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An-nisa: donne musulmane e societàPer favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l'ignoranza la colpa non è dell'islam, ma dell'oblìo dell'islam. Un po' di verità - e di opinioni - sulle svariate realtà di oggi.
Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.
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بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Qui si piange e si pensa, ragazzi e ragazze. Occhio :)
As salam alaykum wa rahmatuLlah. Non ha a che fare col matrimonio islamico, il video che vorrei che tutti (soprattutto i non musulmani) vedeste.
Ha a che fare con una dolcissima, sincera all' inverosimile e pia donna, che ha scelto l' Islam grazie a Dio, il Quale lo ha posto nel suo cuore per mezzo dell' amore più grande della sua vita: sua figlia (che all' epoca dei fatti aveva sette anni!).
Spero davvero che lo guardiate, non vi costa niente a parte un po' del vostro tempo, ma forse vi farà riflettere, se Dio vuole. E vi aiuterà a capire il perchè sempre più persone decidono di abbracciare questa meravigliosa religione. In lingua inglese. >>>
As salam alaykum wa rahmatuLlah.
Il ritorno all' Islam di Yusuf Estes. Ultima parte.
As salam alaykum, ecco a voi l' ultima parte della storia di Yusuf Estes. Bellissima, emozionante, commovente e stupefacente mashaLlah >>>
Pensare che l' ho già letta più volte, ma mi emoziona comunque lo stesso.
E c' è un' altra storia, che è bello condividere, secondo me, quella del ritorno all' Islam della sorella Fatma Cinzia >>>
MashaLlah, la ummah cresce di continuo. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di fare di tutto per accogliere tutti i nuovi arrivati nella maniera più degna, ovvero dando il miglior esempio possibile seguendo sempre il Nobile Corano e la sunna del nostro amato Profeta Mohammed, pace e benedizioni su di lui. Quale miglior modo di essere "khalifa fi'l ard"?
Che Allah swt ci guidi, e ci protegga sempre. Amin.
Il ritorno all' Islam di Yusuf Estes - parte quarta
In questi giorni ci ho pensato su. Ho ancora una cosina nel cassetto e la voglia di scriverci su magari una premessa, ma lascio la foga dileguarsi e scrivo d’altro.
Perché è davvero un bell’argomento: l’inizio, la follia, la voglia di essere parte integrante di una cosa astratta che si chiama ummah , una nuova strada ignota che ti si apre davanti luminosa e meravigliosa e ripida e tortuosa e tu che, piccola piccola e sola, sai bene che non ce la potrai mai fare se non cela metti tutta - ma proprio tutta - e non ti lasci trasportare, con criterio e responsabilità, ma come se seguissi il vento o la corrente, come se seguissi il respiro del tuo cuore.
Oggi alla me stessa di allora urlerei di fermarsi a riflettere, di non “impazzire”, di prendersela con calma, di aspettare, perché la fede non è la pazzia di un momento, perché la fede è un’altra cosa. Ma quello che direi oggi alla me stessa di allora è la cosa più sbagliata del mondo, perché crearsi una “vita islamica” pian piano è cosa che non tutti sono in grado di fare, specie quelli persi com’ero io, quand’ero persa.
Magari sembri scema, perché scimmiotti, senza convinzione, la sorella con l’hijab e preghi in un modo che fa ridere, recitando parole che non hanno senso né in arabo e né in italiano, ma, quando ti succederà, poi, di avere la stessa forza e lo stesso coraggio, quand’è che Allah – SWT – ti ridarà la stessa fermezza e la stessa caparbietà?
Piano-piano invece (sapete quando ti dicono piano-piano??), trattieni le migliori energie, la forza di una shahadah del cuore che poi risulta sempre più fievole e lontana e sebbene si rinnovi tutti i giorni non si manifesta più con la stessa forza e la stessa intensità e non potrà mai più diventare quell’uragano in grado di spazzar via ogni cosa e pure tutto il passato in blocco, così, tutto intero, come se non ti appartenesse e non appartenesse a nessuno.
Piano piano, sì. Ma piano piano per chi è capace di vivere piano.
Poi, sicuro, islam è anche imparare a vivere piano.
Imparare.
E’ che ognuno ha il suo modo, la sua storia già scritta nell’archetipo celeste, allora è inutile che ti dicano “Sì, buttati!” “No, non buttarti!”, perché non sono certo quelle le voci che ascolterai. Se Allah – swt – deciderà di concederti una via di fuga, presto o tardi dovrai scegliere, per forza scegliere.
Un fiore dell' Islam.
Leggendo le sue parole, non ho potuto non provare un grande senso di affetto e di tenerezza per questa giovane e buona ragazza, che, grazie ad Allah, ha seguito il bellissimo esempio di sua madre, italiana ritornata all' Islam, che ha saputo trasmetterle l' eredità più preziosa possibile: la fede.
Sia Gloria a Dio l' Altissimo, Colui che sceglie i Suoi Servi in maniera generosa ed inaspettata. Al hamdu liLlah.
La storia di Ilaria Khadija >>>
La storia di Yusuf Estes continua...
As salam alaykum wa rahmatuLlah, ecco a voi
Il ritorno all' Islam di Yusuf Estes (terza parte)
gentilmente tradotto dalla sorella Aziza ;)
Salam wa rahma, Aisha.
La storia di Yusuf Estes
As salam alaykum wa rahmatuLlah wa barakatu. Non nascondo il piacere con il quale mi appresto ad inaugurare questo nuovo e bellissimo progetto di Khadija, ovvero un aggregatore di blog musulmani al femminile. Che Allah swt la ricompensi nel migliore dei modi per la sua bontà, sensibilità, intelligenza e soprattutto per la sua fede.
Ed ecco qui i primi due links che spero abbiate il piacere di leggere, le prime due parti della storia di Yusuf Estes, un ex predicatore cristiano che in un modo quantomeno insolito ha, grazie a Dio, abbracciato l' Islam e che adesso contribuisce grandemente a diffondere anche grazie alla duplice conoscenza dei due mondi, quello cristiano appunto e quello musulmano. Buona lettura, in attesa delle parti successive ;)
Salam wa rahmatuLlah, Aisha.