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An-nisa: donne musulmane e societàPer favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi.
Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.
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Ma che società?
Donne musulmane e società. Questo è il sottotitolo del blog. E mi irritano parecchie cose, da musulmana e italiana, della società nella quale vivo. Per esempio certi programmi elettorali. ne prendo uno a caso (per modo di dire, eh. Me lo sono proprio andato a cercare...), che recita così:
"Rilevazione delle impronte digitali e del DNA per tutti gli stranieri extracomunitari che chiedano un permesso di soggiorno superiore ai 6 mesi di permanenza sul territorio nazionale...
Divieto di indossare il velo islamico nelle scuole e comunque alle minorenni...
Preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi e nella scuola di ogni ordine e grado, a partire dagli asili nido e dalla scuola materna..."
Razzismo, islamofobia, limitazione forzata della libertà religiosa sancita dalla costituzione. In poche righe già sono state colpite tre categorie di persone. E sono solo tre punti del programma. Figuratevi il resto.
Ora, indovina indovinaccio, di chi è questo programmaccio??
Non si vince nulla, eventualmente la saggia decisione di non votare il candidato/a in questione...
E pensare che di solito non mi occupo di robe politiche, solo che mi son propro venuti i nervi...
Cosa direste, voi, sulla 194?
No, non chiedetemi di parlarne. Io non ce la faccio. Non ho le idee chiare, non so che dire. Credo sia un problema troppo distante da me. Il mio rapporto sull'idea dell'aborto è più o meno tutto in questo post e, come si legge, si tratta di un semplice cenno. Insomma, io di figli ne vorrei almeno altri quattro... ehm, se faccio in tempo! Evvabbeh, lo so che sono incosciente, che di 'sti tempi come li campi eccetera. Ma che volete che vi dica?
Esistono però situazioni molto più difficili della mia, situazioni limite, in cui una donna non decide proprio nulla e nelle quali abortire non è nemmeno una scelta.
Mi sembra quindi importante accennare alla questione su un blog islamico femminile e lo faccio citando due articoli di grande interesse.
Il primo post è tratto da un blog, inchiostro di seppia, con la cui visione condivido molto più di quanto appaia.
Il secondo è un articolo di Amina Salina, reperibile su Il dialogo, sezione islam.
Due posizioni che ritengo islamicamente corrette e concretamente contestualizzate. Quindi, vi invito alla lettura, sollecitando commenti e segnalazioni.
194
da: inchiostro di seppia
Dal punto di vista tradizionale uno Stato moderno è sempre una realtà più o meno abberrante: le sue leggi, le sue istituzioni, i suoi riti hanno sempre qualcosa di parodistico, per non parlare dei suoi rappresentanti. Anche nascere (in ospedale) e morire (in una clinica) è triste. Ho sempre pensato che i particolari di questa realtà contassero poco e che la critica andasse rivolta all'insieme. Alcuni autorevoli rappresentanti della tradizione cattolica romana, e anche alcuni furbacchioni che giocano a fare i protestanti neo-con del Bel Paesino, sembrano aver scelto invece di concentrare i loro sforzi "politici" in alcuni circosritti ambiti.
Aborto la vita di chi ??
di Amina Salina
A proposito di Etica Si difenda la vita difendendo i deboli.
Della campagna di G. Ferrara e del welfare che non c’e’.
da: Il dialogo, sezione islam.
L’IRRUZIONE sulla scena politica di Giuliano Ferrara con la sua lista pro-life - che accomuna cattolici e laici preoccupati della difesa dei bambini non nati- sta vivacizzando una noiosa campagna elettorale in cui tutti - estrema sinistra a parte - discutono di nulla e dicono le stesse cose.. Il merito dell’iniziativa sta nel mettere al centro un tema etico sia pure in modo molto irruento, rompendo gli schemi e spaventando anche i suoi amici della CdL. Che si sono dimostrati come al solito molto poco sensibili al tema se non a parole.
| 02-03-2008: "5 morti a Gaza e in Cisgiordania portano il bilancio delle vittime a 120 da mercoledì. 300 i feriti." | ![]() |
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01-03-2008: "Strage di bambini a Jabaliya." | |
| 01-03-2008: "Proseguono i massacri da parte delle forze israeliane: 23 palestinesi uccisi in diversi attacchi. Molti i bambini. Decine i feriti." | ![]() |
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Per favore, qualcuno ci invada (possibilmente prima della buffonata elettorale).
Via Isola dei lotofagi, An-nisa aderisce alla campagna per l'invasione dell'Italia da parte di forze militari europeee. Qui ci andrebbero bene anche milizie africane, asiatiche e/o oceaniane.
SOS Invadeteci!
Nadia Yassine: donne, islam e potere
Nadia Yassine è una delle più note figure di opposizione in Marocco, è spesso finita sul banco degli imputati per aver criticato la famiglia reale, ed è un’autoproclamata femminista. L’islamica Nadia Yassine parla della sua opposizione alla monarchia marocchina e della situazione delle donne.
Spiegel: Signora Yassine, come si può essere islamiche e femministe allo stesso tempo?
Yassine: Queste sono soltanto etichette. Semplificare le cose è nella logica dei media. Ma parlando seriamente: la storia del movimento delle donne in Occidente si è sviluppato in maniera completamente differente da qui. E’ basato su altre tradizioni e persegue obiettivi differenti. Da un punto di vista superficiale – se tutto ciò che conta sono i diritti delle donne – mi potete chiamare una femminista. Ma io parlo per una cultura differente, quella islamica. La nostra religione è molto amichevole nei confronti delle donne. In teoria, nei nostri testi sacri, abbiamo molti diritti. Ma gli uomini, questi piccoli ‘machi’, ci hanno derubato di questo. E’ colpa loro se il mondo intero crede il contrario.
Spiegel: Il movimento delle donne laiche in Marocco ha un punto di vista completamente differente: crede che certe tradizioni musulmane debbano essere incolpate per l’oppressione delle donne.
Yassine: Le femministe laiche fanno parte soltanto di una piccola elite. Vivono in una enclave intellettuale. Imitano l’Occidente. Si sono allontanate dalla cultura islamica. Sono seguaci di piccoli partiti politici che sono dipendenti dal re. Questa è la ragione per cui, più di ogni altra cosa, vogliono difendere i loro privilegi. >>>
Donne musulmane: "Adesso parliamo!"
di Amina Salina
C'è un grosso equivoco di fondo quando si parla di multiculturalismo .Quando si affrontano problemi scottanti, come quello della violenza sulle donne, o altri come la questione del hijab, gli stereotipi si palesano davanti ai nostri occhi di musulmani europei abbastanza navigati per capire dove vuole andare a parare l'interlucutore istituzionale o meno.L'identità per esempio
Concetti che, periodicamente, vanno risistemati come si fa con i cassetti, uguale. L'identità, per esempio.
DaLia un bel cassetto ordinato.
L'altra faccia del jihad
Lettera di Salman Al-Oadah a Usama Bin Laden
traduzione di Amina Ummzakaria
Fratello Usama,
Quanto sangue è stato sparso? Quanti bambini innocenti, donne, vecchi sono stati uccisi, maltrattati e cacciati dalle loro case in nome di al-Qaida?
Sei felice di incontrare Allah con questo peso sulle spalle? Ed è un fardello davvero pesante, almeno centinaia di migliaia di persone innocenti, se non milioni.
Come puoi desiderare incontrarLo sapendo che il Messaggero di Allah ha detto “Chiunque uccide persino un passero invano lo ritroverà in lacrime davanti ad Allah nel Giorno del Giudizio e dirà: “O mio Signore! Quel tale mi ha ucciso invano. Non mi ha ucciso per nutrirsi.”
La nostra religione difende la vita di un passero. Non puo’ accettare in nessun caso l’omicidio di persone innocenti, indipendentemente dalla giustificazione che ne viene data. >>>
Cosa sta succedendo nelle carceri marocchine?
Dal 25 settembre è in atto la protesta degli 'islamistes' nel carcere di Salé.
Il motivo sono le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani, inutilmente denunciate negli anni.
Un alto numero di detenuti è stato trasferito, senza comunicazione alle famiglie, alcuni verso destinazione sconosciuta, mentre all'interno della prigione si moltiplicano atti di intimidazione e violenza sui prigionieri.
In tutte le carceri del Marocco gli islamistes avevano già attuato alcune iniziative in solidarietà con i detenuti di Salé, ora lo sciopero della fame a sostegno della richiesta di porre fine alle pratiche inumane, degradanti ed umilianti.
I detenuti sono esasperati anche dall'assenza di qualunque interessamento alla loro sorte e a quella delle loro famiglie. Una visita di membri del CCDH (Conseil consultatif des droits de l'homme) al carcere di Salé ed il successivo impegno del Ministero della Giustizia per un 'inchiesta non hanno prodotto finora alcun risultato. Si sono già verificati ricoveri in ospedale. >>>
A proposito del "kufr"...
Le alternative?
E' già da un po' che ci penso: le alternative. Io no, non l'ho trovata la mia. Anarco-teocrazia sarebbe, se ci fosse. Senz'altro sarebbe così. Ma non c'è. Non ce l'ho a portata di mano, qui, il decalogo dell'anarco-teocrato e se ce l'avessi me lo terrei per me, altrimenti che anarchia è?
Ok, parliamo di cose serie, per favore.
Dunque.
Che modello sociale abbiamo da proporre noi al mondo, a parte l'islam-maccaroni, l'islam-punk e l'islam-horror?
E mi piace ritrovarle, certe idee, scritte in modo un po' più organizzato e compito rispetto a come amo scrivere qui. E magari anche in un modo un po' più civile e aperto alle varie possibilità.
(In realtà stavo solo trovando una scusa per presentare questo blog e l'ho trovata!)
Noi siamo in quella fase, ci dobbiamo svegliare dal coma. Il problema è come dobbiamo essere una volta svegli! Ecco quindi che spuntano, sempre più forti, gli echi di un passato glorioso, in cui la ummah era forte, stabile, prospera e dinamica. Tra le varie “sfumature” islamiche la corrente salafita (i sauditi) è predominante, per tanti motivi, non per ultimi quelli economici. I salafiti sono schietti, diretti, chiari e onesti. Sanno cosa vogliono e fanno propaganda per il loro modello “teocratico” di stato. La domanda sorge spontanea, le alternative? Ecco, qui casca l’asino! >>>
Del kufr, dell'islam e di altre sfumature
Da "profana", vissuta in mezzo all'islam-spaghetti e a questo sicuramente moderno e italianissimo islam-concept, non so se per classismo o semplicemente a pelle, ho sempre concepito come due mondi assolutamente distinti il mondo del kufr e il mondo dell'islam. Quand'ero kafira, per me, ero kafira. Sia quand'ero cattolica, che quand'ero atea e pure quando tentavo di fare la pseudo-teosofa.
Era così, era il kufr: il mondo dell'incertezza, della confusione, dell'angoscia, dell'insoddisfazione, della ricerca reiterata e del cammino nebuloso.
Il mondo di chi non lo sa se Dio c'è oppure no e che "fisionomia" ha.
Poi, un giorno, si è accesa una lampadina di colpo. Ma, da quel giorno, non sono diventata più brava, più saggia e più buona. Anzi, ho continuato a sbagliare credendomi nel giusto, ho sbattuto i denti inutilmente contro l'impossibile ed ho lottato per cause che non mi appartenevano per niente e che non appartenevano nemmeno all'islam, credendo di fare tutto questo - appunto - per l'islam, per l'akhira e per piacere all'Unico, continuando a girare a tondo attorno a me stessa, senza muovermi di un passo.
Da quel giorno, però, ho iniziato a vedere il mondo con altri occhi, a sentire altri profumi, ad assaporare altri gusti ed ho "saputo" che tutto viene dall'Uno e che nell'Uno il tutto risiede e che non c'è altro Dio all'infuori di Dio e che il Messaggio del Sigillo dei Profeti è l'unico archetipico, l'unico nel quale mi ritrovo passo passo e l'unico attraverso il quale mi comprendo e mi sento in pace, a casa mia.
Mia mamma è mia mamma. E per me non è kafira perchè è cattolica o perchè va a messa, ma è kafira perchè prega Padre Pio e va in pellegrinaggio al suo santuario, così come io per lei sono un'apostata sflesciata, una figlia ribelle e pure un po' sconsiderata, che però, guardacaso, da qualche anno a questa parte ha trovato il suo centro e il suo equilibrio ed ha smesso di fare scemate, chissà com'è! Voglio bene alla mia mamma kafira e non smetterò mai di ringraziare - e Ringraziare - di avermi dato proprio lei, così kafira com'è, con i suoi valori inconsapevolmente islamici, con il suo pudore innato, la sua "casalinghitudine", il suo modo spudoratamente islamico di dedicarsi alla famiglia in modo pieno e totale, senza grilli per la testa e senza fronzoli. Bhè, ecco, se smettesse di pensare a Padre Pio e andasse al sodo, avvicinandosi a Dio in maniera diretta, sarebbe una musulmana tremila volte meglio di me che ancora fatico da morire a rispettare molte delle cose islamiche che lei, come kafira, ha sempre dato per scontate! Bhò! Davvero strana, 'sta vita!
E ce ne sono, sapete, di kuffar che mi stanno attorno che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. E tu te ne stai lì, ad osservarli vivere, a ricordarti di com'erano quando tu eri laggiù e ti dimenavi e non sapevi che pesci prendere e ti perdevi, mentre loro si perdevano solo a metà e per il resto restavano integri, fedeli, saldi e non tradivano quell'islam che nemmeno sapevano di praticare e non tradivano sè stessi.
Ci sono persone che l'islam ce l'hanno nel sangue e non lo sanno. A me piace chiamarli comunque kuffar, quasi per simpatia e per dovere, più nei loro confronti che nei confronti delle catalogazioni gratuite. Per una questione di onestà intellettuale.
Quando dico "kuffar" con disprezzo è un'altra cosa. E mi pare che si senta, tra i pixel, com'è.
Ci sono poi persone che camminano su un filo sottile: quelli che dicono di essere musulmani e dentro si dibattono e "vedono" solo a metà e quelli che "sono musulmano" non lo diranno mai, eppure nel loro cuore hanno fatto un patto al quale si mantengono fedeli, lontano dai nostri sguardi e dai nostri giudizi.
Meraviglia delle sfumature.
Il valore della vita, un concetto relativo.
Evidentemente era un fondamentalista e quindi è giusto che paghi.
Anche con la tortura?
Certo.
Anche con la detenzione segreta, l’extraordinary rendition e senza processo?
Sicuro.
A volte un commento può spiegare più di mille post l’atteggiamento che milioni di persone hanno nei confronti del valore della vita di un uomo. Il semplice, vago, minimo sospetto che una persona possa appartenere alla nebulosa categoria dei “fondamentalisti”, di colpo, fa precipitare il valore della vita al di sotto della soglia unanimemente riconosciuta come “diritto inalienabile di ogni uomo”.
“Diritto inalienabile di ogni uomo, tranne che di coloro che, per un qualche minimo sospetto dovuto a cultura, provenienza, studi, letture e frequentazioni, possono essere sospettati di fondamentalismo islamico”, così dovrebbe recitare la carta! Altroché! Mio cugino, il mio ex-collega e, alle volte, perfino mio padre la pensano così. Ma non è colpa loro, sapete? Sono brave persone, in fondo, e, a volte, quando guardano un western, tifano pure per i pellerossa. Ma i musulmani proprio no, per favore. Per tutti loro la parola musulmano coincide con fondamentalismo islamico e cioè con quella cosa misteriosa che s’impadronisce della mente della gente e convince gli arabi, e non solo, a imbottirsi di tritolo e farsi saltare in aria senza motivo. Per tutti loro, in sostanza, il fondamentalismo islamico è una malattia della mente, per giunta contagiosa, che si manifesta in modo vario e incostante, per debellare la quale occorre eliminare tutti coloro che ne possono portare il germe, malati e portatori sani.
Chiamatelo razzismo, aparthaid, pregiudizio. Loro lo chiameranno, tutt’al più, “prevenzione”. Come spruzzare l’insetticida, per non farsi pungere dalle zanzare. Uguale.
E comunque, cari avventori e commentatori di questo blog, sappiate che Kassim non appartiene a quella nebulosa corrente fondamentalista che sta minacciando il pianeta. Il Nostro non è una zanzara che punge! Non ha mai avuto intenzione di imbottirsi di tritolo, sguainare una sciabola o sostituire il vostro vicino di casa con un bacillo che produce integralisti islamici a iosa. Non lo dico io. C’è stata un’inchiesta che lo ha ritenuto assolutamente innocente. Di tutto. Innocente rispetto a qualsiasi ipotesi di reato vi venga in mente. Innocente. E c’è stata una risoluzione del Parlamento europeo che, invece, ha ritenuto reato ciò che gli hanno fatto, una risoluzione che ha condannato la detenzione segreta che lui e tanti altri - molti rimasti sconosciuti, perché spariti - hanno subito, la tortura, e il volo segreto con il quale è stato deportato da un angolo all’altro del mondo, affinché ci si potesse liberamente accanire contro il suo corpo già provato, con lo scopo di obbligarlo, con questi mezzi arcaici e vergognosi, a confessare reati non commessi, a fare nomi di altri innocenti a cui riservare, eventualmente, lo stesso trattamento, a contribuire alla costruzione di uno scenario pauroso e pazzesco, necessario per il mantenimento dei poteri costituiti.
E quindi chi sarebbe, scusate, il fondamentalista incivile? Kassim o questa associazione criminale internazionale senza volto che ammazza, stritola e incastra la gente, in nome dei sacri valori di un Occidente chiuso e settario, arroccato nei suoi privilegi, che stanno sempre più diventando di pochi?
Attenzione, i prossimi potrebbero essere tutti coloro che, a qualunque titolo, non sono “conformi”!
A tal proposito segnalo un pungentissimo e coraggioso post di guerrillaradio e due importanti iniziative, attraverso le quali, spero, si riuscirà ad affrontare il tema con maggior coscienza, sensibilità e lucidità:
Per chi non l'avesse ancora fatto, vi invito, ancora una volta, ad aderire alla campagna per la liberazione di Kassim riempiendo questo form.
Andiamo avanti!
Firma l'appello per la liberazione di kassim
da: Secondo protocollo
Sono da poco tornata dal mio viaggio in Marocco. Ho visitato mio marito nel carcere di Äin Bourja.
Kassim è molto provato, deluso, teme di sperare ancora.
Questa prigione "ospita" solo detenuti islamici. In un costante colloquio con la direzione del carcere e fra di loro, si sono dati regole precise mutuate dalle norme di convivenza dell'Islam, eventuali problemi vengono risolti in modo composto e civile, il tentativo è quello di mantenere quanto più possibile un clima non oppressivo. Rimane però un luogo di pena, un' istituzione chiusa dove tutto potrebbe stravolgersi da un momento all'altro, la vita è fuori oltre quel portone. >>>
Ok! Detto questo, posso caldamente invitarvi, come al solito con clamoroso ritardo, a seguire la vicenda della moschea di Ponte Felcino e relativi post correlati su Kelebek.
Se ne parla qui, qui, qui, e pure qui. Argomenti correlati: qui, qui, qui, qui e pure qui.
P.S. Chissà quando finirò di leggermi tutti 'sti post!? Spero, però, che gli investigatori qui presenti li leggano tutti attentamente, perchè magari così si fanno un'idea di come stanno andando le cose per noi, poveri mortali extraterrestri.
dal blog: la conoscenza rende liberi