ne sono, sapete, di kuffar che mi stanno attorno che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. E tu te ne stai lì, ad osservarli vivere, a ricordarti di com'erano quando tu eri laggiù e ti dimenavi e non sapevi che pesci prendere e ti perdevi, mentre loro si perdevano solo a metà e per il resto restavano integri, fedeli, saldi e non tradivano quell'islam che nemmeno sapevano di praticare e non tradivano sè stessi.
Ci sono persone che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. A me piace chiamarli comunque kuffar, quasi per simpatia e per dovere, più nei loro confronti che nei confronti delle catalogazioni gratuite. Per una questione di onestà intellettuale.
Quando dico "kuffar" con disprezzo è un'altra cosa. E mi pare che si senta, tra i pixel, com'è.

Ci sono poi persone che camminano su un filo sottile: quelli che dicono di essere musulmani e dentro si dibattono e "vedono" solo a metà e quelli che "sono musulmano" non lo diranno mai, eppure nel loro cuore hanno fatto un patto al quale si mantengono fedeli, lontano dai nostri sguardi e dai nostri giudizi.
Meraviglia delle sfumature.

giovedì, agosto 23, 2007

Il valore della vita, un concetto relativo.

 

Evidentemente era un fondamentalista e quindi è giusto che paghi.

Anche con la tortura?

Certo.

Anche con la detenzione segreta, l’extraordinary rendition e senza processo?

Sicuro.

A volte un commento può spiegare più di mille post l’atteggiamento che milioni di persone hanno nei confronti del valore della vita di un uomo. Il semplice, vago, minimo sospetto che una persona possa appartenere alla nebulosa categoria dei “fondamentalisti”, di colpo, fa precipitare il valore della vita al di sotto della soglia unanimemente riconosciuta come “diritto inalienabile di ogni uomo”.

“Diritto inalienabile di ogni uomo, tranne che di coloro che, per un qualche minimo sospetto dovuto a cultura, provenienza, studi, letture e frequentazioni, possono essere sospettati di fondamentalismo islamico”, così dovrebbe recitare la carta! Altroché! Mio cugino, il mio ex-collega e, alle volte, perfino mio padre la pensano così. Ma non è colpa loro, sapete? Sono brave persone, in fondo, e, a volte, quando guardano un western, tifano pure per i pellerossa. Ma i musulmani proprio no, per favore.  Per tutti loro la parola musulmano coincide con fondamentalismo islamico e cioè con quella cosa misteriosa che s’impadronisce della mente della gente e convince gli arabi, e non solo, a imbottirsi di tritolo e farsi saltare in aria senza motivo. Per tutti loro, in sostanza, il fondamentalismo islamico è una malattia della mente, per giunta contagiosa, che si manifesta in modo vario e incostante, per debellare la quale occorre eliminare tutti coloro che ne possono portare il germe, malati e portatori sani.

Chiamatelo razzismo, aparthaid, pregiudizio. Loro lo chiameranno, tutt’al più, “prevenzione”. Come spruzzare l’insetticida, per non farsi pungere dalle zanzare. Uguale.

E comunque, cari avventori e commentatori di questo blog, sappiate che Kassim non appartiene a quella nebulosa corrente fondamentalista che sta minacciando il pianeta. Il Nostro non è una zanzara che punge! Non ha mai avuto intenzione di imbottirsi di tritolo, sguainare una sciabola o sostituire il vostro vicino di casa con un bacillo che produce integralisti islamici a iosa. Non lo dico io. C’è stata un’inchiesta che lo ha ritenuto assolutamente innocente. Di tutto. Innocente rispetto a qualsiasi ipotesi di reato vi venga in mente. Innocente. E c’è stata una risoluzione del Parlamento europeo che, invece, ha ritenuto reato ciò che gli hanno fatto, una risoluzione che ha condannato la detenzione segreta che lui e tanti altri - molti rimasti sconosciuti, perché spariti - hanno subito, la tortura, e il volo segreto con il quale è stato deportato da un angolo all’altro del mondo, affinché ci si potesse liberamente accanire contro il suo corpo già provato, con lo scopo di obbligarlo, con questi mezzi arcaici e vergognosi, a confessare reati non commessi, a fare nomi di altri innocenti a cui riservare, eventualmente, lo stesso trattamento, a contribuire alla costruzione di uno scenario pauroso e pazzesco, necessario per il mantenimento dei poteri costituiti.

E quindi chi sarebbe, scusate, il fondamentalista incivile? Kassim o questa associazione criminale internazionale senza volto che ammazza, stritola e incastra la gente, in nome dei sacri valori di un Occidente chiuso e settario, arroccato nei suoi privilegi, che stanno sempre più diventando di pochi?

Attenzione, i prossimi potrebbero essere tutti coloro che, a qualunque titolo, non sono “conformi”!

A tal proposito segnalo un pungentissimo e coraggioso post di guerrillaradio e due importanti iniziative, attraverso le quali, spero, si riuscirà ad affrontare il tema con maggior coscienza, sensibilità e lucidità:

1- "EXRAORDINARY RENDITIONS: i rapimenti della Cia ed il caso di EL KASSIM BRITEL, cittadino italiano, di Bergamo, rapito in Pakistan nel 2002 ed ancora detenuto in Marocco" .  
Torre Boldone (bergamo), Festa di Liberazione, venerdì 24 agosto, spazio dibattiti, ore 18,45. 
Incontro-conferenza stampa con Enea Guarinoni (giornalista Radio Popolare), Maurizio Mazzucchetti (Prc-Bergamo), Khadija Anna Pighizzini, moglie di Elkassim, ed Ezio Locatelli (parlamentare Prc).   
* Mostra informativa per tutta la durata della festa (17-26 agosto). Info e documenti: qui

2- "EXTRAORDINARY RENDITIONS", installazione di Giovanni Bianchini (Festa di Liberazione, Torre Boldone, Bergamo, 17-26 agosto 2007).  
Cfr. , marzo 2007 ("Punto di fuga"), foto: qui. Giovanni Bianchini e "Patatart": qu

Per chi non l'avesse ancora fatto, vi invito, ancora una volta, ad aderire alla campagna per la liberazione di Kassim riempiendo questo form.



postato da: alhamdulillah alle ore 22:01 | link | commenti (7)
categorie: politica, giustizia per kassim
mercoledì, agosto 22, 2007

Andiamo avanti!

Firma l'appello per la liberazione di kassim

da:
Secondo protocollo
Sono da poco tornata dal mio viaggio in Marocco. Ho visitato mio marito nel carcere di Äin Bourja.
Kassim è molto provato, deluso, teme di sperare ancora.
Questa prigione "ospita" solo detenuti islamici. In un costante colloquio con la direzione del carcere e fra di loro, si sono dati regole precise mutuate dalle norme di convivenza dell'Islam, eventuali problemi vengono risolti in modo composto e civile, il tentativo è quello di mantenere quanto più possibile un clima non oppressivo. Rimane però un luogo di pena, un' istituzione chiusa dove tutto potrebbe stravolgersi da un momento all'altro, la vita è fuori oltre quel portone. >>>

postato da: alhamdulillah alle ore 01:21 | link | commenti
categorie: politica, giustizia per kassim
domenica, agosto 12, 2007

 Di quelli "in via di espulsione" per non aver commesso il fatto


Ok! Detto questo, posso caldamente invitarvi, come al solito con clamoroso ritardo, a seguire la vicenda della moschea di Ponte Felcino e relativi post correlati su Kelebek.

Se ne parla qui, qui, qui, e pure qui. Argomenti correlati: quiqui, qui, qui e pure qui.
P.S. Chissà quando finirò di leggermi tutti 'sti post!? Spero, però, che gli investigatori qui presenti li leggano tutti attentamente, perchè magari così si fanno un'idea di come stanno andando le cose per noi, poveri mortali extraterrestri.

venerdì, giugno 29, 2007

Giustizia per Kassim (VIII)

Perché è importante Kassim

dal blog: falecio contro tutti
 

Può sembrare strano che due anarchici, che credono, ciascuno nella propria religione, nella Legge Spirituale, siano impegnati in prima fila in una fondamentale battaglia di diritto.

Vorrei chiarire che una società anarchica, per sua natura, non è la negazione dell'ordine, ma la negazione della costrizione. Ovvero la negazione di un ordine ingiusto ed arbitrario. Per questo l'anarchia richiede un impegno morale maggiore dell'archia, perché ciascuno è sempre e completamente responsabile. >>>
postato da: alhamdulillah alle ore 14:38 | link | commenti
categorie: politica, giustizia per kassim

Giustizia per Kassim (V)

Diritti umani. le tre scimmie e la stampa -redattore MattBeck

dal blog: la conoscenza rende liberi

Uno dei punti-cardine dell’identità occidentale è il fatto che le istituzioni democratiche, modificando la mentalità e le strutture stesse del potere, siano state capaci di eliminare, o comunque limitare la tendenza naturale ed immodificabile del potere di autogestirsi e di autoassolversi.
Insomma di fare quello che gli pare impunemente. >>>